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Tom Cruise: un eroe in pericolo?

In occasione dell'uscita del suo nuovo film Oblivion, ripercorriamo la carriera ma anche la complicata vita privata di Tom Cruise.


Erano gli anni 80. C’erano i gettoni, le sale giochi, le figurine dei calciatori e i paninari. Al cinema si sognava con film come E.T. – L’extraterrestre , Blade Runner, Harry ti presento Sally e L’attimo fuggente. E poi c’era un giovane americano che iniziava la sua lunga e proficua carriera e che sarebbe diventato quello che oggi è considerato un super divo di Hollywood.

Nato a New York il 3 luglio del 1962, Thomas Cruise Mapother IV, meglio conosciuto come Tom Cruise, a quattordici anni vuole fare il prete e, per un anno, entra in seminario. Si avvicina alla recitazione per puro caso: a causa di un infortunio è costretto ad abbandonare la squadra di lotta libera della scuola e inizia a frequentare un corso di teatro. Il debutto sul grande schermo avviene nel 1981, con un piccolo ruolo in Amore senza fine di Franco Zeffirelli e nel 1983, in Risky Businness - Fuori i vecchi... I figli ballano, ottiene il suo primo ruolo da protagonista. Due anni più tardi, in sella a una moto con la sua giacca di pelle, ha fatto innamorare un’intera generazione in Top Gun. Da quel momento il suo nome è stato conosciuto da tutti.

37 film in 32 anni di carriera (riassunti in un video che potete trovare a questo link che rimanda al suo sito ufficiale), Tom Cruise ha lavorato con un’impressionante lista di registi: Stanley Kubrick, Martin Scorsese, Brian De Palma, Francis Ford Coppola, Oliver Stone, Ridley Scott e Steven Spielberg, solo per citarne alcuni.

In tutti questi anni la sua versatilità come attore è stata evidenziata dalla varietà di film e di ruoli che ha scelto. Ha vestito i panni di un uomo che intraprende un viaggio onirico nei meandri della sessualità nell’ultimo film di Kubrick, Eyes Wide Shut. In Collateral di Michael Mann è stato un killer cattivo, spietato e con i capelli bianchi per le strade di Los Angeles. In Magnolia di Paul Thomas Anderson ha interpretato un guru del sesso, misogino e in crisi, ruolo che gli ha regalato il suo secondo Golden Globe (il primo nel 1997 per Jerry Maguire). A torso nudo, stretto in pantaloni di pelle neri, ha cantato come una vera rockstar nel musical Rock of Ages. Non ha esitato a prendersi in giro nel macchiettistico, pelatissimo e panciutissimo personaggio di Tropic Thunder, un produttore che ci delizia con un balletto alquanto bizzarro nei titoli di coda del film.

Ma c’è un ruolo in particolare che, meglio di altri, gli calza a pennello: quello dell’eroe. Quando ti dicono “Tom Cruise” come si fa a non pensare alle inimmaginabili acrobazie dell’agente Ethan Hunt in Mission: Impossible ? Ma Tom non è stato capace di imprese memorabili solo in questa serie. Ha combattuto per la sopravvivenza del genere umano nel fantascientifico La guerra dei mondi. Ha cercato di uccidere Adolf Hitler in Operazione Valchiria e ha urlato al mondo intero, costretto su una sedie a rotelle, che “la guerra è sempre un male”, in Nato il quattro luglio. E’ andato in un futuro senza più crimini in Minority Report e nel passato, dove ha combattuto per mantenere in vita i valori e le tradizioni giapponesi, ne L’ultimo samurai.

E’ un eroe anche nella sua ultima fatica, il fantascientifico Oblivion, dove torna sulla Terra per riparare i droni che stanno estraendo dal sottosuolo le ultime risorse disponibili. Dopo una lunga guerra contro una razza aliena, gli Scavengers, l’umanità ha dovuto abbandonare il proprio pianeta ormai devastato e trasferirsi in città sospese oltre le nuvole. Durante una perlustrazione Tom Cruise trova un’astronave distrutta e conosce una donna, unica sopravvissuta all’impatto. Questo incontro gli cambierà la vita. Il volto femminile di Oblivion è l’attrice ucraina Olga Kurylenko e, in questi giorni, si vocifera che tra i due ci sia del tenero.

Non sarebbe di certo la prima volta che Tom cede alle grazie di una collega. Nel 1983, sul set di Risky Business, Tom conosce Rebecca De Mornay con la quale intraprende una relazione amorosa durata circa due anni. Dopo una breve storia con la famosa cantante e attrice Cher, nel 1987 l’attore sposa Mimi Rogers. Sul set di Giorni di tuono conosce Nicole Kidman, s’innamora e si sposa per la seconda volta, nel 1990. Per undici anni i due hanno formato una delle coppie più importanti della storia del cinema, vivendo una passione che si è potuta riflettere anche sul grande schermo, dove Cuori ribelli e Eyes Wide Shut ne hanno segnato, rispettivamente, il culmine e la fine. Dopo il divorzio dall’australiana nel 2001, sul set di Vanilla Sky incontra Penelope Cruz, e con lei rimane tre anni. L’ultima attrice ad aver conquistato il cuore di Tom è stata Katie Holmes, ex star di Dawson’s Creek, sedici anni più giovane di lui. I due sono convolati a nozze nel 2006, ma nove mesi fa, dopo sei anni di matrimonio, è arrivata la notizia della loro separazione.

L’icona del cinema hollywoodiano, che da sempre ci ha abituato a ruoli di salvatore del mondo, ha quindi una vita privata un po’ turbolenta che spesso ha interferito con la sua immagine di personaggio pubblico. Tom Cruise, infatti, da molti anni è il più celebre membro di Scientology, ovvero quell’organizzazione riconosciuta come religiosa solo in alcuni stati, tra cui Stati Uniti e Australia, e definita setta dal resto del mondo. Pare che ad introdurlo nell’ambiente sia stata la prima moglie, Mimi Rogers, e che l’attore, intento a tessere le lodi del suo credo, abbia tra le altre cose dichiarato che Scientology lo ha guarito dalla dislessia.

Quel che è certo è che se il suo matrimonio con Katie Holmes è naufragato, è stato proprio a causa di Scientology e che adesso a pagarne le conseguenze sia la piccola Suri Cruise, frutto dell’unione dei due. La mamma, infatti, si batte affinché le idee del padre non condizionino l’educazione della figlia, e ha ottenuto l’affidamento esclusivo e il compito di provvedere all’educazione religiosa. Per questo motivo voci di corridoio paventerebbero l’ipotesi che l’attore possa presto abbandonare Scientology.

Se questi aspetti della sua vita privata fanno vacillare l'immagine di eroe, ecco che Tom, anche senza gli slanci acrobatici di Ethan Hunt, riesce a rinsaldare l’idea che i suoi fan hanno di lui: salvando un membro della troupe sul set di Oblivion; spendendo, con una disponibilità che non è da tutti, molto del suo tempo a firmare autografi; rifiutando di farsi sostituire da uno stuntman nelle scene d’azione più pericolose dei suoi film, come quando ha guidato la macchina nelle scene di incidenti automobilistici in Jack Reacher - La prova decisiva o quando è arrivato addirittura a calarsi dall’edificio più alto del mondo, il Burj Khalifa, in Mission: Impossible – Protocollo fantasma.

 



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