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Tutte le mostre del Lucca Film Festival 2016, al via domenica con William Friedkin

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Omaggi a Mario Monicelli, George A. Romero, Marco Bellocchio e Gualtiero Jacopetti al festival che si svolge dal 3 al 10 aprile.


Il Lucca Film Festival e Europa Cinema 2016 si inaugura ufficialmente il 3 aprile alle ore 21 al cinema Moderno con la consegna del premio alla carriera al regista William Friedkin, che introdurrà per il pubblico, assieme a Daniela Catelli, la versione restaurata de Il salario della paura. Il regista rimarrà a Lucca fino al 6 aprile e vi ricordiamo i suoi altri appuntamenti: il 4 aprile alle 11 al Cinema Centrale di Lucca masterclass moderata da Daniela Catelli e Gabriele Rizza, il 5 aprile alle 21 al cinema Centrale di Viareggio William Friedkin e Daniela Catelli introdurranno uno dei film preferiti dal regista, Amarcord. Durante la sua permanenza al festival Friedkin, noto anche come regista di opere liriche, sarà oggetto di un documentario sui luoghi pucciniani intitolato Puccini by Friedkin.

Sono ben quattro quest'anno le mostre da non perdere: fino al primo maggio sarà visitabile al Palazzo Ducale della cittadina toscana la mostra dedicata a George A. Romero, regista e sceneggiatore statunitense, maestro dell’horror, ospite d’onore di Lucca Film Festival e Europa Cinema 2016: 40 oggetti tra locandine, fotobuste e manifesti originali italiani del suo cinema, in un percorso cronologico ben definito. Nelle prime stanze ci saranno i manifesti e le fotobuste della trilogia degli Zombi, a seguire i grandi manifesti (due metri per 140) dei film Creepshow del 1982, La città verrà distrutta all’alba del 1973 e di tanti altri di quegli anni e infine un omaggio al New Horror americano, filone cinematografico di cui Romero è da considerarsi il padre fondatore, con una serie di manifesti originali americani autografati dai più importanti attori ed autori del periodo (1968-85), tra i quali ricordiamo Wes Craven, H. G. Lewis e Brian Yuzna. La peculiarità dei manifesti, delle locandine e delle fotobuste in mostra è quella di essere delle vere e proprie illustrazioni curate dai più importanti disegnatori dell’epoca. I pezzi provengono dalla collezione privata del critico cinematografico e collezionista Paolo Zelati.

Per chi non ama l'horror, imperdibile la mostra MARIO. Chiara Rapaccini e Andrea Vierucci per Monicelli. Fantasmi, a Viareggio al GAMC, Galleria d'arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani. Sarà visitabile fino al 16 maggio. Chiara Rapaccini, in arte RAP, compagna di una vita di Monicelli, si è ispirata alle fotografie del suo archivio privato, scattate dai più grandi fotografi di scena tra gli anni ‘60 e ‘90 sui set di molti dei capolavori del regista. Queste foto erano state gettate via, insieme ad altri documenti preziosi, dallo stesso Monicelli, come “documenti del passato senza nessun valore”. Chiara le ha recuperate e negli anni le ha catalogate, ordinate e archiviate, lasciandosi ispirare dai forti contrasti del bianco e nero della pellicola, dalla loro straordinaria forza espressiva (sono immagini di Secchiaroli, Strizzi, Doisneau), dai ritratti dei grandi attori della commedia cinematografica italiana. RAP ha lavorato con acrilico e punta secca sulle immagini, le ha stampate su grandi lenzuoli di lino, per poi intervenire nuovamente con pennello e ricamo. Con la tecnica del fumetto e della scrittura libera, ha “dialogato” con i protagonisti del grande cinema italiano, Sordi, Totò, la Magnani, Mastroianni, dando vita così a dei “Fantasmi” fluttuanti che poi Andrea Vierucci ha fotografato all’interno di un’architettura post industriale dall’atmosfera spettrale e monumentale.

Sempre a Viareggio, ma a Villa Argentina, omaggio al regista Marco Bellocchio, ospite del festival, con la mostra Marco Bellocchio. La Pittura dietro l'obiettivo, dal 9 aprile al primo maggio. Si tratta di  una serie inedita di dipinti e disegni realizzati dal maestro, a cura di Alessandro Romanini.Il primo nucleo è composto da 12 dipinti realizzati in età giovanile, fra i 20 e i 23 anni, quando il suo sguardo iniziava e concepire il mondo in termini cinematografici, ma la mano si esprimeva ancora con il pennello. Sono dipinti realizzati mentre si diffondeva a livello internazionale la Pop Art, che sarebbe stata consacrata definitivamente nel 1964 alla Biennale di Venezia. La figura umana rappresenta il fulcro e l'impalcatura filosofica e formale di questi dipinti, la pittura diventa strumento d'indagine sociale e introspezione psicologica, come molto del suo cinema. A questo nucleo si  aggiungono circa 100 opere su carta, nate durante la realizzazione dei suoi film, a partire dal primo, I pugni in tasca, nel 1966, sino al pluripremiato Sangue del mio sangue, del 2015: disegni e bozzetti, ma anche vere e proprie opere, complete dal punto di vista espressivo, una sorta di “pre-visualizzazione" filmica dei personaggi e dei loro tic comportamentali, del loro profilo psicologico, ma anche dei costumi e degli ambienti, delle scenografie e delle condizioni illuminotecniche, atmosferiche e cromatiche. La maggior parte di queste opere sono corredate da appunti e frasi stese con tratto rapido, note tecniche di ripresa o destinate ai collaboratori (scenografi, direttori della fotografia, costumisti).

Infine, il festival si estende sul territorio con un'altra mostra, Lo sguardo selvaggio – I Mondo Movies in Italia, Gualtiero Jacopetti, stavolta a Barga, nella Galleria Comunale, Galleria Belcanto, dal primo aprile al 1 maggio 2016. Sempre a cura di Paolo Zelati, la mostra è dedicata al giornalista, sceneggiatore e regista che diresse, insieme a Franco Prosperi e Paolo Cavara, il film-documentario Mondo Cane, vero capostipite dei "Mondo movie" o shockumentary, che con le loro immagini forti e scioccanti invasero le sale cinematografiche italiane a partire dagli anni Sessanta. Una vera e propria carrellata nel genere che Jacopetti ha contribuito a creare, attraverso manifesti, locandine e fotobuste originali sia di Mondo cane che degli altri film del regista, ma anche una serie di 30 fotobuste che illustreranno altrettanti “Mondo movie”, realizzati nel corso degli anni Sessanta e Settanta.

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