Un'altra dimensione: il look e gli effetti speciali di Poltergeist

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Un'altra dimensione: il look e gli effetti speciali di Poltergeist

Poltergeist è stato girato in 3D, il che intensifica il terrore e l'emozione. "Il Poltergeist originale coglieva un punto di vista sorprendente, molto stilizzato, quasi teatrale del soprannaturale, ma non è il mio modo di raccontare questa storia", ha dichiarato il regista del film Gil Kenan. "Per me era importante raccordare il materiale con una serie di strumenti più oscuri che facessero piazza pulita della teatralità, e trovare qualcosa di più basso, oscuro e terrificante".
A questo scopo Kenan tiene la cinepresa in costante movimento, catturando il massimo di sussulti. Javier Aguirresarobe, direttore della fotografia di fama mondiale che ha lavorato sulla saga Twilight e The Others, è abituato a catturare i fenomeni soprannaturali in modo fantasioso e al tempo stesso realistico. "Il look di questo film è fantasy, ma collocato in un ambiente naturale, il che lo rende ancor più spaventoso", dice. "Il solo raccordo al film originale è la scena in cui Maddy si collega con l’aldilà attraverso la televisione. E' la scena che mi è piaciuto di più girare, perché tecnicamente era molto impegnativa. Volevamo evitare il più possibile gli effetti speciali e girare concretamente".

La costumista Delphine White ha optato anche lei per un look naturale. "Mi attiravano sia l'aspetto leggero che quello cupo del film", dice White. "Volevamo rendere l'idea di una famiglia che sta lottando, e ci siamo ispirati a foto di persone normali. Il costume più difficile da disegnare è stato quello del poltergeist. Abbiamo fatto molte ricerche su persone che erano state sepolte e riesumate e su quello che succedeva ai loro abiti nel corso di questo processo. Abbiamo lavorato con delle sagome e con un eccezionale artista di tessuti per ottenere il tono giusto".

Kenan e la squadra degli effetti speciali hanno fornito la magia digitale necessaria per portare in vita il soprannaturale. Alison O'Brien è il produttore degli effetti speciali del film. "Quando butto giù la sceneggiatura per il progetto degli effetti visivi guardo a tutto quello che non può essere catturato dalla cinepresa" spiega. "Questo comprende il nostro portale verso l'aldilà, che parte dal guardaroba di Maddy e finisce nel soffitto del soggiorno. Esteticamente volevamo che apparisse sofisticato, perché è uno snodo narrativo importante e doveva sembrare convincente”".
Per catturare quel look specifico O'Brien ha chiesto aiuto alla BUF VFX, uno studio piccolo, ma molto famoso di Parigi che ha elaborato una nuova tecnica di ripresa che utilizza l’orientamento orizzontale e quello verticale. “Questo ci ha consentito di ottenere un po’ di movimento senza in realtà spostare la cinepresa, il che ci permette un maggiore controllo", osserva O’Brien. Quello che è possibile oggi in materia di effetti speciali è molto più sofisticato di quanto non lo fosse trent’anni fa, quando era stato girato l’originale. Nel film del 1982 la figlia era contattata esclusivamente attraverso la tv, ma oggi il poltergeist comunica mediante molti dei dispositivi elettronici disponibili, come smartphone e tablet.

Nel film l'uso più interessante della tecnologia è forse l'impiego di un drone giocattolo che Eric compra per Griffin all'inizio della storia. Secondo Kenan, il drone è in parte strumento e in parte eroe. "Abbiamo usato un piccolo quadricottero che montava due cineprese, pilotato per mezzo di uno smartphone o di un tablet", dice Kenan. "Non solo abbiamo incorporato il drone nella storyline: lo abbiamo usato dietro le quinte per ottenere inquadrature che nessuno aveva colto prima. La libertà di sistemare la cinepresa dovunque tu voglia è molto eccitante".


 



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