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Working Girls: al Carbonia Film Festival è di scena la sorellanza

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In concorso al Carbonia Film Festival 2020, Working Girls racconta la storia di tre donne unite nelle difficoltà e intenzionate a lottare per la propria dignità.

Working Girls: al Carbonia Film Festival è di scena la sorellanza

Il fil rouge che unisce i film del Carbonia Film Festival, in corso dal 6 all'11 ottobre, è una riflessione sulle migrazioni e sul lavoro. In Working Girls c'è un personaggio che viene da lontano e c'è un confine che nei giorni feriali viene attraversato: la frontiera tra la Francia e il Belgio.
Working Girls è il quinto lungometraggio di Frédéric Fonteyne, che l'ha diretto insieme ad Anne Paulicevich e che nel 1999 aveva incantato il Festival di Venezia, e non solo, con Una relazione privata, con Nathalie Baye e Sergi Lopez. Lopez è anche fra gli interpreti secondari di Working Girls, che vede protagoniste Sara Forestier, Noémie Lvovsky e Annabelle Lengronne.

Comincia di notte Working Girls, con tre figure femminili che cercano faticosamente di sbarazzarsi di un cadavere seppellendolo. Attenzione, però, il film non è un thriller, ma la cronaca della quotidianità di tre donne che conducono una doppia vita, perché, all'insaputa di (quasi) tutti, dalla città di Roubaix vanno in Belgio a lavorare in un bordello, una casa di piacere squallida, disadorna e con night club annesso che è gestita da una megera con una folta chioma bionda di cui non vediamo mai inquadrato il viso. Per i clienti, che restano dei nomi o delle schiene, Axelle, Dominique e Conso diventano Athena, Circe e Hera, figure dell'antica mitologia pronte a regalare gioia e sogni a uomini dai gusti più disparati. Indossano parrucche, biancheria dozzinale e piume le "ragazze che lavorano" e, più che sottolineare la loro disperazione, Fonteyne e la Paulicevich insistono sulla loro dignità. Sono delle guerriere le tre protagoniste di Working Girls, che si uniscono contro chi, a turno, le danneggia. Come fossero delle super-eroine, Axelle, Dominique e Conso non esitano a picchiare o a ricorrere alle armi.

Working Girls racconta la stessa storia da tre diversi punti di vista, che sono poi quelli dei personaggi principali. Si comincia con Athena che deve fronteggiare l'ex marito aggressivo e voglioso, si prosegue con Conso che si è innamorata dell'uomo sbagliato e si finisce con Dominique che dichiara aperte le ostilità con la figlia adolescente e ribelle. Il film torna indietro ma va anche avanti e non cede mai alla disperazione, al realismo esacerbato e alla denuncia fine a se stessa. Athena, Circe e Hera sono dolenti ma sanno anche ridere, e di gusto, e parlano delle loro esperienze lavorative facendosi beffe dei clienti. Conservano dei desideri, delle speranze, e due di loro hanno figli da accudire. Sul grande palcoscenico della vita, interpretano un ruolo ben conosciuto: quello delle donne che si dividono fra lavoro e famiglia e che tirano la carretta. La loro forza sta nella sorellanza, unico faro in una notte scurissima in cui si aggirano loschi figuri e mariti fannulloni o maneschi. Affidandosi a una sceneggiatura scritta dalla sola Anne Paulicevich, il film trova anche il modo di parlare di violenza sulle donne, che però qui si sono stufate. La loro piccola rivoluzione porterà dei frutti? Difficile a dirsi, visto che si muovono in un mondo dove genitori e figli comunicano poco e la vita è diventata sopravvivenza.

Working Girls è disponibile gratuitamente online sulla piattaforma streaming del festival su tutto il territorio nazionale all'indirizzo online carboniafilmfest.org. Sarà possibile vederlo dal 7 al 9 ottobre.

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