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Tra Mel Brooks e la Zaz : passato e presente della parodia americana

La parodia è uno dei generi più immediati del cinema e per anni gli americani ne sono stati maestri. Con in sala 3ciento e Superhero, facciamo un po' il punto della situazione sullo “spoof” a stelle & strisce. Siamo alla frutta o c'è ancora spazio per prendere e prendersi in giro?

Tra Mel Brooks e la Zaz : passato e presente della parodia americana

Tra Mel Brooks e la Zaz : passato e presente della parodia americana

Il cinema parodistico (spoof) americano poggia le sue basi, più che nei primi esperimenti poco metodici seppur geniali (si veda Hellzapoppin' del 1941 o qualche exploit di Abbott & Costello), sicuramente nel lavoro svolto da Mel Brooks nei primi anni Settanta.

Ebreo newyorchese di origine polacca, Mel Brooks, attore, regista, cantante e ballerino, aveva già esplorato le possibilità della parodia spionistica con il telefilm Get Smart! (andato in onda dal '65 al '70 e prossimamente oggetto di un adattamento cinematografico con Steve Carell). E' nel 1974 però che Brooks porta al cinema la sua personale rilettura di due generi: l'horror anni Trenta, con Frankenstein Jr., e il western, con Mezzogiorno e mezzo di fuoco. Lo stile di Brooks non ha subito negli anni un'evoluzione sostanziale, presentandosi già molto codificato: battibecchi con giochi di parole spesso recitati con isteria e/o con tempi comici dilatati, contaminazione leggera con generi diversi da quelli satirizzati, una messa a fuoco chiara dei protagonisti e una generale volgarità goliardica nel migliore dei casi contagiosa come solo la tradizione yiddish garantisce.
Entrambi questi film si avvalevano della lunare partecipazione dell'amico-complice Gene Wilder, che di Frankestein Jr. fu anche protagonista e co-autore della sceneggiatura. La paradossalità veniva aiutata da membri del cast quasi fissi, come Marty Feldman, che popolò con i suoi occhi debordanti sia Frankestein Jr. sia L'ultima follia di Mel Brooks (1976), divertissement sul cinema muto con illustri cammeo (Newman, Reynolds, Bancroft...).

Il periodo d'oro di Brooks si può dire concluso con l'esilarante Alta Tensione del 1977, da lui stesso interpretato, dedicato al cinema di Hitchcock. Per quanto molti ricordino a ragione Balle Spaziali del 1988, rivisitazione comica di Star Wars e Star Trek, negli anni Ottanta e Novanta Brooks aveva già ceduto il passo ad un'altra tradizione. I fratelli Zucker, David e Jerry, accompagnati dall'amico Jim Abrahams, avevano formato negli anni Settanta la compagnia teatrale comica The Kentucky Fried Theater, i cui lavori furono benedetti da una versione cinematografica, Ridere per ridere, diretta da Landis nel 1977. Nessuno si aspettava però che il trio soprannominato “ZAZ” portasse al cinema, anche in veste di registi, l'incredibile L'aereo più pazzo del mondo (1980), parodia sfrenata del filone catastrofico degli Airport.

La pellicola distacca già i tre giovani autori da Brooks: il ritmo è di gran lunga più serrato, la comicità di stampo marcatamente più surreale, le gag ultrasoniche e disorientanti, il metalinguismo meno spiegato e più sottile. Qualcuno ha persino indicato nell'ispirazione della ZAZ la libertà creativa del gruppo inglese dei Monty Python, che nel loro programma Monty Python Flying Circus (1969-74) e nei lungometraggi ricorsero di frequente alla parodia visionaria.

La ZAZ è rimasta in un certo senso vittima del primo capolavoro: il successivo Top Secret! (1984), satira dello spionaggio bellico con Val Kilmer, non è altrettanto brillante, e tra il 1991 e il 1993 i due Hot Shots!, spoof di Rambo e Top Gun con Charlie Sheen e dintorni, diretti dal solo Abrahams, sono discontinui. Nei Novanta, tuttavia, il loro nome viene portato alto da una trilogia riuscita: quella della Pallottola Spuntata, composta da Una pallottola spuntata (1988), Una pallottola spuntata 2 e ½ – L'odore della paura (1991) e Una pallottola spuntata 33 e 1/3 – L'insulto finale (1994, diretto da Peter Segal).
Interpretati da Leslie Nielsen, attore da giovane serio, riscoperto e riletto in eta avanzatà come icona del comico buffonesco già ne L'aereo più pazzo del mondo, i film narrano le avventure di Frank Drebin, demente versione dei grandi poliziotti cinematografici alla Callaghan.

Proprio in questo periodo la ZAZ inizia a trasformarsi in una factory: i primi due episodi sono infatti diretti dal solo David Zucker, mentre Jerry e Abrahams scrivono e/o producono e Jerry in particolare passa al cinema “serio”, dirigendo nel 1990 l'hit Ghost.
Nell'ambito di tale factory, cresce il talento di Pat Proft, cocreatore di Scuola di Polizia insieme a Neal Israel e debuttante alla regia con Il fuggitivo della missione impossibile nel 1998, con protagonista sempre Nielsen.

Nel 2000 nasce una nuova tradizione della parodia, che incrocia (e forse contamina fin troppo) quella degli Zucker. In vari ruoli, il gruppo comico all-black dei fratelli Wayans, con Keenan Ivory alla regia, porta sullo schermo Scary Movie, presa in giro di classici antichi e contemporanei dell'horror, Scream su tutti. Se la base è sempre il caos vertiginoso zuckeriano, il tasso di volgarità cresce senza più controllo, potenziando l'umorismo scatologico tipico della comicità americana di massa.
I Wayans lasciano la saga al secondo episodio, ma dall'esperienza nascono due team attivi nel genere. Il primo è quello di un “nuovo” David Zucker, privo di fratello e socio, che seguendo la falsariga dei precedenti realizza Scary Movie 3 e 4, spingendo in qualità di produttore uno dei suoi sceneggiatori, Craig Mazin, a debuttare con Superhero - Il più dotato fra i supereroi, parodia del filone supereroico.

Il secondo team è composto dai due sceneggiatori degli Scary Movie, Jason Friedberg & Aaron Seltzer, che passano alla regia con Hot Movie (2006), sui film adolescenziali-erotici. Spinte da un forte battage pubblicitario, le pellicole della non-premiata ditta Friedberg-Seltzer, che includono anche Epic Movie (2007) e 3ciento (2008), seguono però strategie discutibili: la contaminazione con altri generi supera il livello di guardia, i protagonisti non hanno una credibilità seppur minima, subentra il gossip (Britney Spears & C.) e addirittura appaiono come oggetto di parodia personaggi già comici nella loro versione originale, come Napoleon Dynamite, Jack Sparrow e Shrek. Imperdonabile.

Mentre attendiamo un possibile recupero della migliore tradizione zuckeriana con Superhero - Il più dotato fra i supereroi, dobbiamo però constatare che la parodia nel cinema americano non gode più di ottima salute. Un'impronta personale potrebbe averla Mike Myers con il suo Austin Powers, ma già dal primo film del 1997 è evidente che il suo universo comico è più autoreferenziale che parodistico, pur ponendo le sue basi nella satira di un genere.
Suscitano invece più curiosità esperimenti differenti e più divertenti fuori dagli States: il cinema sospeso tra il genere e lo sberleffo dell'inglese Edgar Wright (L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz) o i nostrani fulminanti finti-trailer della Shortcut Productions distribuiti on-line.

Rimandiamo ottimisti la prognosi.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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