The Imaginarium of Doctor Parnassus - recensione del film di Terry Gilliam

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The Imaginarium of Doctor Parnassus - recensione del film di Terry Gilliam

The Imaginarium of Doctor Parnassus - recensione del film di Terry Gilliam

Arriva fuori concorso a Cannes l’attesissimo nuovo film di Terry Gilliam, “condannato” a passare alla storia per essere stato l’ultimo interpretato – seppur a metà – dal compianto Heath Ledger. The Imaginarium of Doctor Parnassus è Terry Gilliam in tutti i suoi pregi e i suoi eccessi, nella esuberante creatività e nel grandissimo cuore che dimostra.

Sono davvero pochi i registi in circolazione dotati di uno stile tanto personale e riconoscibile come quello di Terry Gilliam. Ma se l’americano, nello scorso Tideland, aveva mostrato più di un cenno di eccessivo manierismo nell’appoggiarsi alla “sua” estetica, fa piacere constatare come in The Imaginarium of Doctor Parnassus tutta la sua debordante creatività si esprima in maniera tanto libera da risultare magari a tratti imperfetta per eccesso ma sincera come non accadeva da tempo. In quest’ultima fatica di Gilliam si ritracciano e si amalgamano alcuni degli aspetti più strabilianti e poetici del suo cinema, con citazioni dirette e indirette di molti dei suoi film così come di alcune invenzioni messe in scena assieme ai Monty Python.

E se è ovvio che, in un film (a maggior ragione diretto da Gilliam) che racconta di patti con il diavolo, di immortalità, di specchi magici che permettono l’accesso ad un mondo parallelo modellato sull’immaginazione e i sogni di chi vi entra, l’esperienza visiva possa assumere una rilevanza primaria, The Imaginarium of Doctor Parnassus riesce anche a coinvolgere per il cuore che mette nel racconto e nei suoi protagonisti. Supportato da un cast in gran spolvero (da Plummer alla bellissima Lily Cole, da Ledger al beffardo Tom Waits passando anche per il talento emergente di Andrew Garfield e il simpatico Verne Troyer), Gilliam riesce a far parlare il suo film di temi di chiara derivazione faustiana e non. The Imaginarium of Doctor Parnassus, nella sua caleidoscopica visionarietà, nelle sue volontarie sfumature grottesche, porta sempre alla base dei drammi e dei sentimenti molto umani: è un film sulle scelte che si è costretti a fare nella vita, sulle loro conseguenze, sulla natura ambivalente delle cose, sull’amore. E non è un caso che il luogo della scelta per eccellenza, nel film, non sia la “realtà”, ma proprio il mondo che nasce dall’immaginazione – e quindi, dai desideri – di chi vi entra.

In questo, e specialmente nel personaggio che gli dà il titolo, quello di Plummer, il film pare avere un legame speciale con La leggenda del Re Pescatore, tra tutte le altre opere di Gilliam: come per i personaggi del film premiato a Venezia, ossessioni e riscatto sono le parole chiave sia per Parnassus che per il Tony interpretato da Ledger (e dagli amici Depp, Law e Farrell grazie alla riuscita trovata del regista per colmare il vuoto lasciato dalla morte dell’attore).

E proprio quella trovata, riporta al punto di partenza: perché se vero che The Imaginarium of Doctor Parnassus non sarà esente da difetti e a tratti mostra delle cicatrici tipiche di un film il cui cammino è stato interrotto e poi ripreso, la generosità di temi, intenti e visioni che mette in campo è tale e tanta da far passare le incertezze e i sobbalzi in secondo piano. Anche perché, come recita il cartello che lo chiude “questo film è da parte di Heath Ledger e dei suoi amici”.



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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