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Toronto Film Festival 2014: The Imitation Game vince un'edizione in chiaroscuro

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Il film con Benedict Cumberbatch vince il People's Choice Award

Toronto Film Festival 2014: The Imitation Game vince un'edizione in chiaroscuro

Quello del 2014 non verrà ricordato di certo come uno dei migliori anni del Toronto International Film Festival. Sia nella qualità della selezione dei lungometraggi inseriti nelle varie categorie che nell’organizzazione generale la kermesse ha evidenziato delle pecche che avrebbero facilmente potuto essere evitate.
Se è ormai tradizione condensare tutte le interviste più importanti nel primo weekend di programmazione, creando un marasma logistico per i giornalisti assai difficile da controllare, l’idea di inserire le proiezioni per la stampa delle opere più importanti soltanto nella mattina o al massimo nel primo pomeriggio ha creato un ulteriore ingolfamento dell’agenda.
Perché non sfruttare anche le proiezioni serali come sempre fatto in precedenza, in modo da spalmare meglio il calendario?

Considerato pure che il numero di proiezioni per molti film sono diminuite (lo scorso anno alcuni prodotti ad esempio ne avevano fino a quattro in cui gli addetti ai lavori potevano accedere), la gestione della macchina/festival quest’anno si è dimostrata maggiormente deficitaria. Segno di un momento di appannamento del TIFF? Una sola edizione in sottotono non è una prova sufficiente per affermarlo, però può essere seriamente visto come un indizio. Se si pensa poi che il prossimo New York Film Festival ha “soffiato” a quello canadese (oltre che a Venezia) due film attesissimi come Gone Girl di David Fincher e Inherent Vice di Paul Thomas Anderson, l’idea è che nel 2015 il TIFF dovrà rilanciarsi, e in maniera consistente.

Passiamo però ai film, che rimangono comunque la cosa più importante: il cinema americano visto qui a Toronto non è sembrato proporre nulla di realmente originale. A parte esordio alla regia visivamente notevole di Damien Chazelle con Whiplash (già passato comunque al Sundance e a Cannes) e quello bizzarro di Maya Forbes con Infinitely Polar Bear, sia i nomi nuovi che i più conosciuti hanno proposto opere non memorabili, anche quando sono risultate riuscite.
Uno dei temi più indagati quest’anno è stato la difficoltà dei rapporti familiari, l’estraniamento del singolo individuo che non trova più conforto o anche soltanto sicurezza nel nucleo degli affetti. Gruppi di parenti a dir poco disfunzionali, coppie in crisi, identità perse: che il cinema americano stia finalmente gettando uno sguardo più pessimista al fortissimo individualismo che regola la società statunitense?

Se non abbiamo dunque assistito a film memorabili, molte interpretazione invece lo sono state. Quella di un bravissimo e sempre più malinconico Jason Bateman, quarantenne in crisi in This Is Where I Leave You. Oppure il portentoso Tom Hardy di The Drop, che difende la sua integrità contro la violenza che lo circonda. Dolorosa e composta (molto più del solito) la Julianne Moore di Still Alice, donna che deve affrontare il dramma dell’Alzheimer. Fantastica Naomi Watts in due interpretazioni finalmente più “leggere” quali quelle regalate a Noah Baumbach in While We’re Young e a Theodore Melfi in St. Vincent.

Tra i più giovani invece meritano assolutamente segnalazione Miles Teller e la sua febbrile prova in Whiplash, Eddie Redmayne per quella dolcissima di Stephen Hawking in The Theory of Everything e finalmente Kristen Stewart, tornata ai livelli pre-Twilight sempre in Still Alice.

Per la cronaca il premio del pubblico alla fine è andato a The Imitation Game, mentre si è piazzato secondo St.Vincent. Difficilmente quest’anno, come successo nelle precedenti edizioni, questi due prodotti potranno seriamente competere per gli Oscar. Magari i loro attori protagonisti. Benedict Cumberbatch e Bill Murray, ma certamente il livello dei film premiati, per qualità e anche per il cosiddeto “buzz”, non è paragonabile a quello di 12 Years a Slave o Silver Linings Playbook. Altro segno che il TIFF dovrebbe guardare al futuro come una sfida per rilanciarsi.

Elenco dei film vincitori:

GROSLCH People’s Choice Awards
The Imitation Game
Secondo classificato Learning to Drive, terzo St. Vincent

NETPAC AWARD
Margarita, with a Straw

FIPRESCI
Time Out of Mind

CITY OF TORONTO AWARD FOR BEST CANADIAN FIRST FEATURE FILM
Bang Bang Baby

CANADA GOOSE AWARD FOR BEST CANADIAN FEATURE FILM
Felix and Meira (Félix et Meira)

VIMEO AWARD FOR BEST INTERNATIONAL SHORT FILM
A Single Body (Un seul corps)

VIMEO AWARD FOR BEST CANADIAN SHORT FILM
The Weatherman and the Shadowboxer.




  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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