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Tenet è un film spazzatura: lo dice un writing coach che vuole il rimborso dei soldi dello streaming

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Con un articolo pubblicato su The Independent, l'esperto di comunicazione Matt Davis argomenta perché dovremmo tutti riconoscere che Tenet è un fiasco.

Tenet è un film spazzatura: lo dice un writing coach che vuole il rimborso dei soldi dello streaming

"Come gli altri gonzi, anche io ho speso 20 dollari per vedere Tenet in streaming" dice il writing coach Matt Davis al quale il magazine The Independent ha chiesto alcuni giorni fa un parere sul film di Christopher Nolan. Ex giornalista, nato e cresciuto a sud di Londra, oggi esperto di comunicazione residente a New York, Davis non si fa problemi a scrivere che ha visto un'ora e cinque minuti di Tenet per poi premere stop. E ora vuole da Jeff Bezos, avendo acquistato il film attraverso Prime Video di Amazon, il rimborso dei minuti non visionati.
"Ero furioso da quanto fosse brutto. Kenneth Branagh ha inventato una macchina del tempo. Questa è la premessa del film. Ergo, Tenet è spazzatura" spiega con parole provocatorie, "sono stato sveglio varie notti chiedendomi come mai la critica non l'abbia definito per quello che è. Un fiasco. Una farsa".

Davis tenta di argomentare perché sia importante riconoscere che si tratti di un film spazzatura, non potendosi permettere, da storyteller qual è, di firmare soltanto una litania da detrattore frustrato. "È perché somiglia a un film di James Bond? E tutti sono stati attratti da intrigo, location e scenografia?" azzarda in quanto estimatore dei film sull'agente segreto. L'associazione lo fa rabbrividire e allora rincara la dose, "Tenet è peggio del peggior film di 007 con Roger Moore, peggio di quello della tecnologia dell'invisibilità con Pierce Brosnan".
Il writing coach prosegue nel suo ragionamento chiamando in causa la cultura dei blockbuster cinematografici "che forse non può danneggiare gli uomini bianchi e mediocri che ha sostenuto anche troppo? Soprattutto quando i loro film hanno incassato più di cinque miliardi di dollari nel corso degli anni? E tutti quei soldi sono andati agli studios responsabili nei confronti dei loro azionisti?".

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Davis prosegue criticando la bidimensionalità dei personaggi di John David Washington, Michael Caine e Dimple Kapadia che interpreta Priya, nonché la scopiazzatura dalla serie The Night Manager a proposito delle dinamiche tra Kat e Sator. Arriva poi sulla qualità della scrittura, dicendo che abbiamo perso la capacità di riconoscere quella buona e cita l'ultimo Star Wars che "sarà stato sopravvalutato, ma almeno la scrittura per sostenerlo c'era".
E ancora, chiama in causa i britannici John Le Carrè e Sean Connery, di umile estrazione sociale, che hanno ognuno a loro modo umanizzato il nazionalismo britannico, mentre Christopher Nolan che ha studiato in un college da 50 mila sterline all'anno a nord di Londra, non sa creare la giusta atmosfera di una spy story.

Il pezzo si chiude con "qualunque cosa Nolan stia vendendo con Tenet, io non me la bevo. E non dovreste neache voi. Non dite che non vi avevo avvertito".
Ora, la questione è rivolta verso di voi che state leggendo: Matt Davis, la cui presentazione sul suo sito abbonda in auto-elogi, ha ragione o dovrebbe finire direttamente sulla pagina facebook di Io, prefessionista mitomane?

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