News Cinema

Torino Film Fest 2007 - 2

Cronaca e critica dei film presentati al Festival di Torino del 2007


Dal Festival di Torino - Federico Gironi - 2 -
Ne avevamo già parlato dal Festival di Berlino del 2007, di Away from Her di Sarah Polley, e torneremo a farlo al momento della sua uscita nelle sale italiane, visto che il film ha finalmente una distribuzione. Ma questo non deve far passare in secondo piano l'importanza di vedere presente un film come questo nel concorso del Torino Film Fest targato Moretti: ché Away from Her (assieme a The Savages, che gli è comunque forse inferiore) è il miglior film visto finora nella principale sezione competitiva della manifestazione torinese. Ancor più di quello della Jenkins, questo di Sarah Polley (bravissima attrice che qui ha avuto l'intelligenza di non voler apparire come interprete in questa sua opera prima) è un film che parla di vecchiaia, ma anche – ed in maniera a tratti struggente – di amore. Nel rapporto tra i due protagonisti (gli splendidi Julie Christie e Gordon Pinsent) viene raccontata la bellezza di un sentimento puro e profondo, che sopravvive nonostante un'ingombrante ombra proveniente dal passato e persino ad una malattia terribile come l'Alzheimer, che porterà la donna tra le braccia di un altro malato proprio perché non si ricorda più del suo amore per il marito; marito che la guarda e che la lascia a questa sua nuova illusione per il suo bene e la sua felicità. Stupisce davvero molto come la Polley, appena 27enne, abbia saputo raccontare con attenzione e ricchezza di sfumature una condizione di vita così lontana (anagraficamente ma non solo) dalla sua, riuscendo a costruire personaggi mai nemmeno lontanamente retorici e stereotipati ma sempre verissimi, e raccontando una storia che avvince e commuove anche attraverso uno stile pulito ma elegante e affatto scontato.

Con le debite proporzioni, sorpresa positiva per quanto riguarda il concorso è stata anche quella del lettone Vogelfrei, film (non) diviso in quattro episodi diretti da quattro diversi giovani registi. Protagonista degli episodi è sempre lo stesso personaggio, che incontriamo prima bambino, poi adolescente e ancora adulto e anziano ma sempre in una cornice temporale contemporanea: la sua storia è quella di un essere umano fragile e sensibile che prima si perde e poi si ritrova, rimandando costantemente alla ciclicità della vita ma anche alla possibilità di correggere i propri errori. Non tutti e quattro gli episodi di Vogelfrei sono ugualmente efficaci (i migliori sono il primo e l'ultimo, che enfatizzano tra l'altro un profondo ed affascinante legame con la natura) ma nonostante le quattro diverse mani registiche tutto il film è caratterizzato da un andamento sinuoso ed ipnotico, fatto di silenzi e di elegante rarefazione fotografica e narrativa. Sicuramente un film non commerciale, Vogelfrei, di sicuro non per tutti i gusti, ma in grado di riservare qualche emozione a chi è in grado di entrarci in sintonia. Emozioni ne riserva anche My Blueberry Nights di Wong Kar Wai, già presentato a Cannes ed invitato a Torino nella sezione Anteprime in un cut nuovo, di poco più di 90 minuti a fronte dei 111 della versione vista a Cannes. Visivamente ineccepibile e affascinante, puro Wong nonostante l'ambientazione statunitense, My Blueberry Nights è un film che regala momenti di altissimo cinema e di grande intensità emotiva, alternandoli però ad altri dove il regista di Honk Kong, evidentemente desideroso di parlare d'amore anche attraverso i suoi lati meno ovvi e più nascosti, quelli che si ibridano con il resto della vita, dà l'impressione di non saper essere altrettanto efficace. Ma forse si tratta di un'illusione solo momentanea, poiché la forza del sentimento raccontato da Wong, la sua delicatezza, la sua fragilità e financo la sua sfuggevolezza a noi stessi, rimangono chiari e forti sottopelle anche a ore dalla proiezione. Da far decantare. Stilisticamente agli antipoidi rispetto a My Blueberry Nights è The Tracey Fragments del canadese Bruce McDonald, a Torino fuori concorso dopo essere stato visto nella sezione Panorama di Berlino. A mesi dalla prima visione, possiamo affermare che anche in questo caso la forza della storia raccontata da McDonald è quella che è rimasta, avendo fugato quasi del tutto alcune riserve legate alla gabbia formalista in cui il film volutamente si imprigiona. The Tracey Fragments porta infatti al parossismo la tecnica dello split screen ed abbonda in ellissi temporali, riuscendo però a far passare con intatta efficacia una vicenda di comunissima e terribile disperazione, anche aiutato da una straordinaria Ellen Page, la giovane attrice che il pubblico romano ha imparato a conoscere grazie a Juno. Juno uscirà nelle nostre sale, chissà se il suo traino (e questo passaggio torinese) porterà anche qualche distribuzione a portare al cinema anche The Tracey Fragments, che nel suo estremismo formale e narrativo è un film da non sottovalutare assolutamente.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming