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Torna L'armata Brancaleone: in arrivo un remake targato Paolo Virzì - Updated

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A pochi giorni dal 50° anniversario dell'uscita del capolavoro di Monicelli, arriva una notizia che susciterà entusiasmi e polemiche.

Torna L'armata Brancaleone: in arrivo un remake targato Paolo Virzì - Updated

UPDATE: Paolo Virzì ci ha contattato, dicendo di essere seppellito da richeste d'interviste e di avere troupe televisive che lo aspettano: siamo quindi costretti a specificare che la notizia che leggete qui di seguito era un pesce d'aprile, evidentemente ben riuscito.
Dato l'interesse suscitato da questa nostra boutade, però, suggeriamo a Virzì di valutare davvero il progetto, al quale contribuiremmo volentieri come soggettisti e aiuto sceneggiatori.
f.g.

Tra pochi giorni, il 7 aprile, si celebrerà il 50° anniversario dell'uscita di uno dei massimi capolavori di Mario Monicelli, L'armata Brancaleone.
Scritto dal regista toscano assime a Age e Scarpelli, che s'inventarono un idioma immaginario che mescolava italiano volgare, dialetti regionali e latino maccheronico, il film venne presentato in Concorso a Cannes, e vinse tre Nastri d'Argento (per le musiche di Carlo Rustichelli, la fotografia di Carlo di Palma e i costumi di Piero Gherardi), ed ebbe uno straordinario successo di pubblico, diventando parte stabile dell'immaginario collettivo italiano.
Non mancherà quindi di suscitare entusiasmi e polemiche, equamente distribuiti e sicuramente molto accesi in un caso come nell'altro, la notizia secondo la quale Paolo Virzì ha firmato con Rai Cinema un contratto per realizzare un sogno nel cassetto che covava da tempo: girare un remake del film di Monicelli.

Virzì, che sarà con tutta probabilità tra i protagonisti del prossimo festival di Cannes con il suo nuovo film, La pazza gioia, si dedicherà al suo L'armata Brancaleone non appena terminerà gli impegni promozionali di questa sua ultima fatica.
Una prima bozza di copione esiste già, a firma dello stesso livornese, del suo storico sceneggiatore e concittadino Francesco Bruni e di Francesco Piccolo. Ancora più sensazionale, se possibile, che a ereditare i panni stracciati dell'improbabile condottiero Brancaleone da Norcia da Vittorio Gassman ci sarà suo figlio Alessandro, che mai prima d'ora si era confrontato così direttamente con l'eredità di cotanto padre.
Resta invece ancora da stabilire chi raccoglierà l'eredità di interpreti come Gian Maria Volonté, Enrico Maria Salerno, Carlo Pisacane e Catherine Spaak nel film di Virzì.

"L'armata Brancaleone è un pezzo della nostra storia cinematografica e nazionale," ci ha detto Paolo Virzì, che abbiamo raggiunto telefonicamente. "Monicelli ha fotografato alla perfezione quella simpatica cialtroneria tutta nostrana, che in un modo o in un altro ci porta sempre a sfangarla dopo tante fatiche e peripezie: una cialtroneria che oggi è viva più che mai. Inoltre," ha aggiunto il regista livornese, "la difesa di Aurocastro dai Saraceni assume oggi, in tempi così difficili nelle relazioni tra l'Occidente e l'Islam, una valenza importante e smitizzante, che io e i miei sceneggiatori cercheremo di trattare con la giusta attenzione ma con leggerezza e ironia: avrete delle sorprese."

Di certo che l'impresa in cui si sono imbarcati Virzì e soci sarà ardua, ma chissà che il condottiero livornese non possa essere la persona giusta per far transitare la sua armata indenne e vittoriosa da questo instabile e rischioso cavalcone.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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