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Welcome to The Punch: l'action con James McAvoy in stile John Woo con il titolo di un pub

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Finito nella lista nera delle sceneggiature britanniche, il film dell'inglese Eeran Creevy è un gioiellino da recuperare.

Welcome to The Punch: l'action con James McAvoy in stile John Woo con il titolo di un pub

Welcome to The Punch è il secondo lungometraggio del regista inglese Eran Creevy, che, dopo un thriller urbano all'insegna del realismo "sociale" in stile Ken Loach intitolato Shifty, si è lanciato a capofitto in un action adrenalinico e ha avuto il privilegio di lavorare insieme a pezzi da novanta come Mark Strong, Peter Mullan e soprattutto lo scozzese James McAvoy, che tuttavia all'epoca del nostro film non era ancora diventato il giovane Professor Xavier di X-Men né lo schizofrenico protagonista di Split.

Se nessuno di voi ha sentito parlare di Welcome to the Punch, è perché la sceneggiatura è finita nella cosiddetta Brit List, che sarebbe l'equivalente britannico della Black List hollywoodiana. Per fortuna a un certo punto è arrivato Ridley Scott che ha finanziato il film e adesso noi possiamo tranquillamente gustarcelo, facendo un salto nel modernissimo "distretto" di Canary Wharf, centro direzionale londinese sviluppato a partire dagli anni ottanta nella vecchia zona portuale dell'Isle of Dogs.

Com'è nata l'idea di Welcome to the Punch

Mentre andava in cerca di location per Shifty, Eran Creevy si è trovato di fronte un pub chiamato The Suffolk Punch (il pugno di Suffolk), nome che ha trovato particolarmente interessante e che ha poi scoperto essere appartenuto a un cavallo. Per lui The Suffolk Punch sarebbe stato il titolo perfetto per un romanzo di James Ellroy, magari un succoso noir. Facendolo proprio, il regista lo ha trasformato in Welcome to the Punch perché gli è tornata in mente la frase di lancio di Jarhead di Sam Mendes, Welcome to the Suck (Benvenuti nello schifo). Lo sappiamo, questa cosa potrà sembrare strana, ma dovete sapere che Creevy ha sempre avuto l'abitudine di immaginare prima il titolo e poi la storia, e di  prendere spunto anche da frasi celebri o stralci di opere letterarie. All'epoca della promozione di Welcome to the Punch, non a caso, il regista ha annunciato di essere al lavoro su un progetto ispiratogli dal verso del Giulio Cesare di Shakespeare "Date l'allarme e sciogliete i mastini della guerra!" e che consisteva in un racconto di vendetta in stile Old Boy.

Lavorare con le superstar

Il giorno prima delle riprese, Eran Creevy era agitatissimo e la sua ansia di prestazione aveva raggiunto livelli di guardia. L'idea di lavorare con Strong, Mullan, McAvoy e Andrea Riseborough lo terrorizzava, e la sera, a letto, continuava a ripetersi: "Non valgo niente, sono un finto regista, se ne accorgeranno tutti". Il giorno dopo, per fortuna, è arrivato sul set e ha subito conquistato gli attori, anche perché aveva le idee chiarissime. La prima cosa che ha fatto è stata mostrare al cast alcune scene di Hard Boiled, Bullit e Infernal Affairs. Poi ha fatto ascoltare a Strong & Co. brani della colonna sonora di In The Mood for Love e 2046, composti dal grande Shigeru Umebayashi. Da lì in poi tutto è filato liscio, anche se le sequenze d'azione non si sono rivelate una passeggiata, specialmente un inseguimento in macchina durante il quale McAvoy non si è dimostrato esattamente un guidatore provetto, visto che è salito più volte con le ruote sul cordolo del marciapiede rischiando di sfasciare la sua automobile.

Citazioni e riferimenti: da Hitchcock a De Palma

Eran Creevy, l'avrete capito, oltre che regista è un gran cinefilo, per cui non stupitevi se guardando Welcome to the Punch vi sembrerà di trovarvi in qualche classico tanto orientale quanto occidentale. La prima fonte di ispirazione è stato per lui il cinema di Hong Kong, per esempio i film di John Woo dei tardi anni Ottanta e primi anni ’90 (A Better Tomorrow, The Killer, Bullet in The Head) e il già citato Infernal Affairs. In Welcome to the Punch c'è anche qualcosa di Heat di Michael Mann e del cinema di Alfred Hitchcock, anche se a influenzare lo stile del film è stato soprattutto Brian De Palma con Mission: Impossible, in particolare la scena in cui Tom Cruise è al ristorante e scopre che intorno a lui sono tutti agenti della CIA. A voi il compito di individuare il momento che ve la ricorda.

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