News Cinema

The Father - Nulla è come sembra: tutto quello che c'è da sapere su un film davvero imperdibile

75

Arriva finalmente al cinema il 20 maggio, distribuito da BIM, uno dei film più importanti dell'anno, riconosciuto come tale anche dagli Oscar. The Father - Nulla è come sembra, con Anthony Hopkins e Olivia Colman, è l'opera prima di Florian Zeller e vi raccontiamo perché dovete proprio vederlo.

The Father - Nulla è come sembra: tutto quello che c'è da sapere su un film davvero imperdibile

Se dovessimo scegliere un solo film che in questa attesa riapertura dei cinema non va assolutamente perso, indicheremmo sicuramente The Father – Nulla è come sembra, che non solo ha dato il secondo e meritato Oscar ad Anthony Hopkins, ma ha rivelato al mondo il talento di un debuttante di talento in questo campo, ma notissimo nel mondo teatrale, come il drammaturgo francese Florian Zeller, che per l'adattamento della sceneggiatura tratta dalla sua pièce “Le père” del 2012 ha vinto l'Oscar con Christopher Hampton, che da anni traduce in inglese il suo lavoro. Proveremo a raccontarvi i motivi principali per vedere quello che a nostro avviso è una grande opera d'autore, dolorosa e universale perché parla in modo autentico e non ricattatorio a tutti e di tutti noi, una storia narrata coi mezzi del cinema, che ha anche il merito di non diventare mai teatro filmato.

The Father e il labirinto della malattia

Partiamo proprio da qua per sottolineare la grande novità che un film come The Father porta all'interno di quello che è un po' un genere a sé nel cinema, ovvero il racconto della decadenza mentale spesso legata alla vecchiaia e che trasforma le persone più brillanti da giovani e a noi più care in capricciosi bambini, attaccati a riti e persone che non riconoscono più e che non sanno più cosa fare per aiutarli. La vecchiaia è una condizione irreversibile, e per questo il cinema l'ha rappresentata, così come le malattie che affliggono la mente, in modo spesso pietistico, falso, retorico. Ecco: tutto questo Florian Zeller non lo fa: trasforma la sua opera teatrale in un film che ci conduce all'interno di un labirinto, in cui siamo confusi come il protagonista della vicenda, Anthony, un padre anziano ma in buona forma fisica, che non capisce perché la figlia Anne cambi volto e stato anagrafico, chi siano gli estranei e le sconosciute che si ritrova in casa e perché qualcuno abbia cambiato la disposizione dei mobili e delle stanze del suo appartamento. “Volevo far sperimentare al pubblico cosa significhi perdere l'orientamento. Volevo che il pubblico fosse attivo, che attraversasse il labirinto e si ponesse domande su ogni cosa a cui assiste. Abbiamo giocato proprio su quel senso di disorientamento” ha dichiarato in un'intervista Zeller.

La disintegrazione della mente, la confusione dei ricordi, la perdita del senso del tempo vengono raccontati nel film con uno stile quasi da giallo, un puzzle che ricostruiamo man mano insieme al suo splendido protagonista, che ci cattura e ci commuove alla fine in modo in cui altre storie più scontate e lineari non hanno fatto. Anche perché The Father parla, in fondo, come dice ancora l'autore, di una specie di lockdown, una situazione con cui ci siamo dovuti tutti confrontare in questo periodo: “Ho preso la decisione dall'inizio di rimanere nell'appartamento, come in un lockdown, in modo che quello spazio diventasse uno spazio mentale. Alla fine, è quello che abbiamo sperimentato tutti in questo periodo: perderci in uno spazio mentale. È un'esperienza che ci sfida, ma è anche una cosa che abbiamo condiviso tutti”. A contribuire a questo senso di straniamento, che deriva dal vedere un luogo noto diventare a un tratto sconosciuto, è l'eccellente lavoro del montatore Yorgos Lamprinos e degli scenografi Peter Francis e Cathy Featherstone, tutti candidati all'Oscar.

Leggi anche The Father - Nulla è come sembra: la recensione del film

Il cast da Oscar di The Father

Sir Anthony Hopkins, con la sua splendida interpretazione del Padre, ha vinto il suo secondo Oscar come protagonista, 29 anni dopo quello per Il Silenzio degli innocenti e a 83 anni è diventato l'attore più anziano a vincere la statuetta per la categoria. Vederlo nel ruolo è al tempo stesso divertente, commovente e straziante: con i suoi 60 anni di carriera e i molteplici personaggi a cui ha dato vita, Hopkins è l'attore perfetto per incarnare tutta la gamma di emozioni e sensazioni richieste dal suo ruolo. Lo vedrete perfino ballare, farsi seduttivo e buffone, ma alla fine piangerete per e con lui. Hopkins ha fatto suo il ruolo a tal punto che il protagonista – che nella versione teatrale originale si chiama André – è stato ribattezzato col suo nome, Anthony.

La figlia Anne è interpretata da un altro premio Oscar, la straordinaria attrice britannica Olivia Colman, che solo due anni fa ha vinto l'ambita statuetta come protagonista di La favorita di Yorgos Lanthimos. Nei momenti in cui è in scena le si leggono letteralmente negli occhi tutto il dolore, l'affetto e lo strazio di una decisione da prendere tra il desiderio di restare vicina al padre e proteggerlo, come lui ha fatto con lei da bambina e quello di vivere la propria vita da adulta. Un dolore comune a molti figli.

C'è poi l'altra donna, Catherine, il cui mistero verrà svelato nel corso della storia e che diventa a tratti la figlia. A interpretarla è Olivia Williams, attualmente protagonista della serie tv The Nevers e di The Crown nel ruolo di Camilla Parker, che ha all'attivo numerosissimi ruoli cinematografici e televisivi, tra cui L'uomo nell'ombra di Roman Polanski e Maps to the Stars di David Cronenberg.

Imogen Poots è una delle possibili badanti che arrivano a casa di Anthony, e che lui trova somigliante alla figlia preferita che da tempo, dice, non va a trovarlo. È per lei che si esibisce in una performance da far restare a bocca aperta. La giovane attrice dai grandi occhi è un volto forse meno noto al pubblico, anche se di recente l'abbiamo vista in Vivarium e in passato, tra gli altri, in film come Jane Eyre, Non buttiamoci giù e Knight of Cups.

Poi ci sono i personaggi maschili. Il primo, chiamato semplicemente L'uomo/Bill, è interpretato da Mark Gatiss, poliedrico personaggio, attore, scrittore, regista (la serie Queers), attivista LGBT, membro della compagnia comica di culto The League of Gentlemen, coautore di Sherlock e chi più ne ha più ne metta. Come attore, oltre che in quest'ultima serie, lo abbiamo visto anche in Doctor Who (di cui è anche sceneggiatore), Il trono di spade e lo troveremo presto in Mission: Impossible 7. L'altro uomo è Paul, il “marito” arrogante interpretato da Rufus Sewell, attore dalla trentennale carriera, candidato al BAFTA e agli Emmy, noto anche per i ruoli televisivi in serie come Victoria e L'uomo dall'alto castello.

Leggi anche Oscar 2021: chi è Florian Zeller, l'autore di The Father

Le versioni teatrali di The Father

Come pièce teatrale, The Father, intitolata nella versione francese Le Père, è stata rappresentata innumerevoli volte in tutto il mondo. Il ruolo del protagonista, André, è stato scritto per l'attore Robert Hirsch della Comédie Française, scomparso nel 2017, che l'ha portata in scena dal 2012 al 2015. Fu infatti proprio Hirsch a chiedere a Florian Zeller di scrivere un ruolo per lui e il risultato fu questa premiatissima pièce teatrale: all'epoca dell'ultima performance, Robert Hirsh aveva 87 anni. Dal suo debutto parigino, Le Père – vincitore nel 2014 del prestigioso premio Molière - è stato rappresentato in oltre 45 paesi, inclusi quelli orientali, a conferma del fatto che si tratta di una storia universale. Florian Zeller, pur scrivendo e mettendo in scena altre pièces teatrali, ha seguito molte delle versioni estere. Quella inglese ha segnato l'inizio della sua collaborazione con Christopher Hampton, ed è stata interpretata dall'attore scozzese Kenneth Cranham, 72enne nel 2016 alla sua prima performance nella parte. In America The Father ha avuto come protagonista a Broadway nello stesso anno il grande attore americano Frank Langella, allora settantottenne. Ma Il Padre è stato rappresentato anche in Italia. A portarlo in scena il 20 gennaio 2017 in prima assoluta al Teatro Gugliemi di Massa, prima di iniziare un fortunato tour, è stato il regista Piero Maccarinelli, che ha curato anche la traduzione. Il padre, che in questo caso si chiama Andrea, è stato interpretato da Alessandro Haber, settantenne all'epoca, mentre la figlia Anna era Lucrezia Lante della Rovere.

Il padre fa parte di una trilogia sulla famiglia, continuata da Florian Zeller con La madre ec Il figlio, che lo stesso autore sta per portare al cinema con Hugh Jackman e Laura Dern come protagonisti. Prima di The Father – Nulla è come sembra, nel 2015 c'è stato un altro adattamento cinematografico francese della pièce, estremamente libero e distante dall'originale, una commedia intitolata Florida e diretta da Philippe Le Guay, col grande attore francese Jean Rochefort, al suo ultimo ruolo prima della morte nel 2017, e Sandrine Kiberlain.

Intanto non potete perdere dal 20 maggio l'emozione di vedere sul grande schermo The Father – Nulla è come sembra e di camminare con Anthony Hopkins nel tragico labirinto della vita.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per l'articolo