Schede di riferimento
News Cinema

The Operative: recensione del film di spionaggio con Diane Kruger e Martin Freeman presentato alla Berlinale 2019

4

Due agenti del Mossad alle prese con l'escalation nucleare in Iran.

The Operative: recensione del film di spionaggio con Diane Kruger e Martin Freeman presentato alla Berlinale 2019

Nel descrivere le caratteristiche della protagonista del film di spionaggio The Operative sembra di costruire tutte le peculiarità di un'interprete quasi apolide come Diane Kruger. Poche come lei sono infatti capaci di recitare in lingue diverse con la stessa credibilità. Rachel, infatti, viene arruolata nelle file del Mossad per la sua lontananza teorica da Israele, diventando una risorsa fondamentale in Iran, cercando di rallentare l’escalation del programma nucleare della repubblica islamica. Improvvisamente però sparisce, durante i funerali del padre a Londra, con una traccia: una telefonata al suo ex addestratore Thomas, un britannico purosangue interpretato da Martin Freeman. In Germania si concentrano le indagini per scoprire cosa sia accaduto, raccontando ulteriori dettagli sulla vasta operazione di spionaggio in cui Rachel era coinvolta, per farla proseguire nella maniera più efficace possibile, ma anche il tentativo di Thomas di proteggere la sua pupilla. Infatti il film è, sì, una storia di spionaggio, ma anche, e soprattutto, il rapporto di un mentore e della sua agente preferita, anche al di là dei ruoli di fedeltà all’istituzione.

Non c’è molta azione, se è questo che cercate da un film di questo genere; ci sono al massimo due sequenze in cui la costruzione della suspense è centrale, per il resto la dinamica spionistica è messa in secondo piano rispetto alla storia d’amore fra l’agente Rachel e un iraniano, oltre a una sequela di sviluppi narrativi e di complicati intrecci che vengono più sintetizzati con dei dialoghi fra i personaggi che messi in scena. Non è certo un difetto da poco, questo, che rende il film piuttosto statico, rinunciando a un fondamento del genere: il dinamismo narrativo di location in location. Poi si chiamerà anche The Operative, ma per essere un’agente sul campo, con compiti per definizione quindi spietati e pragmatici, Rachel ci sembra fin troppo sprovveduta nel momento in cui le chiacchiere lasciano spazio all’azione, che per una spia non prevedono troppi scrupoli o dubbi morali.

Molto tempo è impiegato per presentare i protagonisti e cercare di collocarli nel loro contesto d’azione, lasciando paradossalmente troppo sullo sfondo la quotidianità del lavoro di ascolto dell’agente in Iran con la copertura di insegnante d’inglese, da cui il titolo originale del romanzo scritto dall’ex agente del Mossad Yiftach Reicher Atir che ha ispirato il film. Anche solo tre anni, poi, quelli che sono passati dalla prima pubblicazione del libro, non sono pochi, nelle dinamiche geopolitiche che regolano quella parte del mondo, tanto da dare una sensazione di già vecchio a questa storia. Come anche il difficile equilibrio di un agente segreto fra la vita personale e la lealtà al proprio impegno, che qui diventa troppo presto l’unico tema al centro dei comportamenti di questa operativa del titolo, che sembra fin troppo capitata lì per caso. La confezione è accurata, così come un paio di sporadiche sequenze che danno brio a un film che non decolla mai.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming