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The Apatow Factory

Chi è Judd Apatow, il nuovo Re Mida della commedia hollywoodiana? Scopritelo nel nostro speciale.


Un po’ come successo tra la fine degli anni ’70 e la prima metà degli ’80 grazie a nomi del calibro di John Landis, John Belushi, Dan Aykroyd, Harold Ramis o Ivan Reitman, anche in questi ultimissimi anni abbiamo assistito alla nascita di un nuovo gruppo di comici e cineasti che hanno formato una sorta di squadra collaudata; tutta una nuova schiera di volti comici come Steve Carell, Seth Rogen, Paul Rudd, Jonah Hill si è affermata grazie a questa nuova “factory”, il cui leader creativo è senza dubbio l’autore/sceneggiatore/produttore Judd Apatow, che è riuscito in qualche modo ad imporre il proprio marchio di fabbrica su tutti i prodotti a cui ha messo mano.
Un tipo di comicità fortemente verbale, che adopera la volgarità più esplicita inserendola in contesti narrativi e su personaggi che spesso appartengono al filone più classico della “sophisticated comedy”: questo in sintesi il discorso che il cinema di Apatow sta tentando di portare avanti, e che al momento gli sta regalando il consenso del pubblico americano, che lo ha notevolmente premiato al botteghino.

Dopo un gavetta televisiva che lo ha visto iniziare come produttore, Apatow si è rivelato geniale creatore di una serie di culto come Freaks and Geeks – andata in onda in America nel 1999 – e della successiva Undercleared del 2001.
Successivamente ha trovato fortuna al cinema producendo il successo inaspettato di Anchorman: la leggenda di Ron Burgundy, diretto da Adam McKay, pellicola che ha contribuito a lanciare la carriera di Will Ferrell: 84 milioni di dollari incassati soltanto negli Stati Uniti, e soprattutto il lancio di un nuovo filone che mescola ambientazioni e personaggi posticci e vagamente retrò con il nonsense comico più azzardato. Grazie agli ottimi risultati ottenuti con questa formula Apatow ha potuto esordire dietro al macchina da presa l’anno successivo con 40 anni vergine, lanciando definitivamente anche al cinema il volto stralunato e vagamente intontito di Steve Carell. Questa pellicola, forse sopravvalutata, ha ottenuto consensi praticamente unanimi, superando in patria i 100 milioni di dollari ed ottenendo addirittura la candidatura ai Writers Guild of America.

Sempre nel 2005 Apatow ha partecipato come co-sceneggiatore ad un progetto che in qualche modo si muove in maniera parallela ma forse distaccata alla sua filmografia: si tratta di Dick e Jane: operazione furto di Dean Parisot, remake aggiornato del divertente Non rubare…se non è strettamente necessario interpretato nel 1977 da Jane Fonda e George Seagal. Si tratta comunque di una commedia, ma che si muove su un livello di satira sociale e politica decisamente più alto rispetto a quanto il cinema di Apatow ha fatto vedere fino ad ora: il risultato è godibilissimo, grazie anche ad una coppia di attori scatenati come Jim Carrey e Tea Leoni.
Dopo aver prodotto l’ennesimo trionfo di incassi di Ricky Bobby: la storia di un uomo che sapeva contare fino a uno nel 2006, Apatow è tornato dietro la macchina da presa l’anno scorso con Molto incinta, lungometraggio che più di tutti tenta di coniugare con equilibro il discorso comico “viscerale” di questo autore con i meccanismi più “alti” della commedia romantica; il risultato è un ibrido originale e con alcuni momenti davvero spassosi, ottenuti soprattutto grazie alle interpretazioni della neo-star televisiva Katherine Heigl e di un bravissimo Seth Rogen.
Se dovessimo però scegliere un film che posa rappresentare il fiore all’occhiello della “scuderia Apatow”, non avremmo dubbi nell’indicare Suxbad – Tre menti sopra il pelo (2007), da lui prodotto e diretto da Greg Mottola; si tratta di una specie di “tutto in una notte” vissuto da tre adolescenti che sono decisi a tutti i costi a partecipare ad una festa che pensano rappresenterà la possibilità di lasciarsi alle spalle la loro condizione disagevole di “nerd”. In questo caso la vorticosa frenesia dei dialoghi, tutti improntati ad una volgarità che sembra muoversi ai limiti dell’iperrealismo, appare come espediente funzionale per nascondere invece il disagio e le inquietudini proprie dell’età dei tre protagonisti, interpretati dai bravissimi Jonah Hill e Michael Cera, e da un sorprendente Christopher Mintz-Plasse.

Questi fino ad ora i titoli più significativi della carriera di Judd Apatow, figura ormai principale del cinema comico americano.
Per il futuro però ci sono svariati ed interessanti progetti: la produzione del nuovo film dell’accoppiata Ferrell/ McKay, ma soprattutto Year One, ritorno alla regia di un talento collaudato come Harold Ramis, che vede protagonisti Jack Black e Michael Cera. Per vedere invece Apatow nuovamente alla regia, dovremo aspettare l’anno prossimo, quando uscirà il progetto ancora non definito che sta sviluppando insieme ad Adam Sandler e Seth Rogen.



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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