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The Wolf of Wall Street e il Quaalude: una storia vera, una droga vera, eccessi veri

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Il Jordan Belfort interpretato da Leonardo DiCaprio esiste davvero, ed è stato davvero protagonista degli eccessi raccontati nel film di Martin Scorsese basato sulla sua autobiografia. Compresi quelli con la droga (che nella vita vera sono stati anche maggiori).

The Wolf of Wall Street e il Quaalude: una storia vera, una droga vera, eccessi veri

Diretto e prodotto da Martin Scorsese nel 2013, candidato a cinque premi Oscar (per film, regia, attore protagonista, attore non protagaonista, e sceneggiatura non originale) The Wolf of Wall Street racconta la folgorante ascesa e la precipitosa caduta del personaggio di Jordan Belfort, un broker truffaldino che nei primi anni Novanta diventò ricchissimo grazie a una serie di operazioni finanziarie non esattamente pulite e che - prima di venire arrestato per frode e riciclaggio dall'FBI - si lasciò andare a uno stile di vita esagerato e basato su abusi di feste, sesso e droga.

La storia vera di Jordan Belfort e del suo libro The Wolf of Wall Street

Quella di Jordan Belfort, interpretato da Leonardo DiCaprio, è una storia vera. The Wolf of Wall Street è stato infatti sceneggiato da Terence Winter a partire dall'omonima autobiografia pubblicata del 2007 da Belfort - che successivamente ne ha pubblicata una seconda - nella quale raccontava nel dettaglio la sua avventura professionale, personale e giudiziaria (anche se un assistente procuratore statunitense avrebbe dichiarato che molto dettagli siano stati inventati da Belfort per imbellettare la vicenda).
A dare l'idea a Belfort di scrivere un'autobiografia è stato il suo compagno di cella nel corso dei 22 mesi trascorsi in prigione in seguito alla condanna ricevuta: questo compagno di cella era Tommy Chong, che con Cheech Marin, con cui formava il duo noto come Cheech & Chong è stato uno dei re indiscussi della stoner comedy, e che era finito a sua volta in prigione per una serie di attività legare alla sua dichiaratissima passione per la marijuana.
Così dichiarò Belfort in una intervista all'Hollywoor Reporter:

Tommy in quel periodo stava scrivendo il suo libro. La sera di solito ci raccontavamo delle storie della nostra vita a vicenda, e quando raccontavo io rideva così tanto da rotolare giù dal letto. La terza sera mi ha detto "Devi scrivere un libro". Così iniziai, ma sapevo che non stavo andando bene. Era terribile. Stavo per gettare la spugna quando, alla biblioteca del carcere, mi sono imbattuto in "Il falò delle vanità" di Tom Wolfe, e allora ho pensato "Ecco, è così che voglio scrivere".

Dopo la sua scarcerazione, e dopo il successo del suo libro, Jordan Belfort ha iniziato a girare il mondo tendendo conferenze motivazionali, ed è finito nuovamente nei guai per una nuova accusa di truffa in Australia.
La sua autobiografia è stata oggetto di un asta milionaria tra varie società d produzione che speravano di assicurarsene i diritti cinematografici, ma Belfort ha voluto scegliere l'offerta finanziariamente più bassa, di soli 330mila dollari, che però gli assicurava che sarebbero stati Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio a raccontare al cinema la sua storia.
Nel corso di un intervista rilasciata al finanziere Brian Rose per il suo canale YouTube London Real, Belfort ha raccontato di essere rimasto molto soddisfatto di come il film di Scorsese avesse restituito la sua storia, pur lamentando alcune inaccuratezze nella ricostruzione delle dinamiche finanziarie che, a suo dire, facevo sembrare che stesse solamente cercando di truffare le persone, pur riconoscendo che dal punto di vista del racconto cinematografico queste semplificazioni sono state funzionali alla scorrevolezza e alla resa emotiva del racconto.

Il Quaalude, la droga del Wolf of Wall Street (e non solo)

Sempre nel corso dell'intervista con Rose, Jordan Belfort ha dichiarato che The Wolf of Wall Street è particolarmente accurato nel raccontare l'amicizia cameratesca tra il personaggio di DiCaprio e quello di Jonah Hill (ovvero tra Belfort stesso e il suo amico e socio Donnie Azoff) e la follia generale di quel periodo. Specificamente riguardo i suoi eccessi con le droghe, Belfort ha detto che nella realtà le sue abitudini erano ben peggiori di quelle raccontate nel film, e di essere arrivato a consumare ben 22 diverse sostanze contemporaneamente al picco delle due dipendenze.
Uno degli aspetti che maggiormente ha divertito il pubblico di The Wolf of Wall Street è senza dubbio il racconto degli eccessi psicotropi di Belfort, e scene come quella in cui Leonardo DiCaprio è così strafatto da non riuscire nemmeno a camminare, ed è costretto a strisciare per terra nel tentativo di raggiungere la sua Lamborghini Countach bianca per tornare a casa.

La scena racconta, anche con la voce narrante di DiCaprio, gli effetti di una droga che il film di Martin Scorsese ha reso nota al grande pubblico: il Qaalude, che poi sarebbe il nome commerciale statunitense di un farmaco chiamato metaqualone. Che in Sudafrica - dove è molto diffuso - è noto invece col nome commerciale di Mandrax, un farmaco dove al metaqualone si mescola la difenidramina .
Il metaqualone appartiene alla classe di 4-quinazolinoni, ha un'azione sedativa e ipnotica e causa la depressione del sistema nervoso centrale. Come farmaco era utilizzato per il trattamento dell'insonnia, e come sedativo e miorilassante. Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta se ne diffuse largamente l'uso come sostanza stupefacente, tanto da essere successivamente ritirato dal commercio e dichiarato droga di prima fascia. Potente antidepressivo con effetti allucinogeni, il metaqualone assunto in piccole dosi dona euforia e aumenta il desiderio sessuale; all'aumentare delle dosi fa cadere in stato di semi-ipnosi nelle quali si perde la percezione della differenza tra realtà e allucinazione.
Il cantante dei Red Hot Chili Peppers Anthony Kiedis ha raccontato nella sua autobiografia di aver spesso usato il Quaalude in mancanza di eroina. John Belushi ne abusava spesso, come testimoniato dalla biografia dell'attore scritta da Bob Woodward. Joan Jett, nel commento audio al film biografico The Runaways, la racconta come la sua droga preferita dell'epoca.
L'uso di Quaalude è citato in romanzi come "Meno di zero" di Bret Easton Ellis, "It" di Stephen King, "Infinite Jest" di David Foster Wallace. Si fa riferimento al farmaco anche in film come La febbre del sabato sera, Fuori di testa, Scarface, Donnie Brasco, Wonderland e Almost Tamous, dove la protagonista Penny Lane (interpretata da Kate Hudson) va in overdose proprio da Quaalude, e viene poi salvaya.
Il Quaalude è noto anche come una droga dello stupro: Bill Cosby, nel corso dei processi a suo carico, ha amesso di averlo utilizzato a tale scopo.
In Italia è tristemente nota anche per essere la droga di cui abusava Federico Leonelli, un paziente psichiatrico che rifiutava i trattameni e che nel 2014 decapitò brutalmente una donna ucraina nel quartiere romano dell'EUR.

The Wolf of Wall Street: il trailer del film di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio

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