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Tom Hardy: il talento sotto i muscoli

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In occasione dell'uscita di Locke, andiamo a conoscere il suo protagonista Tom Hardy.


Ha cominciato a interpretare personaggi dalla fisicità prorompente, accecati dalla rabbia e dalla sete di violenza, oppure semplicemente folli, perché, quando faceva la parte del nice guy, non lo notava nessuno – almeno così diceva lui.
In effetti non si sbagliava e, quando ha accettato il ruolo di un romantic lead, seppure in una spy comedy, lo hanno giudicato fuori parte.

Da quel momento Tom Hardy, nazionalità inglese, classe 1977 e una robusta carriera teatrale alle spalle, è tornato a mettere su chili e massa muscolare, diventando prima il villain Bane de Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno e il poi il più corpulento e aggressivo dei fratelli Boundurant di Lawless.
Perfino la parte in cui non vediamo l'ora di ammirarlo in futuro – quella di Mad Max in Mad Max: Fury Road, ha dalla sua il coraggio, l'imponenza e la monumentalità di un guerriero.

Ma perché Tom Hardy sente il bisogno di lavorare così intensamente sul proprio corpo? Chi è questo attore così amato da Nicolas Winding Refn e Christopher Nolan? Com'è arrivato a recitare?
Per avere la risposta a queste domande... basta leggere qui sotto.

Che sia un caso o una scelta ben precisa, il fatto che Tom Hardy prenda il nome da uno dei più famosi poeti e scrittori britannici (Thomas Hardy) ci dice qualcosa sul suo background.
L'attore viene infatti da una famiglia di artisti, che lo spinge a frequentare prima la Richmond Drama School e poi il Drama Center di Londra.
Nonostante l'immersione nel raffinato universo delle pièce di Shakespeare & Co., il debutto di Tom avviene in televisione.
Siamo nel 2001 e mamma HBO lo chiama per interpretare il soldato John A. Janovec nel telefilm sulla Seconda Guerra Mondiale Band of Brothers – Fratelli al fronte.

Nel 2001 Tom Hardy esordisce anche sul grande schermo. L'esperienza di STAR TREK - LA NEMESI, in cui è Shinzon, il clone del capitano Picard, è per lui tanto importante quanto traumatica: “Sul set ero letteralmente terrorizzato, il che andava benissimo, perché la paura era una delle emozioni cardine del personaggio”.

Durante le riprese di STAR TREK: LA NEMESI, Tom Hardy smette temporaneamente di bere. E' dall'età di 20 anni che l'attore cede spesso alle lusinghe di alcool e droga. Ne uscirà nel 2003, anche grazie alla professione che ha scelto di intraprendere.
Siccome per lui interpretare un personaggio significa viverlo, facendo appello alla propria esperienza personale ma comunque annullandosi nelle vite degli altri riesce a fuggire dai propri demoni.
Dopo la disintossicazione, per Hardy ci sono tanto teatro e The Pusher, un thriller con Daniel Craig in cui – guarda un po' – si parla di sostanze stupefacenti.

Il film più importante di Tom Hardy, che nel frattempo è stato diretto da Guy Ritchie in RocknRolla, è sicuramente Bronson di Nicolas Winding Refn, che lo mette alla prova imponendogli una trasformazione fisica che lo rende irriconoscibile.
L'attore si muove fra la brutalità, il grottesco e l'istrionismo, padroneggiando una serie di monologhi e rivolgendosi direttamente allo spettatore.
La sua interpretazione del criminale Michael Gordon Peterson, meglio conosciuto come Charles Bronson, gli fa vincere il BAFTA come Best Actor.



Il villain Bane che dà del filo da torcere all'uomo pipistrello de Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, ricorda molto il feroce Bronson, e difatti Hardy è convinto di essere stato scelto da Nolan proprio grazie alla sua performance nel film di Refn.
Esigenze di copione gli impongono di indossare una maschera, che però con la sua scomodità contribuisce alla rabbia che deve uscire dal personaggio. Perfino il sudore causato da un costume pesante e multistrato fornisce una buona dose di aggressività a Hardy, chiamato a incarnare un antieroe per cui la violenza è una carneficina.

Il cavaliere Oscuro – Il Ritorno è il secondo film che Tom Hardy gira con Christopher Nolan.
Due anni prima i due avevano lavorato insieme per Inception, vicenda corale nella quale Hardy era l'intraprendente Eames, un “falsario” in grado di cambiare aspetto all'interno dei sogni altrui.

Torniamo ai muscoli. Il secondo fratello, per così dire, o il fratello buono di Michael Gordon Peterson, è il Tommy Conlon di Warrior, che dopo aver combattuto in Iraq si allena per il torneo Sparta.
La disciplina a cui Tom Hardy si avvicina, dopo aver raggiunto un peso di 92 Kg, sono le arti marziali miste, uno sport che l'attore definisce atletico e tutt'altro che grossolano. Sul ring insieme a Joel Edgerton, Hardy appare come un colosso. Stupisce quindi che, nella vita, non si ritenga affatto un macho. Celebre, a tal proposito, è la sua frase: “Posso imitare la gente che lotta, ma non sono un lottatore, sono solo un ragazzo della piccola borghesia londinese”.



Sono molti gli attori amati da Tom Hardy, ma in cima alla lista ce n'è uno solo: Gary Oldman.
I due si incontrano sul set de La Talpa e Hardy non crede ai suoi occhi, tanto che si blocca durante una scena e bisogna rigirare. “Molto di ciò che ho imparato lo devo a Gary Oldman” - dirà. “Durante le riprese di Bronson tenevo sempre a mente la sua lezione”.
Con Oldman, Hardy ha inoltre lavorato in Lawless, ne Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno e in Child 44, adattamento, in uscita a novembre, del bel romanzo di Tom Rob Smith "Bambino 44".



Esiste un solo film, come abbiamo accennato in apertura, in cui Tom Hardy interpreta un personaggio che ci sembra lontano da lui, forse perché un po' stereotipato. Parliamo dell'agente della CIA Tuck Henson che in Una spia non basta si contende Reese Witherspoon con il collega “FDR” Foster. Non c'è grande alchimia fra Hardy e Chris Pine e l'autoironia di entrambi da sola non basta.



Se volete attirarvi le simpatie di Tom Hardy, ditegli che anche voi amate il tè, il caffè e gli animali, in particolare i cani.
Oppure potete sempre fargli i complimenti per la sua performance in Locke, uno dei titoli più applauditi dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia: in 85 minuti in cui la tensione si fa sempre più alta la macchina da presa non abbandona mai Hardy, che supera brillantemente l'impegnativa prova d'attore della telefonata.
Diretto da Steven Knight e girato in tempo reale, il film è al cinema dal 30 aprile.

 

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