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Tarzan nel disegno animato

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In occasione dell'uscita di Tarzan 3D, parliamo dei trascorsi dell'Uomo Scimmia in ambito cartoon


Piombato nel mondo della letteratura nel 1912 ad opera di Edgar Rice Burroughs, Tarzan, uomo allevato dalle scimmie innamorato della bella Jane, ha ormai una sua storia audiovisiva non solo nel cinema dal vero, ma anche nel cartoon.
L'ultimo Tarzan 3D, cartoon con performance capture prodotto in Germania e diretto da Reinhard Kloos, arriva dopo due incarnazioni animate dell'icona.



La prima non sarà di alto profilo, ma serve un canone d'intrattenimento popolare, semplice e immediato, cui facevano riferimento sia il "pulp" di Burroughs sia la casa che ha prodotto la serie tv in questione, la Filmation.
Tarzan, signore della giungla (Tarzan, Lord of the Jungle, 1976-1984) vede il nostro eroe, molto loquace, privo di capezzoli e persino retorico, librarsi tra le liane in compagnia della fida scimmietta N'Kima, affrontando nemici umani di tribù e culti locali, nonché ovviamente pericoli naturali; molte trame seguono spunti dei numerosi romanzi di Burroughs dedicati al personaggio, oltre una ventina. Il ciclo consta di 36 episodi per quattro stagioni, con un tratto semplice e un'animazione molto al risparmio oppure affidata al rotoscoping.



La Filmation, casa americana fondata nel 1962 e chiusa alla fine degli anni Ottanta, nacque per venire incontro alla richiesta di cartoon televisivi a basso budget, per poi collassare alla fine degli anni Ottanta, con il ricorso crescente alle animazioni realizzate in Corea, Cina e Giappone. Nella serie,Tarzan è doppiato da Robert Ridgely, che la ditta aveva posto nei panni di un altro personaggio di culto, rivisitato nello stesso periodo: Flash Gordon, in The New Adventures of Flash Gordon.


Del 1999 è il lungometraggio Tarzan della Walt Disney Feature Animation, animato a mano ma con un'elegante integrazione di CGI, diretto da Kevin Lima e Chris Buck. La vicenda rilegge molto liberamente il primo romanzo del ciclo, "Tarzan delle Scimmie", semplificandone la trama, tagliando personaggi e ispirandosi alla visione hollywoodiana del mito. La qualità dell'animazione di Glen Keane, matita dietro le movenze di un Tarzan che ammicca a Daniel Day-Lewis, è però notevole: la natura ibrida di uomo e animale è evidente nel suo modo di muoversi e comunicare. Se quindi il plot di Burroughs è in parte tradito, lo spirito ferino del protagonista non è mai stato reso tanto bene. Il film ha persino fruttato un Oscar a Phil Collins, autore delle varie canzoni che lo accompagnano.


Ha a che fare con Tarzan solo indirettamente un altro personaggio amato dei cartoon, il demenziale George della giungla (George of the Jungle, 1967), che basa il suo umorismo parodistico al 100% sul lavoro di Burroughs. E' ideato e prodotto da Jay Ward e Bill Scott: Ward è un nome importantissimo nella storia dei cartoon, in quanto autore di Crusader Rabbit nel 1948, la prima animazione seriale creata per il mezzo televisivo. George è come Tarzan, ma non ne azzecca una: oscillando tra le liane centra ogni albero, al risveglio cade sempre dal suo albero. Cretino totale, è sopportato dalla compagna Ursula e dalla scimmia Ape (appunto, "scimmia"). La serie è stata tirata a lucido e riconfezionata per la generazione di cartoon network nel 2007.

 

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