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TaorminaFilmFest: I Gatti di Vicolo Miracoli annunciano 2016 - Odissea nell’ospizio

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Calà, Smaila, Oppini e Salerno festeggiano la reunion del gruppo raccontando il loro nuovo film.

TaorminaFilmFest: I Gatti di Vicolo Miracoli annunciano 2016 - Odissea nell’ospizio

"Tanta gente, quanta gente c’è, tango, mambo, liscio, varieté". Riconoscete questi versi? Se siete nati negli anni ’70 probabilmente sì, sennò è molto probabile che vi sfuggano. Poco male, sveliamo l’oracolo. Sono parole di una spiritosa canzoncina dei Gatti di Vicolo Miracoli intitolata "Ciao". Che buffa che era, e che buffo che era il gruppo comico formato da Jerry Calà, Umberto Smaila, Franco Oppini e Nini Salerno (e non solo da loro). La buona notizia è che si è appena riformato e la reunion è stata festeggiata anche a Taormina, dove i magnifici quattro hanno dato prova di non aver perso smalto, energia e la voglia di ridere e di far ridere, ritrovando l’intesa di una volta nonostante una lunga separazione che ha visto alcuni prendere la strada del teatro, altri della televisione. Fra non molto li rivedremo al cinema, in una commedia che è stata l’argomento principale di uno spassoso Campus. Ecco i pezzo forti dell'incontro.

Il nuovo film (Jerry Calà) - In effetti noi non ci siamo mai lascati, la nostra frequentazione non si è mai interrotta, noi più che amici siamo parenti, con tutte le sfighe di essere parenti. Ora, io ultimamente ho fatto una stupidata, ho scritto un’autobiografia che ho chiamato, in modo originale, "Una vita da libidine", e mentre scrivevo, mi è venuta voglia di riunire il gruppo in un film. Il titolo è 2016 - Odissea nell’ospizio. Ho avuto la fortuna di trovare due giovani produttori. Ho chiamato i miei amici ed è venuto fuori un film che, che a parte il titolo parodistico, è molto vero. E’ la storia autobiografica di quattro vecchi attori che facevano parte di un gruppo simile a I ragazzi irresistibili. Si ritrovano in una casa di riposo dove accadranno un po’ di cose. I nostri personaggi non hanno l’età adatta per stare in un ospizio, ma ci si infilano comunque. Si tratta di una commedia divertente ma attaccata alla realtà. Nel cast ci sono anche Antonio Catania e Michela Quattrociocche.

Aggiunge Franco Oppini: Non è un film low-budget, è un film laugh-badget.

I Gatti cult (Umberto Smaila) - Bisogna ricordare che ancora oggi vanno in onda in tv i nostri film, Arrivano i gatti è stato replicato talmente tante volte che è diventato un cult, una pietra miliare nella storia della commedia, anche i film di Jerry vengono replicati in televisione, quindi siamo conosciuti. Noi abbiamo voglia di metterci alla prova per capire se facciamo ridere ancora, non solo fisicamente. Il copione che abbiamo in mano è molto molto divertente. Come ho già fatto in tante pellicole dei Gatti e di Jerry, ho scritto la colonna sonora e una canzone in stile grottesco che inizia così: "Non ci hanno dato lo spazio nemmeno da Fabio Fazio". I collezionisti hanno ancora i nostri reperti e ci chiedono di replicare alcune formule, ma non abbiamo fatto un revival. Nel brano prendiamo in giro il lessico legato a Facebook

Non vogliamo rifare Sapore di mare (Jerry Calà) - Noi non vogliamo rifare Sapore di mare, questo film l’ha scritto anche un ragazzo di 40 anni, noi non vogliamo fare un copia/incolla di quegli anni là, questo è un film attuale e con delle battute che magari non saranno divertenti ma non saranno nemmeno vecchie, non ci mettiamo là a dire: capittooooo?

La comicità ieri e oggi (Franco Oppini) - La comicità, quando fa ridere, non è mai datata. Oggi la comicità è diventata sporca, legata alla parolaccia. A noi piace una comicità pulita. Noi eravamo avanti di cinquant’anni, facendo il calcolo siamo ancora avanti di cinque.

Gatti coraggiosi (Umberto Smaila) - Noi abbiamo avuto molta difficoltà rispetto ad altri colleghi perché non ci siamo mai appoggiati a nessuna cadenza dialettale. E’ stato un lavoro doppio, il nostro linguaggio vagamente lombardo-veneto non è mai stato una stampella a cui aggrapparci.

Film freschi (Nini Salerno) - I nostri erano film freschi, adesso si fanno commedie in cui si cerca di recuperare personaggi e situazioni appartenenti al passato, ma non ci si riesce, e non si fa molto riedere. Oggi nasce un comico ogni 3 minuti: non è possibile.

Il segreto dei Gatti (Jerry Calà) - Il nostro segreto è che abbiamo cominciato a fare questo lavoro giovanissimi, invece di studiare abbiamo fatto l’università del cabaret al Derby Club, provavamo tutte le sere con Dario Fo, Jannacci, Cochi e Renato, è stata una bella scuola. Là abbiamo imparato a cantare, a ballucchiare, a recitare, a far ridere e a suonare. Così, quando il nostro corso storico è cambiato, ognuno ha trovato la sua strada.

Oppini dopo i Gatti (Franco Oppini) - Io dopo i Gatti sono tornato ai testi classici, al teatro, ho fatto Shakespeare, Goldoni, ci vuole coraggio, devi rinunciare al guadagno facile, quando la gente ti sorprende a fare qualcosa di classico, prima si stupisce e poi impara ad apprezzarti e a riconoscerti come attore a tutto tondo… no, a tutto tondo non vale molto per me, vale per Smaila.

Il cinema e i giovani (Nini Salerno) - Guardando i tabulati, si capisce che oggi i giovani non vanno al cinema. Il pubblico giovane ha moltissime alternative. Quindi il miraggio per chi fa i film è portare al cinema i giovani.

Comici di ieri e di oggi (Nini Salerno) - La domanda che vorrei fare a un comico di oggi è: tu fai le cose che fanno ridere te o che fanno ridere qualcun altro? Noi abbiamo sempre fatto cose che facevano ridere noi prima degli altri. Devi fare le cose che piacciono a te, perché così ti congratuli con e stesso e vai avanti, ti dai lo sprint.

Comici di ieri e di oggi (Jerry Calà) - La grande differenza fra i comici di oggi e quelli dei tempi nostri è che noi sperimentavamo tutte le sere sul pubblico. Se ci veniva in mente una battuta, la sera la provavamo sul pubblico e capivamo se potesse funzionare o meno. Il rapporto col pubblico ci indicava la strada. Oggi i comici nascono in tv, non fanno gavetta, fanno cose molto pilotate, con gli applausi finti.

Diventare vecchi (Nini Salerno) - George Bernard Shaw diceva: "L’uomo non smette di giocare perché invecchia, invecchia perché smette di giocare". Noi non abbiamo mai smesso di giocare. 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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