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TaorminaFilmFest: incontro con Rebecca Hall, l’attrice seriosa che sogna la commedia

La classe british sbarca in Sicilia per un Campus pomeridiano.


Ci sono attori… e attori. Ci sono le baby-celeberity, le facce da Disney Channel, gli enfant terrible che un giorno hanno incanalato la propria energia, spesso autodistruttiva, in una recitazione tutta istinto e cuore pulsante. Ancora, ci sono i figli di e i modelli di… e poi ci sono gli attori inglesi, quelli che hanno imparato il mestiere sulle tavole del palcoscenico e che sono passati per "Amleto", "Re Lear", qualche sunday show della BBC e magari una formazione universitaria.

La brava ragazza londinese Rebecca Hall, frutto dell’amore fra una cantante d’opera e di un signore che è stato molto importante per la Royal Shakespeare Company (Sir Peter Hall) fa parte di quest’ultima squadra e, come molti, dal West End è arrivata fino a Hollywood, facendosi strada perfino nel mondo dei cinecomic con Iron Man 3. Fumetti a parte, forse per le sue origini o forse per la sua aria seriosa e sempre concentrata, questa bella ragazza con le lentiggini ha finito per servire l’immaginazione e la visione di registi di indubbio talento: dal connazionale Christopher Nolan al magnifico Woody, da Ben Affleck a Joel Edgerton, dallo Spielberg de Il GGG al poco conosciuto Antonio Campos, che nel vero e sconvolgente Christine l’ha trasformata in Christine Chubbuck, la giornalista televisiva affetta da disturbo bipolare che nel 1974 si suicidò in diretta.

Di questo film per lei così doloroso, della sua carriera e della voglia di commedia, l’attrice ha parlato durante uno dei Campus del TaorminaFilmFest 2016.

Christine - Christine è stato un film difficilissimo per me:  ho dovuto immaginare perché la Chubbuck fosse così e ho cercato di capire cosa significhi essere una persona che sa di avere qualcosa di anormale, di essere vittima di continue paranoie. All’epoca il disturbo bipolare e la depressone non si curavano ancora con il litio, non c’erano diagnosi esatte, e quindi nessuno sarebbe stato in grado di capire la malattia mentale di Christine. Lei cercava sempre e in ogni modo di essere come tutti gli altri, ed è su questo suo immane sforzo che mi sono concentrata. Dal punto di vista emotivo è stato molto impegnativo. Quando impugni una pistola finta, sai benissimo che è finta, ma quando spari, il tuo corpo non percepisce la differenza e produce comunque adrenalina, quindi per me è stato traumatico filmare la scena del suicidio, ancora mi vengono i brividi a parlarne.

Personaggi scomodi - E’ come se mi fossi presa un impegno con un certo tipo di personaggi: donne complicate e spesso sgradevoli che spingono il pubblico a porsi domande scomode e a riflettere. A Hollywood, ma spesso anche in Europa, si ha difficoltà ad accettare che le donne possano non essere a posto, che esistano personaggi femminili spiacevoli.

L’Europa e Hollywood - Credo che ci siano profonde differenze fra la cinematografia americana e le cinematografie europee, e si tratta innanzitutto di una differenza culturale. La prima è mossa dalla necessità di fare profitti, di sostenere un’industria che è comunque imponente, quindi le scelte creative sono complesse. In Europa, invece, c’è la possibilità di fare buoni film guardando soltanto al proprio mercato interno, senza investire necessariamente in progetti che si riveleranno redditizi. In Europa è più facile trovare film con ruoli femminili di spessore che non negli Stati Uniti.

Una persona seria che cerca la commedia - Il mio accento inglese imbroglia le persone, che mi reputano una persona e un’attrice seria, o forse seriosa. Io invece vorrei fare una commedia, ma non una commedia qualsiasi: sarebbe perfettamente nelle mie corde una commedia intelligente, come quelle con Carole Lombard e Katharine Hepburn in cui le donne erano grintose, divertenti, parlavano velocemente, dicevano le cose come stavano, non avevano paura degli uomini. Di parti così, però, oggi se ne trovano ben poche.

Storie di famiglia - Ognuno ha una storia, mi interessano le storie familiari delle persone, di tutte le persone, quindi è vero che, non appena conosco qualcuno, gli chiedo di raccontarmi delle sue origini. Ogni persona ha una storia interessante, e io sono curiosa, mi piace conoscere la gente.

Woody Allen, Ben Affleck e Steven Spielberg - Ci sono tanti aneddoti su Woody, sulle sue eccentricità, se ne dicono di tutti i colori: che sul set non ti aiuta, che non ti fa leggere la sceneggiatura. Io lo trovo un uomo buffissimo, con me è stato un regista gentile, un uomo gradevole.  Ben è un regista attore, uno di quelli che alla fine di una scena chiedono consigli agli attori e alla troupe. E’ collaborativo ed empatico, e questa è la sua forza. Anche Joel Edgerton è così. Steven ha un animo buono, è un uomo gentile, comprende profondamente le persone ed è incredibilmente meticoloso.

Scegliere i ruoli - Non scelgo i ruoli in base a un unico criterio. Sicuramente mi piace cambiare e, di solito, mi piace andare da un opposto a un altro. Per esempio, ho accettato immediatamente di recitare nella commedia romantica Tumbledown dopo una formativa ma devastante esperienza in una serie tv in cui si parlava di sedia elettrica. A pensarci bene, una regola però c’è. Dico di sì ai film che trovo ben scritti. Una buona sceneggiatura per me è importantissima.

Il ruolo perfetto - Non esiste un ruolo che vorrei a tutti i costi interpretare. Forse l’unica parte per me irresistibile e assolutamente necessaria è quella a cui non potrei in nessun modo rinunciare, di qualsiasi cosa si tratti.

The Dinner (film dallo stesso romanzo che ha ispirato I nostri ragazzi, ndr) - Ho appena finito di girare The Dinner, un film di Oren Moverman in cui interpreto una specie di moglie di Richard Gere. Lui fa la parte di un politico e l’azione si svolge durante una cena. Ci sono anche Laura Linney e Steve Coogan e discutiamo di un fatto traumatico avvenuto prima della cena. Credo si tratti di un film coraggioso e originale, perché è interamente ambientato in un ristorante. C’è un'unica azione attraversata da qualche flashback.

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  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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