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Troy: il film epico con Brad Pitt seminudo e macho che ha fatto rivoltare Omero nella tomba

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Curiosità, errori e vita da set del kolossal di Wolfang Petersen Troy con protagonisti Brad Pitt ed Eric Bana in forma come non mai.

Troy: il film epico con Brad Pitt seminudo e macho che ha fatto rivoltare Omero nella tomba

Quando, diversi anni fa, Val Kilmer si raccontò a comingsoon.it, parlò subito di Alexander, in cui aveva interpretato Filippo il Macedone, e di Troy, il kolossal di Wolfgang Petersen incentrato sulla guerra di Troia. L'attore ci disse che il primo, diretto da Oliver Stone, era decisamente migliore del secondo e che non capiva come mai il pubblico non se ne fosse reso conto, accorrendo numeroso in sala a seguire le gesta di Ulisse, Ettore e AchilleTroy, in effetti, ebbe un successo notevole quando uscì nel 2004. Il film fu addirittura presentato, fuori concorso, al Festival di Cannes e arrivò a un incasso totale di oltre 497 milioni di dollari. Costato 175 milioni, durava ben 162 minuti e riuniva in un numerosissimo cast alcune tra le più fulgide star di Hollywood, a cominciare da un Brad Pitt mai così sexy nei panni di Achille. Con lui (o contro di lui): Orlando Bloom (Paride), Eric Bana (Ettore), Diane Kruger (Elena), Brian Cox (Agamennone), Sean Bean (Ulisse), Brendan Gleeson (Menelao), e un giovane e acerbo Garrett Hedlund nei panni del disgraziato Patroclo. E poi c'era l'immenso Peter O' Toole nel ruolo di Priamo.
Troy è un adattamento piuttosto libero dell'Iliade, poema epico attribuito a Omero tradizionalmente datato al 750 avanti Cristo. Per chi lo ha studiato a scuola (e da noi sono in moltissimi) è una specie di testo sacro, e vederlo tradito in alcuni suoi passaggi fondamentali è stato un duro colpo. Per rendere l'argomento più adatto al pubblico dei blockbuster, lo sceneggiatore David Benioff ha scritto cose che il caro e vecchio Omero non avrebbe mai potuto immaginare. Se il poeta greco potesse tornare, a bordo di una macchina del tempo, nel nostro secolo, probabilmente potrebbe fruire solo l'audio del film (essendo non vedente), ma il suo sconforto sarebbe ugualmente smisurato, in primis per la scelta di trasformare Achille in un maschione rigidamente eterosessuale da mostrare nudo o seminudo in quante più scene possibile.

Troy: le infedeltà all'Iliade per cui Omero ancora si rivolta nella tomba

Se Omero si rivolta nella tomba dal 2004, è cosa certa che allo sceneggiatore David Benioff stanno ancora fischiando le orecchie per gli improperi che gli insegnanti europei di letteratura greca gli hanno mandato dopo essersi avventurati in sala felici di poter vedere il programma di un anno scolastico o universitario tradotto in immagini. Sono diversi gli errori storici di Troy. Noi vi parliamo dei più clamorosi.

Achille e Patroclo

Nel film di Wolfgang Petersen Achille e Patroclo sono cugini e Achille è per il ragazzo una sorta di mentore e/o fratello maggiore, se non addirittura zio. Nell'Iliade non si parla esplicitamente di una relazione omosessuale, ma secondo i più i due erano certamente amanti. Comunque, nella Grecia dell'epoca, la sessualità era più "fluida" rispetto ai nostri tempi e molte persone erano bisessuali. In Troy Achille non solo è eterosessuale, ma è un super-macho, un Don Giovanni che, mentre medita sulle mosse di combattimento, vive una rovente passione con la sacerdotessa Briseide (Rose Byrne).

La guerra di Troia

Secondo l'Iliade la Guerra di Troia durò 10 anni. Le mura della città in cui risiedevano Priamo e famiglia erano alte e impenetrabili, e così fu solo grazie a Ulisse e allo stratagemma del cavallo che i greci riuscirono a vincere. Nel film il conflitto va avanti per un periodo certamente più limitato di tempo: settimane se non giorni.

Agamennone (attenzione spolier!)

Agamennone è certamente il personaggio più antipatico di Troy e per questo, fin dall'inizio, ci auguriamo che muoia, e che muoia male. Il nostro desiderio viene esaudito a fine vicenda, quando Briseide lo uccide conficcandogli un pugnale nel collo. Nell'Iliade ciò non succede, e nemmeno in altre opere della letteratura greca. Anche il tragediografo Eschilo balla la rumba nella sua tomba dal 2004, perché al fratello di Menelao nonché re dell'Argolide ha dedicato la prima parte della trilogia dell'Orestea: L'Agamennone, dove i fatti sono diversi. In verità nostro feroce sovrano, che aveva sacrificato la figlia Ifigenia per avere il favore di Artemide, trova ad attenderlo a casa, dopo la vittoria della guerra di Troia, la moglie Clitemnestra, che intanto si è consolata con un uomo senza scrupoli di nome Egisto. E’ proprio lui ad assassinare Agamennone, lasciando orfani Oreste ed Elettra.

Il destino di Paride (attenzione spoiler!)

Se Troy rispetta l'Iliade quando ci mostra Paride che uccide Achille, con una freccia avvelenata diretta nel tallone destro, si prende invece una licenza poetica riguardo alla fine di Paride. Nel poema omerico Paride muore durante in conflitto, ucciso da una freccia scagliata da Filottete. Tornando ad Achille, nel film muore dopo l'escamotage del cavallo. Nell'Iliade veniva ucciso prima.

Elena

La bella Elena che fu causa della guerra di Troia era la figlia del re e della regina di Sparta. Quando il nostro film comincia, il personaggio dovrebbe già essere Elena di Sparta. Invece, dialogando con l'amante Paride, la donna gli dice che ha sempre sentito la città come un luogo estraneo e che i genitori l'hanno mandata là all'età di 16 anni per sposare Menelao.

Gli Dei

Nell'Iliade, così come in quasi tutta la letteratura greca, gli Dei sono sempre presenti e hanno caratteristiche, o meglio difetti, che appartengono agli uomini. Sono superbi, capricciosi, invidiosi, eccetera. Nella sceneggiatura di Troy l'elemento soprannaturale manca completamente. A inizio film si vede Teti, la madre di Achille, che però era una Nereide (una ninfa). Per il resto Petersen si limita a mostrare templi e statue, fra cui la statua di Apollo che Achille decapita non appena arrivato a Troia.

Brad Pitt alias Achille dagli addominali obliqui sempre in evidenza e l'abbronzatura atomica

Quando ha interpretato Achille in Troy, Brad Pitt era già una star e aveva fatto un discreto numero di film significativi o che comunque lo avevano trasformato in un'icona: Intervista col vampiro, Vento di passioni, Vi presento Joe Black, Fight Club, Ocean's Eleven e Ocean's Twelve. Troy, però, che non poteva competere quasi con nessuno di questi, irrobustì la sua fama e fu solo da quel momento in poi che cominciarono ad arrivare per lui i ruoli che aveva sempre sognato (e che ancora continuano ad arrivargli). L'attore disse di sì al film di Wolfgang Petersen un po’ inconsapevolmente, come lui stesso ha raccontato in un'intervista rilasciata al New York Times nel 2019: "Ho dovuto fare Troy perché, adesso posso dirlo, ho dovuto rinunciare a un altro film e quindi dovevo fare qualcosa per lo studio. Così mi hanno messo in Troy. Non è stato proprio sgradevole, ma ho realizzato presto che il film non era come l'avevo immaginato. Anche io ho fatto i miei sbagli, non riuscivo a non stare sempre al centro dell'inquadratura, credevo di impazzire, lavorare con David Fincher mi aveva fatto diventare un attore viziato (…) Troy diventò pian piano un film commerciale. Ogni inquadratura sembrava dire: ecco l'eroe! Non c'era mistero. E’ stato in quel momento che ho deciso che mi sarei dedicato soltanto a storie di qualità. Troy è stato un momento di svolta, che mi ha preparato al decennio successivo".
Anche se la sceneggiatura non lo aveva convinto più di tanto, Brad Pitt è dedicato con impegno al ruolo. Per avere il fisico di una statua greca, si è allenato per 6 mesi.

Troy: curiosità e calamità

  • Brad Pitt ed Eric Bana non vollero ricorrere a controfigure nella scena del duello. Stipularono un gentlemen's agreement (un accordo informale) che prevedeva che ciascuno avrebbe pagato l'altro per ogni danno fisico provocatogli: 50 dollari per un piccolo danno, 100 per un grosso danno. Alla fine Pitt diede a Bana 750 dollari, mentre Bana non sborsò all'amico nemmeno un centesimo, e non per tirchieria.
  • Per ironia della sorte Brad Pitt si strappò il tendine d'Achille durante le riprese.
  • Una notte un uragano si scatenò contro il set e distrusse la casa in cui alloggiava Brad Pitt. L'attore però dormiva mentre il disastro naturale imperversava, e non si accorse di nulla.
  • Peter O'Toole fu un osso duro sul set. Si lamentò perché il suo ruolo non era abbastanza significativo e detestò cordialmente Wolfgang Petersen.
  • Orlando Bloom odiava il suo personaggio. Lo reputava un codardo e un idiota. A consolare l'attore fu il fatto di ritrovare Sean Bean, già suo compagno di lavoro ne La compagnia dell'anello, primo capitolo della trilogia del Signore degli Anelli di Peter Jackson.
  • Il cavallo usato nel film dai Greci per entrare fra le mura di Troia fu donato al governo turco. Adesso è esposto sul lungomare di Canakkale, la città dove risiede la maggior parte dei visitatori delle antiche rovine di Troia, che distano un'ora di macchina.
  • Quando il film arrivò in Italia, si decise di non tradurre il titolo, che avrebbe così costituito un sinonimo della parola prostituta.
  • Prima che a Wolfgang Petersen la regia di Troy venne offerta a Christopher Nolan e a Terry Gilliam. Quest'ultimo declinò l'invito dopo aver letto cinque pagine di sceneggiatura.


  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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