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The Dark Side of the Sun esce nelle sale italiane

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In un'inedita versione doppiata da Pino Insegno e Leo Gullotta.


“Un cinema italiano visionario e aperto, che reinventa la categorie del racconto e del documentario,” lo definisce così il critico Giona Nazzaro, chiamato a moderare la conferenza stampa con la quale Microcinema e Carlo Shalom Hintermann hanno annunciato l'uscita nelle sale - in un'inedita versione italiana, doppiata tra gli altri da Pino Insegno e Leo Gullotta – di The Dark Side of the Sun.

Più che al documentario, infatti, il film di Hintermann, che venne presentato al Festival di Roma al 2011 e che ha poi girato per molti altri festival italiani ed internazionali, è ascrivibile al cosiddetto “cinema del reale”: perché per raccontare la storia di un campo nato negli Stati Uniti per riunire e supportare bambini e ragazzi vittime di una rara malattia che li rende “allergici” e vulnerabili alla luce solare e ai raggi UV, The Dark Side of the Sun utilizza varie forme narrative intercciate, compresa quella del cinema d'animazione.

Lontano da ogni forma di patetismo, il film di Hintermann racconta non solo la storia di una malattia e di chi ne è colpito ma di un modo completamente diverso dal nostro di vivere e leggere il mondo, a partire dal fatto basilare di scambiare il giorno con la notte.
“Abbiamo girato a Camp Sundown per tre anni,” spiega il regista, “facendo dei workshop e facendo girare gli stessi bambini. Per noi era fondamentale capire dove la loro attenzione venina posta: affidarci a loro è stato il modo per trovare la chiave di scrittura e di narrazione del film. Le loro narrazioni sono ribaltate, come è ribaltato è il loro rapporto con il giorno e la notte. Le stesse suggestioni e gli stessi suggerimenti sono stati poi centrali per costruire la parte d'animazione, che ha prodotto una cosmoginia unica, resa magnificamente dal lavoro di Lorenzo Ceccotti e dei suoi collaboratori.”
Quella cui fa riferimento Hintermann, e diretta da Ceccotti, è una fiaba che s'intreccia con tutto il resto del film e ne costituisce uno degli assi portanti, disegnata e raccontata con uno stile che chiaramente omaggia quello del maestro Miyazaki e dello Studio Ghibli. “Capirete allora,” racconta Hintermann, la nostra emozione quando la tv giapponese, che ha contribuito a finanziare il nostro film, ha voluto realizzare uno speciale sul nostro lavoro.”E, tra i finanziatori del film, va ricordato anche Igino Straffi, il papà delle Winx, che attraverso la sua Rainbow ha fornito 100mila euro (un quarto del budget totale del film) fondamentali per chiudere una produzione composta per la maggioranza di fondi non italiani.
Dal canto suo, Ceccotti ha raccontato così la sua esperienza: “Ho dovuto fare un lavoro particolare, dato che non sono mai stato realmente a Camp Sundown, e Carlo mi ha portato una gran mole di informazioni e appunti sugli stimoli ricevuti dai bambini: peculiari versioni di un mondo fantastico differente da quello di bambini "normali", un mondo ribaltato e notturno. Da lì abbiamo composto una epica al rovescio, ed è stato un lavoro emozionante e facile, elettrizzante.”

Entrato in punta di piedi nei luoghi e nelle vite dei personaggi che racconta, attento alle necessità di una comunità che ha sempre e tutt'ora privilegia l'approccio intimo e di condivisione alle possibilità di avere pubblicità e fondi, Hintermann era inizialmente preoccupato di fronte alla possibilità di doppiare il film per il mercato italiano. “Inizialmente mi spaventava molto l'idea di tradurre e doppiare quelle persone e quelle emozioni,” dice, “non volevo che si rompesse quel delicato equilibrio emotivo che era alla base del nostro rapporto. Poi, dopo l'incontro con il direttore del doppiaggio Rodolfo Bianchi e con Pino, ho capito che la strada era quella giusta. Ho assistito a tutta la lavorazione, e devo dire che il rispetto per il materiale originale è stato totale, e le stesse emozioni provate nella visione della versione originale tornavano nel doppiaggio.”
“Abbiamo voluto accompagnare senza disturbare, concentrandosi un po' di più sull'animazione,” spiega Bianchi, mentre Insegno continua sostenendo che"Io lavoro solo se c'è passione ed empatia, e con Carlo l'avevo: con questo film, poi, la fiammella di quella passione è diventata un incendio, per la delicatezza e la meraviglia, per la poesia con cui Carlo ha trattato un tema, quello delle malattie rare, cui sono silenziosamente vicino da anni. Ho ringraziato chi mi ha dato la possibilità di essere vicino a questo film, a sponsorizzarlo come "talent". Per me è un film straordinario.”

Insegno ha poi voluto sottolineare come, per star vicino ai giovani malati e alle loro famiglie, non siano utili, ma anzi si rivelino spesso controproducenti, iniziative pubblicitarie estemporanee e una-tantum, ma che la chiave di tutti sia nella quotidianità e nella costanza nel rapporto con la malattia e i malati.
E che The Dark Side of the Sun possa essere uno strumento utile per strutturare una narrativa nuova tra malati, famiglie, medici e persone comuni non se lo è augurato solo lui, ma anche persone che professionalmente si occupano di questioni come queste presenti alla conferenza stampa, come la dottoressa Domenica Taruscio dell'Istituto Superiore della Sanità e la signora Velia Lapadula dell'associazione UNIAMO, Federazione Italiana Malattie Rare Onlus.

 

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