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Una scomoda verità 2 e altri film sui cambiamenti climatici, tra realtà e finzione

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A 10 anni dal primo film Al Gore torna nei cinema italiani il 31 ottobre e 1 novembre per raccontarci cosa è cambiata da allora.

Una scomoda verità 2 e altri film sui cambiamenti climatici, tra realtà e finzione

Undici anni fa un documentario dal titolo Una scomoda verità, diretto da Davis Guggenheim e patrocinato dall'ex Vice-Presidente degli Stati Uniti (nonché candidato democratico alle elezioni del 2000) Al Gore, approdava con effetto dirompente al cinema: attraverso le parole e la presenza di Gore stesso, in prima linea nella battaglia per salvaguardare l'ambiente, Una scomoda verità denunciava infatti i rischi legati al riscaldamento globale e la necessità di modificare il prima possibile il nostro atteggiamento nei confronti di questo problema, spesso sottovalutato. Capace di richiamare un'enorme attenzione nel pubblico, il film di Guggenheim incassò cinquanta milioni di dollari in tutto il mondo, una cifra record per un'opera di questo tipo, registrò oltre sette milioni di spettatori nelle sale e vinse due premi Oscar: per il miglior documentario e per la canzone I Need to Wake Up, composta da Melissa Etheridge.

A distanza di poco più di un decennio da questo piccolo, grande fenomeno cinematografico, il 31 ottobre e il 1° novembre sarà nelle sale italiane, distribuito da 20th Century Fox, Una scomoda verità 2 (in originale, ironicamente, An Inconvenient Sequel): il documentario in cui Al Gore traccia il punto della situazione su cosa è cambiato, nel bene e nel male, dai tempi del film precedente, fino ad arrivare al Trattato di Parigi dell’anno scorso, e riprende la sua lotta per denunciare i pericoli del riscaldamento globale e gli effetti nefasti sulle esistenze di migliaia di persone. E ancora una volta, lo shock di una visione del genere è legato a quell’ideale “corto circuito” tra realtà e finzione: i cambiamenti climatici, infatti, fanno ormai parte del nostro immaginario di spettatori, ma ci sembrano appartenere all’universo della fantasia e della creazione artistica, quando invece si tratta di una minaccia terribilmente reale, e che in più occasioni ha avuto modo di concretizzarsi nei fatti.



In attesa dell'arrivo di Una scomoda verità 2, abbiamo deciso pertanto di ripercorrere alcuni fra i casi più recenti in cui l'immaginazione di registi e sceneggiatori ci ha permesso di visualizzare un mondo messo in crisi da una catastrofe ecologica: talvolta in maniera più estrema e "hollywoodiana", in altri casi invece con un naturalismo che dovrebbe spingerci ancor di più alla riflessione (e all'azione).

The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo



Alla prima categoria appartiene senz'altro uno dei disaster-movie di maggior successo del nuovo millennio (oltre mezzo miliardo di dollari al box-office), diretto nel 2004 dal maestro di questo filone cinematografico, Roland Emmerich: The Day After Tomorrow. Blockbuster spettacolare con un cast che comprende Dennis Quaid, Jake Gyllenhaal ed Emmy Rossum, l'imponente film di Emmerich prende spunto da una teoria agghiacciante (letteralmente!): l'idea di una nuova glaciazione in grado di alterare in maniera drastica l'esistenza umana sul pianeta. Fra improvvisi cali della temperatura e maremoti dalle conseguenze rovinose, The Day After Tomorrow utilizza il clima come strumento di suspense e disegna uno scenario decisamente inquietante.

Re della terra selvaggia

Ben più realistico è invece l'approccio di uno dei successi più sorprendenti degli scorsi anni, Re della terra selvaggia, esordio alla regia di Benh Zeitlin, che nel 2012 gli è valso l'entusiasmo della critica e quattro nomination agli Oscar, tra cui miglior film. Re della terra selvaggia è ambientato in Louisiana, in quell'area rurale conosciuta come Bathtoub: una comunità bayou spesso soggetta ad alluvioni, fra le zone dell'America maggiormente sottoposte ai rischi del riscaldamento globale. Lo scioglimento dei ghiacci e i conseguenti uragani sconvolgeranno infatti la routine familiare della piccola Hushpuppy, una bambina di sei anni che dovrà prepararsi ad affrontare la vita in maniera diversa e con una nuova consapevolezza.

Snowpiercer

Torniamo nel campo della distopia con uno dei film di fantascienza più originali del cinema contemporaneo, Snowpiercer, accattivante thriller del regista coreano Bong Joon-ho basato su una serie di fumetti. Prima produzione in lingua inglese di Bong, con un cast internazionale composto da Chris Evans, Tilda Swinton, John Hurt, Ed Harris, Jamie Bell e Octavia Spencer, Snowpiercer immagina un prossimo futuro in cui la Terra ha subito una terribile glaciazione: fra i pochi superstiti in un mondo ricoperto dalla neve, un gruppo di personaggi, prigionieri a bordo di un treno chiamato Snowpiercer, tenteranno di ribellarsi all'oppressione dispotica delle classi sociali più elevate, dando inizio a un vero e proprio conflitto a bordo del treno in movimento.

Interstellar

Nel 2014, un anno dopo Snowpiercer, un altro fra i più importanti film di fantascienza dei nostri tempi ci ha rappresentato un pianeta portato sull’orlo dell'autodistruzione da un repentino cambiamento climatico: Interstellar, frutto del talento visionario di Christopher Nolan. Mentre la nostra atmosfera sta perdendo sempre di più la sua riserva di ossigeno e l'agricoltura subisce danni irreparabili, gli scienziati sono costretti a ricorrere a una soluzione disperata: organizzare una spedizione spaziale che possa trovare un altro pianeta abitabile. Interpretato da Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain e Michael Caine, Interstellar raffigura uno scenario semi-apocalittico per riflettere sull’essere umano e sulle grandi domande alla base della nostra esistenza.

Downsizing - Vivere alla grande

Arriviamo così al 2017, e al film che ha aperto l'ultima edizione della Mostra di Venezia: Downsizing, commedia surreale e a tinte sci-fi diretta dal talentuoso regista Alexander Payne. In un prossimo futuro in cui il problema dell'inquinamento e della produzione dei rifiuti ha messo in ginocchio l'economia e sta diventando ormai insostenibile per il pianeta, alcuni scienziati scandinavi sembrano aver trovato una soluzione miracolosa: rimpicciolire gli esseri umani, creando così dei mondi in miniatura che costituiscono oasi di benessere e di tranquillità. Un’opzione a cui decide di ricorrere anche Paul Safranek (Matt Damon), spinto dalla moglie Audrey (Kristen Wiig): ma le sorprese, per Paul, sono appena all’inizio, mentre i rischi di un disastro ecologico si riveleranno tutt'altro che arginati.



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