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Tanti auguri, Russell Crowe e... 100 di questi eroi!

Festeggiamo i cinquant'anni dell'attore con una galleria dei suoi personaggi più impavidi.


Neozelandese di nascita e australiano di adozione, Russell Ira Crowe, semplicemente noto come Russell Crowe, compie oggi 50 anni.
La prima volta che lo abbiamo incontrato doveva ancora vincere l'Oscar per Il Gladiatore ed era il terrore di ogni giornalista, perché se non apprezzava le domande che gli venivano fatte... erano guai.
Lo abbiamo rivisto a più riprese, e ogni volta lo abbiamo trovato più sereno, come pacificato con la vita, forse per il felice matrimonio con Danielle Spencer (ora, ahimè, naufragato) e per la paternità.
Se l'uomo Russell Crowe è cambiato, film dopo film il suo talento è rimasto immutato, anzi, a dire la verità è cresciuto.
Di ruoli ne ha interpretati davvero tanti questo attore dalla voce profonda e baritonale, ma se proprio dobbiamo riassumerli in una categoria, o trovare un fil rouge che li colleghi, possiamo dire che si tratta prevalentemente di eroi, di personaggi che combattono gloriosamente le proprie battaglie, spesso per il bene degli altri, altre volte per il proprio tornaconto.
Per festeggiare Mr. Crowe e l'uscita italiana di Noah (10 aprile) ne abbiamo scelti dieci. Ecco la nostra lista di impavidi.

 

Il reverendo Cort di Pronti a morire

Se Papa Francesco avesse saputo che fra i tanti ruoli interpretati da Russell Crowe c'è stato anche quello di un prete, forse avrebbe acconsentito ad incontrarlo da solo, in occasione della sua visita in Vaticano di qualche tempo fa, e non in gruppo.
Certo l'uomo di chiesa a cui facciamo riferimento è un ex pistolero fuorilegge che, oltre a leggere la "Bibbia", si lascia tranquillamente sedurre da Sharon Stone in una scena d'amore in cui non mancano nemmeno le manette.
Il film è Pronti a morire di Sam Raimi e per interpretare al meglio il reverendo Cort, Mr. Crowe impara a maneggiare perfettamente la pistola, non alla maniera di John Wayne e Gary Cooper, ma come uno dei tanti buoni, brutti e cattivi dei polverosi western di Sergio Leone.

 

Massimo Decimo Meridio de Il Gladiatore

"Al mio segnale scatenate l'inferno!".
Questa è solo una delle molte battute de Il Gladiatore che gli estimatori del film di Ridley Scott ricordano a memoria.
Quando Russell Crowe si avvicina al personaggio del condottiero romano che sfida il perfido Commodo, ha già alle spalle l'esperienza di Insider – Dietro la verità.
Per quanto diversi, i due personaggi hanno in comune una malinconia di fondo che si esprime soprattutto attraverso lo sguardo.
Sul set, però, l'attore è preda a tutt'altro stato d'animo. Arrabbiato per una serie di battute che non sente sue, dirà allo sceneggiatore William Nicholson: "Le tue battute sono immondizia, ma io sono l'attore più grande del mondo e posso far sembrare meravigliosa qualsiasi immondizia".

 

Terry Thorne di Rapimento e riscatto

Questo film, girato a pochi mesi di distanza da Il Gladiatore e dopo un tour in moto dell'Australia di quasi 7000 chilometri, viene ricordato più per la fugace love-story fra Russell Crowe e Meg Ryan che per il valore intrinseco dell'opera e la capacità interpretativa dei suoi protagonisti. Invece, la performance del nostro attore è indubbiamente solida.
Il personaggio che il regista Taylor Hackford gli affida è il "negoziatore" Terry Thorne, che deve patteggiare con i guerriglieri sudamericani che hanno rapito un ingegnere americano. Il ruolo richiede più azione che introspezione.

 

Il Capitano Jack Aubrey di Master & Commander

Per Russell Crowe il 2003 è un anno molto importante, sia per il matrimonio con Danielle Spencer che per l'esperienza nell'avventura acquatica targata Peter Weir Master & Commander.
La fonte di ispirazione del film, che è una storia di lealtà e amicizia sullo sfondo delle guerre napoleoniche, è la saga letteraria marinaresca di Patrick O'Brian.
A Crowe, che torna ad affiancare Paul Bettany dopo A Beautiful Mind, va la parte del Capitano Jack Aubrey, esperto di combattimento navale e astronomia, e appassionato di motti di spirito e di violino. Imparare a suonare questo strumento è il compito più arduo che tocca all'attore. "Altro che gettarsi da un elicottero o imparare la matematica" – commenterà.

 

James J. Braddock di Cinderella Man

Se questo personaggio non ha né l'aura né la ferocia di un valoroso condottiero, è al 100% un uomo impavido per come affronta la lotta contro la povertà che minaccia i suoi cari e per l'energia con cui si rialza dopo essere stato umiliato.
Cinderella Man è il soprannome che venne dato, ai tempi della Grande Depressione, a James J.Braddock, un promettente asso della boxe che, dopo aver smesso di tirare pugni in seguito a una serie di sconfitte, tornò sul ring per diventare campione mondiale dei pesi massimi.
Durante le riprese del film, Russell Crowe, che è appena diventato padre, si sente molto vicino a Braddock. In realtà il suo interesse al progetto si era già manifestato nel 1997, quando Harvey Weinstein gli aveva assicurato che avrebbe prodotto il film.

 

Ben Wade di Quel treno per Yuma

E' strano pensare che, nonostante James Mangold avesse immediatamente pensato a Russell Crowe per il ruolo del bandito Ben Wade, la prima scelta della produzione fosse stata Tom Cruise. Non esistono infatti due attori più diversi a Hollywood, per fisicità, metodo di recitazione e carattere. Senza l'autoironia e il sorriso sornione di Crowe, il fuorilegge dell'Arizona già impersonato da Glenn Ford nel '57 non avrebbe infatti quell'aplomb che ha portato a Wade le simpatie del pubblico.
Crowe contribuisce alla costruzione e a look del personaggio: sua è l'idea di una pistola con un crocifisso d'oro sul manico e di un cappello diverso da quelli dei comuni cowboy, un copricapo dalla falda corta che è stato subito riprodotto e lanciato sul mercato col nome di The Yuma Hat.

 

Il detective Ritchie Roberts di American Gangster

Il detective diventato avvocato Richie Roberts, protagonista di American Gangster insieme al boss dell'eroina Blue Magic Frank Lucas, forse non rientra a pieno nella categoria degli eroi buoni di Russell Crowe perché, nonostante il rifiuto sistematico di bustarelle e la denuncia di tanti colleghi corrotti, in fondo è una creatura ambigua, che alla fine non esita a difendere il narcotrafficante ottenendo per lui un'incredibile riduzione di pena.
Crowe nutre rispetto per questo personaggio che esiste realmente e che ha avuto un ruolo fondamentale nelle operazioni antidroga degli anni '70, ma per qualche strana ragione lo ha definito privo di glamour.

 

Robin Hood di Robin Hood

Già al suo debutto al Festival di Cannes, il Robin Hood con Russell Crowe non ha convinto proprio tutti ed è rimasta storica la furiosa litigata con un giornalista che sosteneva che nel film il celebre eroe popolare inglese parlasse con accento irlandese.
Intitolato inizialmente Nottingham, il film averebbe dovuto concentrarsi sulle gesta dello Sceriffo di Nottingham. A Russell Crowe, però, questa prima versione della storia sembrava una specie di CSI ambientato nelle foreste, e siccome i soldi erano in parte suoi, ha fatto in modo di liberare il personaggio da ogni possibile cliché, rendendolo un eroe democratico con una forte coscienza sociale.
Per rappresentarlo nella miglior maniera possibile, l'attore si è allenato duramente con il tiro con l'arco, arrivando a mirare e centrare un bersaglio da una distanza di 45 metri.

 

L'ispettore Javert di Les Misérables

La prima volta che Russell Crowe tenta di conquistare la scena musicale ha solo 16 anni: ha un look rockabilly e canta il brano "I Want To Be Like Marlon Brando". Poi arriva l'esperienza di frontman nella band 30 Odd Foot of Grunts, diventata in seguito The Ordinary Fear of God. Infine, a 12 anni di distanza dal primo concerto del gruppo, ecco il musical Les Misérables.
Nella versione per il cinema, Tom Hooper fa bene ad affidare all'attore la parte dell'ispettore di polizia Javert, perché grazie alla sua performance il personaggio, notoriamente odioso, acquista tridimensionalità, rivelando un'inquietudine di fondo che gli si addice perfettamente.
Il risultato è discreto e con le note alte le cose non vanno poi così male.

 

Jor-El de L'Uomo d'Acciaio

Di tutti i personaggi interpretati da Russell Crowe in quasi un quarto di secolo, il nostro preferito è Jor-El, il padre naturale di Superman ne L'Uomo d'Acciaio. Quest'uomo che rinuncia al proprio figlio in nome di un bene più grande, e cioè la salvezza del genere umano e del pianeta Terra, è infatti vicinissimo agli eroi dei poemi omerici e della mitologia greca.
Come loro, ha dalla sua parte un rispetto verso la famiglia, lo stato e le tradizioni che ci ricorda la "pietas" degli antichi romani.
Mr. Crowe è anche molto bello nel film, con quella sua armatura munita di mantello e una forma fisica perfetta. L'orgoglio dell'attore, però, non sono i chili persi ma l'action figure del suo personaggio, la prima della sua lunga carriera.


 

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  • Giornalista specializzata in interviste
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