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Ted: tutto sull'animazione dell'orsetto e gli effetti visivi del film

Inguainato nella sua tutina Moven, Seth MacFarlane interpretava i dialoghi di Ted e le interazioni fisiche tra l'orso e i personaggi principali

Ted: tutto sull'animazione dell'orsetto e gli effetti visivi del film

Gli sforzi che i registi spesso affrontano al loro debutto sono complicati dalla presenza o dalla coordinazione dei movimenti di personaggi originati al computer o inseriti in post-produzione. Ma questo non è stato un problema per Seth MacFarlane che non era affatto scoraggiato dalla sfida. “Ho alle spalle 15 anni di esperienza nell’animazione ed ero abbastanza a mio agio”, dice. “Si, l’animazione 3D CG è molto diversa da quella in 2D a cui ero abituato, per cui ho dovuto aggiornare le mie conoscenze, ma è stato piacevole constatare quanto il mio cervello fosse duttile e rapido nell’apprendimento”. Avevo una squadra formidabilmente innovativa che ha continuato a perseguire la perfezione anche in post-produzione”, continua. “Abbiamo chiesto loro di realizzare qualcosa di ancora inesplorato nelle commedie. Dimenticando tutto ciò che avevano visto nell’animazione Pixar o DreamWorks, e facendo in modo che questo personaggio si muovesse con gesti umani, così come chiunque altro, e non nello stile da cartone animato”.

Inguainato nella sua tutina Moven, MacFarlane interpretava i dialoghi di Ted e le interazioni fisiche tra l’orso e i personaggi principali. “Ma ci sono anche casi in cui i gesti non sono stati interpretati da me”, dice il regista. “perché quando c’è molta azione è poco pratico realizzare la scena con la motion-capture, ma va animata in post-produzione. Visto che molta della gestualità di Ted incorpora la motion-capture realizzata attraverso i miei gesti, la grande sfida per la squadra degli effetti visivi era far sembrare il tutto altrettanto realistico. Questo rappresenta sempre la maggiore difficoltà per gli animatori. Ho passato anni a cercare di far sembrare realistici i miei Griffin e quando si aggiunge il 3D, beh, la faccenda è completamente diversa. Ero molto sicuro dei loro talenti e della loro abilità nel realizzare il personaggio nel modo giusto, e tutti eravamo molto entusiasti”.

Il produttore Jason Clark descrive come l’orso è stato filmato e infine realizzato per il grande schermo: “Dal momento che Ted non si mostra nella sua completezza fin quando è terminato il lavoro di post-produzione, abbiamo dovuto creare una serie di ‘passaggi’ per girare ogni scena e registrare le informazioni che poi sarebbero servite in postproduzione. In primo luogo, abbiamo creato il ‘Passaggio Orso’, che consisteva nel posizionare un orso di peluche nelle posizioni che richiedeva il personaggio di Ted, per aiutare gli attori a trovare la giusta localizzazione di Ted nelle scene che giravano. Questo ha aiutato a capire cosa i loro personaggi vedevano e dove tenere lo sguardo”.
“Dopo di che, abbiamo registrato il ‘Passaggio dello Sguardo’, mettendo in scena uno strumento che desse dei riferimenti per lo sguardo degli attori (in pratica un bastoncino con attaccati due punti che rappresentavano gli occhi di Ted) in modo potessero guardare nella direzione giusta in cui Ted sarebbe stato posto in post-produzione”, continua il produttore. “In quel momento, Seth era fuori camera e trasmetteva attraverso la tuta Moven delle radiofrequenze, che passando attraverso dei micro sensori posti su di lui, riuscivano a dare le perfetta posizione su dove si sarebbe trovato Ted sul set, invece di utilizzare un gran numero di camere per filmare. Inoltre la sua voce è stata registrata tradizionalmente, attraverso i microfoni, nello stesso spazio e tempo in cui gli attori recitavano, per ottenere un risultato il più realistico e veritiero possibile”.

Clark descrive un terzo ‘passaggio’ sul set, filmato attraverso la Camera Civetta della Creative-Cartel. Dice: “È una nuova tecnologia che permette di scattare fotografie a 360° del set ed è inoltre capace di creare un riferimento digitale perfettamente integrato nel sistema di illuminazione scenica e nella geografia 3D degli spazi. L’abbiamo usata in ogni scena in cui compare l’orso. Si tratta di riprese del set senza attori di due minuti ciascuna, che hanno fornito una registrazione utilissima per le squadre degli animatori, che in seguito avrebbero dovuto creare l’orso e avere un’idea delle luci e ombre sulla scena. Questo passaggio ha permesso agli animatori di creare sempre la giusta illuminazione dell’orso sul set”.
Questo ha inoltre permesso a Ted una perfetta interazione ‘fisica’ sul set. Per esempio, se a MacFarlane serviva che l’orso fosse seduto sul divano, i cuscini risultavano schiacciati. Se aveva bisogno che l’orso corresse sul letto, gli animatori erano in grado di creare delle depressioni nel tessuto delle coperte, in linea con i movimenti dell’orso. Questo ambiente interattivo ha creato meno disgiunzione tra il personaggio animato in CG e il suo ruolo live-action.

Allo scenografo Stephen Lineweaver è stato inoltre affidato il compito di rinforzare il concetto secondo cui Ted è proprio come tutti gli altri personaggi presenti nel suo mondo. Egli sottolinea riguardo agli elementi scenografici: “Una cosa di cui eravamo estremamente consci era il fatto che dovevamo avere diversi livelli di Ted per riuscire a renderlo reale in ogni evento o situazione, e per essere in grado di apparire di diverse altezze in diversi punti dello spazio, d’accordo con la corretta prospettiva. Per far questo ho dovuto porre degli angoli e delle fessure speciali nella struttura dell’appartamento, in cui Ted poteva essere ‘incastrato’. Questo lo reputo uno degli aspetti più interessanti di questa esperienza, che mai avevo affrontato prima come scenografo”.
Naturalmente, anche gli attori scelti da MacFarlane hanno vissuto la condivisione dello schermo con un orso, non fisicamente presente sul set, come una sfida interessante e stimolante. Dice Mark Wahlberg di essersi dovuto allenare per settimane con uno stuntman per catturare le mosse giuste per la scena della lotta con Ted nel Motel: “C’è voluto un po’ di tempo per abituarsi, ma una volta entrato nel ritmo giusto, ho iniziato a sentirmi a mio agio a recitare di fronte ad un orso di peluche o semplicemente davanti al bastoncino con gli occhi. Certo che avere avuto sul set Seth che dava le battute è stato di enorme aiuto”.
“Si recita con il vuoto”, gli fa eco Mila Kunis. “Se si è fortunati, si recita insieme ad un orsacchiotto di pezza, ma quando nemmeno l’orso c’è più, allora davvero si recita contro l’aria”. “Si è soli con un set”, aggiunge Giovanni Ribisi. “Trovo ci sia molto fascino nel girare un film in modo quasi simile alle performance teatrali, in cui si deve usare una forte dose di immaginazione”.





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