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Tilda Swinton, Harry Potter e la crudeltà del collegio

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All'attrice, vista di recente in Doctor Strange, non piace la saga dell'occhialuto maghetto per via di un'avversione nei confronti delle boarding schools.


Per tutta una generazione, la saga di Harry Potter è stata quella che, per la generazione precedente, è stata quella di Star Wars: come capacità di creare un universo e dei personaggi entrati nel mito e nell'immaginario. E il successo mondiale di Animali fantastici e dove trovarli, che da un libriccino piccino picciò è diventata - grazie a J.K. Rowling - un'annunciata pentalogia, sta lì a ricordarcelo.
Fa notizia, come avrebbe detto Alberto Tomba, quindi, quando qualcuno di più o meno noto dichiara di non essere fan dell'opera letteraria e cinematografica che fa riferimento alla Rowling: oggi questo qualcuno, decisamente noto, è Tilda Swinton, una delle più brave e importanti attrici dei nostri giorni.

Intervistata dal mensile The Scots, la Swinton - che presto vedremo nel nuovo film di Bong Joon-Ho, Okja, e nel remake di Suspiria diretto da Luca Guadagnino - ha dichiarato di non amare la saga di Harry Potter per via dell'ambientazione collegiale: un'esperienza di vita, quella dei collegi, fatta in gioventù dall'attrice e che ha lasciato in lei un segno non certamente positivo.
"Credo che queste scuole siano ambienti molto crudeli all'interno del quale crescere," ha detto, "e non penso che i bambini e i ragazzi possano tratte beneficio da questo tipo di educazione. I figli hanno bisogno dei loor genitori. Per questo non mi piacciono film come quelli di Harry Potter, che tendo a raccontare con romantico idealismo quei posti."

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