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Troppo Napoletano: la commedia che nasce da un piccolo pregiudizio sul Siani alle prime armi

L'attore e regista è produttore "creativo" del film di Gianluca Ansanelli con Serena Rossi, Gigi e Ross e il piccolo Gennaro Guazzo.

Troppo Napoletano: la commedia che nasce da un piccolo pregiudizio sul Siani alle prime armi

Napoli ormai da qualche anno è città di cinema per eccellenza. Ambientazione, anni fa, prima di Gomorra di Matteo Garrone e poi di Gomorra - La serie, è diventata luogo di adozione artistica di Ferzan Ozpetek, con Napoli Velata, e dei Manetti Bros., che l'hanno scelta come setting di Song’e Napule e Ammore e malavita. Ma non finisce qui, ovviamente. Il capoluogo partenopeo che Maurizio De Giovanni ha eletto a cornice dei suoi gialli anni '30 con protagonista il Commissario Ricciardi ha ospitato di recente anche la commedia di Giampaolo Morelli 7 ore per farti innamorare. Napoli, poi, è l'universo dei film di Alessandro Siani, che lo scorso autunno è tornato a raccontarla ne Il Giorno più Bello del Mondo. E proprio Siani ha molto a che vedere con una commedia favolistica intitolata Troppo Napoletano che porta la firma di Gianluca Ansanelli, co-sceneggiatore di Si accettano miracoli e dei suddetti Il giorno più bello del mondo e 7 ore per farti innamorare, oltre che regista di All'ultima spiaggia. I protagonisti di Troppo Napoletano sono Luigi Esposito, che è Gigi di Gigi e Ross (Ross c'è ma fa una parte più piccola), Serena Rossi e il giovanissimo e straordinario Gennaro Guazzo, già visto in Caccia al tesoro di Carlo Vanzina.

Troppo Napoletano: La trama e il trailer

Troppo Napoletano vede protagonista la bella Debora (Serena Rossi). Quando il suo ex marito, un popolare e tutto sommato un po’ ridicolo cantante neomelodico, perde la vita lanciandosi dal palco per fare stage diving, la giovane donna si preoccupa per suo figlio Ciro (Gennaro Guazzo) di undici anni che è talmente turbato da scansare il ragù domenicale, cosa che sembra incredibile, visto il suo grande appetito e la sua stazza non proprio da mini fotomodello. Angosciatissima, la madre lo porta da Tommaso (Luigi Esposito) psicologo dell'infanzia timido e imbranato. Il dottore scoprirà però che a turbare Ciro non è solo la perdita del padre, ma anche le sue prime inquietudini amorose. I due faranno così un patto: lo psicologo aiuterà il bambino a conquistare la sua amata compagna di classe, mentre lui gli darà una mano per farlo fidanzare con sua madre.

L'idea di troppo Napoletano: Alessandro Siani racconta

Cosa c'entra Alessandro Siani con Troppo Napoletano? Il comico, attore regista è stato per la commedia di Gianluca Ansanelli una specie di produttore creativo. Troppo napoletano è infatti il frutto (il primo frutto) di una collaborazione fra Alessandro e Riccardo Tozzi di Cattleya battezzata Cattleya Lab. Il suo scopo è di portare al cinema nuovi talenti possibilmente napoletani. Nel nostro caso si tratta del duo comico formato da Gigi e Ross, che però all'epoca di Troppo Napoletano erano già due star in Campania, essendo i conduttori della trasmissione tv Made in Sud.
Il titolo della commedia è frutto di una riflessione proprio di Siani, che ha raccontato: "Quando ho iniziato a muovere i miei primi passi, al teatro e al cinema, spesso venivo etichettato come 'troppo napoletano'. Mi sembrava una definizione priva di senso. Non avevo mai sentito dire: quello è troppo tedesco o troppo hawaiano. Uno rappresenta qualcosa che va al di là di una città, c'è una persona dietro, non si dovrebbe dire troppo, non esiste il poco, esistono le persone e ogni persona ha una sua caratteristica".
Alessandro ha voluto che il film con soggetto e sceneggiatura di Ansanelli non si intitolasse per esempio I Napoletani: "Troppo Napoletano non ha la presunzione di raccontare Napoli, ma le diverse anime di alcuni napoletani, e quello che mi è piaciuto del copione è stata la sua forza di raccontare di nuovo quei sentimenti di umanità, tolleranza e ospitalità che sembrano essere stati dimenticati".
In Troppo Napoletano la criminalità organizzata non c'entra, e ciò ha sconcertato qualcuno. A questo qualcuno Alessandro Siani ha risposto: "Meglio una versione da cartolina della città che una carta sporca buttata per terra". Non ritenendosi un produttore canonico ma semplicemente "un tramite tra chi ha delle idee e un vero produttore", Siani ha voluto rivendicare l'importanza di un cinema poetico capace di narrare l'infanzia e di trasformare la Mia Martini del piccolo schermo Serena Rossi in una cantante spagnoleggiante dal vestito rosso e nero e con una rosa fra i capelli. Naturalmente l'attrice canta.

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