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Three... Extremes: tutto sull'horror antologico orientale firmato da Fruit Chan, Park Chan-Wook e Takashi Miike

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I tre registi firmano altrettanti episodi horror in salsa orientale, dalle trame estreme e disturbanti, che vennero presentati in prima mondiale al Festival di Venezia. Per un pubblico di appassionati dallo stomaco non troppo debole.

Three... Extremes: tutto sull'horror antologico orientale firmato da Fruit Chan, Park Chan-Wook e Takashi Miike

Presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia del 2004, nella sezione “Mezzanotte”, Three... Extremes è un film horror antologico (ovvero a episodi) che mette insieme tre nomi di primissimo piano della scena cinematografica dell'Estremo Oriente: l'hongkonghese Fruit Chan; il coreano Park Chan-Wook; e il giapponese Takashi Miike.
Il film nasce come un'evoluzione del precedente Three, che nel 2002 aveva visto coinvolti tre registi decisamente meno noti e blasonati come Ji-woon Kim, Nonzee Nimibutr e Peter Chan, e che aveva avuto una diffusione sostanzialmente limitata al mercato orientale.
Il fatto, però, era che in quegli anni l'esplosione della popolarità del cinema proveniente dall'Estremo Oriente era in enorme e rapida espansione, grazie all'interesse che aveva suscitato la New Wave di Hong Kong degli anni Ottanta e Novanta di cui il Chan di Made in Hong Kong e Public Toilet è stato uno degli ultimi alfieri prima, e delle New Wave coreane e giapponesi poi, che vedevano appunto in Park e Miike (per farla brevissima: il regista di Oldboy e quello di Audition, giusto per citare i loro film allora più noti in Occidente) i loro nomi di punta.
A contribuire alla diffusione del cinema orientale nel resto del mondo, oltre alle nuove tecnologie digitali e ai processi di globalizzazione che rendevano disponibili in maniera più facile e diretta i film, anche l'attenzione di grandi manifestazioni internazionali e non, come appunto il Festival di Venezia negli anni di Marco Müller, o come - in Italia - del Far East Film Festival di Udine.
Three... Extremes, quindi, nasce come evoluzione di Three e come film dalle ambizioni internazionali, con coinvolti tre registi i cui nomi, in quegli anni come oggi, riuscivano a catturare immediatamente l'attenzione degli appassionati. E che, coi racconti estremi e disturbanti da loro ideati, promettevano di scioccare il pubblico di tutto il mondo.

Three... Extremes: il trailer del film

Three... Extremes: la trama degli episodi del film

Dumplings

Una celebre ex-attrice non più giovanissima, la signora Li, sogna di tornare alla bellezza di una volta per per riconquistare l'attenzione del marito, che da qualche tempo le è diventato infedele. Per realizzare questo suo desiderio si rivolge a zia Mei, una donna che afferma di essere molto più vecchia di quanto appaia e che prepara dei ravioli in grado di ringiovanire chi li mangia. Nonostante scopra che l'ingrediente segreto dei ravioli di Mei siano feti abortiti, Li prosegue col suo piano per riconquistare la giovinezza perduta.

Cut

Invidioso del successo della coppia, un uomo fa irruzione nella villa del regista per cui ha fatto alcune volte la comparsa, per sottoporre l'uomo e sua moglie a un sadico gioco al massacro. Il maniaco vuole infatti obbligare il regista a strangolare una bambina che ha portato con sé: per ogni 5 minuti di esitazione, taglierà un dito alla moglie che ha legato al pianoforte di casa con dei fili estremamente taglienti.

Box

Kyoko, una giovane scrittrice, è tormentata da incubi che la riportano al suo passato. Quando aveva 10 anni, Kyoko lavorava in un circo con la sorella gemella, Shoko: invidiosa delle attenzioni che il loro tutore aveva per la sorella, Kyoko la obbligò a entrare dentro una scatola, e la chiuse dentro. Per un tragico incidente la scatola prese fuoco, e Shoko morì arsa viva. Tormentata dai sensi di colpa, Kyoko pensa di trovare il modo di perdonarsi quando riceve un invito dal suo vecchio circo, ma me le cose non staranno quelle che lei si aspetta.

Dumplings: l'evoluzione in lungometraggio

Three... Extremes, prodotto inevitabilmente di nicchia, ebbe comunque un buon successo di pubblico e un deciso apprezzamento da parte della critica.
A colpire l'immaginazione del pubblico fu soprattutto - per la radicalità della sua storia - l'episodio firmato da Fruit Chan, che era comunque debitore di uno dei film chiave del cinema di Hong Kong degli anni Ottanta e Novanta, The Untold Story, diretto nel 1993 da Herman Yau, nel quale Anthony Wong era un killer psicopatico che, nel suo ristorante, cucinava ravioli ripieni di carne umana.
Debiti a parte, il successo di Dumplings fu tale che venne deciso di "gonfiare" l'episodio e di trasformarlo in un lungometraggio autonomo, sempre firmato da Fruit Chan e interpretato da medesimo cast (Miriam Leung, Tony Leung Ka Fai e Bai Ling). Il lungometraggio Dumplings debuttò nel febbraio del 2004 alla Berlinale, nella sezione Panorama.

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