News Cinema

Tutte le muse di Woody: da Diane a Scarlett

8

Partendo dalla sua ultima “musa” Scarlett Johansson, ripercorriamo la carriera dell’autore newyorkese attraverso le principali attrici che lo hanno accompagnato in quasi quarant’anni di cinema.

Tutte le muse di Woody: da Diane a Scarlett

Tutte le muse di Woody

Nel panorama del cinema americano contemporaneo, l’autore che da sempre è stato ispirato da alcune “muse” che ne hanno accompagnato la carriera è senza dubbio Woody Allen. Per ricostruire la storia delle attrici che hanno impreziosito con la loro presenza il cinema di questo autore preferiamo però partire dai tempi più recenti ed retrocedere poi fino all’inizio della sua carriera, in quanto a nostro avviso l’importanza e soprattutto la qualità artistica delle interpretazioni di queste attrici è stata molto più feconda nei tempi andati di quanto non lo sia stato negli ultimi lavori del regista newyorkese.

E questo senza nulla togliere alla bravura ed alle notevoli doti estetiche della ventitreenne Scarlett Johnasson, che è stata protagonista di tre delle ultime quattro pellicole di Allen: il sodalizio è iniziato nel 2005 con il noir Match Point, il film sicuramente più riuscito dell’ultimo periodo del regista, reso anche migliore dall’interpretazione accaldata e sensuale della bionda starlette. Ambientato a Londra tra la upper class cittadina, Match Point è una rivisitazione aggiornata della trama e delle tematiche che Allen aveva già affrontato in un suo capolavoro precedente, Crimini e misfatti, targato 1989. Entusiasta del talento mostrato dalla Johansson, Woody l’ha diretta nuovamente nell’invece molto meno riuscito Scoop, film “gemello” dell’anno successivo che ribaltava in chiave comica molti degli spunti di Match Point. Dopo la terza parentesi londinese di Sogni e delitti, Allen è tornato a dirigere la bella Scarlett in quest’ultimo Vicky Cristina Barcelona, dove però le ha affiancato la coppia spagnola composta da Javier Bardem e Penélope Cruz, ma soprattutto l’astro nascente Rebecca Hall, attrice già apprezzata in The Prestige di Christophen Nolan.

Prima di trovare Scareltt Johnasson però Allen ha avuto più di dieci anni in cui non è riuscito a trovare un’altra interprete in grado di accompagnarlo a lungo nei suoi lavori. I suoi fan più longevi ricorderanno infatti che nel 1992 si è burrascosamente conclusa la sua collaborazione artistica (oltre che la sua storia d’amore nella vita) con Mia Farrow. In quell’anno infatti la Farrow interpretò Mariti e mogli, chiudendo un sodalizio iniziato nel 1982 con Commedia sexy in una notte di mezza estate e composto da ben dodici film.

Sfruttando una fisicità minuta ed uno stile di recitazione composto, raffreddato, oseremmo dire trattenuto, Allen ha reso Mia Farrow uno dei personaggi più importanti del cinema americano degli anni ’80, riuscendo a tirare fuori il meglio da lei sia nelle commedie più divertenti che nei melodrammi di ispirazione esplicitamente bergmaniana. Nel primo caso i film che vanno sicuramente ricordati sono lo straordinario finto documentario Zelig (1983), il malinconico La rosa purpurea del Cairo e soprattutto Ombre e nebbia (1991), forse l’ultimo vero capolavoro diretto da Woody Allen. Tra le opere invece più drammatiche interpretate dalla Farrow vale la pena ricordare, oltre la già citato Crimini e misfatti, soprattutto l’intimista Un’altra donna, dove l’attrice si confrontava senza sfigurare con un’icona del cinema americano come Gena Rowlands.

Insomma, il connubio Allen/Farrow è stato a suo tempo uno dei più produttivi e qualitativamente importanti di un certo periodo di cinema, e questo senz’altro grazie alla vena artistica dell’autore, che negli anni ’80 ha espresso forse il suo momento migliore. Senza voler sminuire le doti d’attrice della Farrow, rimane indubbio che se ha scritto una pagina così importante e duratura di cinema, ciò è dovuto ad un regista che l’ha diretta al meglio delle sue possibilità.La riprova è che dopo la conclusione del rapporto con Allen l’attrice si è limitata fino ad oggi a parti secondarie in produzioni non certo indimenticabili. Questo ovviamente non toglie nulla al lavoro realizzato con il cineasta, ma rappresenta comunque un indizio su come collocare l’equilibrio artistico del sodalizio.

Chi invece è sempre stata risplendente di luce propria, sia nei film con Woody Allen che nella lunga e sfolgorante carriera successiva, è stata la grande Diane Keaton, sua prima ed inarrivabile “musa”. Il primo lungometraggio in cui i due compaiono insieme non è stato diretto da Allen, che aveva scritto lo spettacolo teatrale e che figurò come protagonista e sceneggiatore. Si tratta dell’ormai mitico Provaci ancora, Sam (1972) di Herbert Ross, deliziosa commedia romantica che riecheggiava omaggiandola una delle più grandi love-story della storia del cinema, quella tra Ingrid Bergman e Humprey Bogart in Casablanca.

La Keaton ha recitato in sei film diretti da Allen, ed è stata protagonista della svolta più autoriale ed intellettuale del cineasta avvenuta nel passaggio tra la scatenata parodia Amore e guerra (1975) ed Io e Annie (1977), prima commedia più amara ed impostata su tematiche esistenziali. Per quest’ultimo film che potremmo definire epocale entrambi hanno guadagnato il premio Oscar, ma quel che più conta è che dalla loro perfetta sintonia è nata Annie Hall (che è poi il titolo originale del film), uno dei personaggi più dolci ed originali degli ultimi quarant’anni di cinema, espressione perfetta di un modo di vedere il mondo in maniera leggermente ovattata e squisitamente surreale. Dopo Io e Annie sono arrivati altri due grandi lavori: prima il doloroso Interiors - dove a dire il vero alla Keaton la scena veniva rubata da un’interpretazione magistrale della grande Geraldine Page - ma soprattutto Manhattan, elegia in bianco e nero di un New York da cartolina, avvolta dalle musiche immortali di George Gershwin e incorniciata tra musei e club esclusivi; insomma, tutta la spocchia più intellettuale e borghese di Woody Allen, incastonata però in una sinfonia romantica di cui la Keaton è splendida interprete.

Manhattan è stato anche l’ultima collaborazione tra i due, almeno fino ad un tardivo e non memorabile ultimo rendez-vous con Misterioso omicidio a Manhattan del 1993, nato da un soggetto che in originale era una sotto-trama scartata di Io e Annie.

Queste le tre principali attrici che hanno ispirato ed influenzato il cineasta newyorkese, accompagnandolo nelle varie fasi della sua espressione artistica. Altre grandi attrici, oltre quelle citate, hanno lavorato con Woody Allen, spesso in parti di supporto: su tutte vale la pena citare una grande caratterista come Dianne Wiest, che recitando per lui si è guadagnata ben due Oscar come non protagonista, in Hannah e le sue sorelle e in Pallottole su Broadway. Oltre che i grandi nomi sopra citati, anche questa interprete di classe merita quindi di essere annoverata tra le “muse” del genio di Allen.



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming