Suonala ancora Sam: pianoforti e pianisti nella storia del cinema

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Suonala ancora Sam: pianoforti e pianisti nella storia del cinema

Il titolo originale de Il ricatto, il thriller di Eugenio Mira che ha chiuso la scorsa edizione del Torino Film Festival e che è in uscita nelle sale italiane, è Grand Piano: che in inglese sta per "pianoforte a coda".
Sì, perché racconta la storia di un pianista (Elijah Wood) che nel corso di un concerto viene preso di mira, letteralmente, da un cecchino che lo minaccia di morte nel caso sbagli una sola nota. Una storia che può essere presa anche come metafora dell'ossessione che lo strumento a 88 tasti può generare, e assieme del potere struggente e salvifico della sua musica.

Di pianisti e pianoforti, al cinema ne abbiamo visti tanti. E, proprio come avviene al personaggio di Elijah Wood, molti di questi musicisti vengono raccontati in un rapporto simbiotico e simbolico con la musica ed il loro strumento.
Così, mentre con il titolo che abbiamo scelto per questo articolo omaggiamo il celebre pianista del Rick's Bar di Casablanca, interpretato da Doodley Wilson, di seguito trovate il nostro elenco di 13 celebri film nei quali pianisti, pianoforti e musica la fanno da protagonisti.
 

 

 

Il pianista



Il film più premiato di Roman Polanski, vincitore di tre premi Oscar e della Palma d'oro al Festival di Cannes, che racconta della vera storia del pianista ebreo Władysław Szpilman, capace di sopravvivere alla fame e alla solitudine nella devastazione del Ghetto di Varsavia grazie alla sua passione per la musica e la forza che questa gli dà. Nella colonna sonora, Chopin la fa da padrone, ma c'è spazio anche per Beethoven e Bach.

 

Lezioni di piano



Palma d'oro cannense e tre Oscar anche per Lezioni di piano, opera quarta di Jane Campion, che dal quel momento divenne una regista acclamata internazionalmente. Un ruvido e sensuale dramma sentimentale tutto costruito intorno alle lezioni del titolo, in realtà occasioni di incontri clandestini, e su una serie di opposizioni binarie che ricordano quelle dei tasti bianchi e neri del pianoforte.

 

Rapsodia per un killer



Quella nel film della Campion non era la prima volta nella quale Harvey Keitel si trovava di fronte ad una tastiera per suonare: nel 1978 era infatti stato protagonista di questo film di James Tobak. Il suo ruolo era quello di Jimmy "Fingers" Angelelli, un gangster appassionato pianista che sogna di suonare alla Carnegie Hall nonostante il panico che provi quando di deve esibire di fronte a qualcuno. 

 

Cinque pezzi facili



Continuiamo andando ancora a ritroso nel tempo, per arrivare a parlare di un film che è un vero e proprio capolavoro. Diretto da Bob Rafelson nel 1970, vede uno straordinario Jack Nicholson nei panni di Bobby, figlio di una famiglia benestante di musicisti, pianista di talento lui stesso, che ha rifiutato le sue origini ma che si ritrova a dover tornare nella casa natale confrontandosi con i suoi tormenti, i suoi parenti e, ovviamente, la musica.

 

Tirate sul pianista



Altro salto all'indietro nel tempo, e dal 1970 arriviamo al 1960 nel quale François Truffaut diresse il suo secondo film basandosi su un romanzo noir dell'americano David Goodis. La storia è quella di un pianista di bistrot, Charlie Kohle, che si ritrova, suo malgrado, coinvolto in un regolamento di conti tra gangster. Ad interpretarlo un attore che è anche cantante e musicista: Charles Aznavour.

 

Tutti i battiti del mio cuore



Ci riavviciniamo al presente ma rimaniamo in Francia. Per parlare di un film di Jacques Audiard che ha punti di contatto con quello di Rafelson (il protagonista aveva abbandonato la musica e voltato le spalle al suo talento) e guarda caso è proprio il libero remake del film di Toback che abbiamo prima citato. Protagonista è Romain Duris e il film, oltre a numerosi premi César, vinse quello per la miglior colonna sonora (composta da Alexandre Desplat) al Festival di Berlino.

 

La pianista



Se molti dei protagonisti dei film di cui abbiamo parlato fino a questo momento sono stati tormentati o problematici, sono nulla in confronto alla Isabelle Huppert che interpreta il personaggio del titolo di questo film di Michael Haneke del 2001, basato su di un romanzo omonimo di Elfriede Jelinek. Quasi a suggerire che all'estasi della musica, la fatica e la disciplina volute dallo studio del pianoforte possano in qualche modo rappresentare un tormento che qui assume patologiche dinamiche sado-masochistiche.

 

La voltapagine

Di crudeltà e di perversioni ce ne sono anche in questo film diretto nel 2006 da Denis Dercourt, che parla ancora una volta di carriere frustrate e interrotte ma che attua una rivoluzione copernicana a suo modo geniale. Perché quello del voltapagine, o della voltapagine, è un mestiere davvero ai limiti dell'incredibile, vagamente comico anche quanto raccontato con i toni tesi del film di Dercourt.

 

Shine



Tornando ai pianisti, e ai pianisti tormentati, tocca necessariamente inserire in un elenco come questo il premiatissimo e sopravvalutatissimo film di Scott Hicks interpretato da un Geoffrey Rush che ha conquistato un Oscar interpretando il ruolo di David Helfgott. Che dubitiamo abbia mai avuto bisogno di un o una voltapagine, ma che finì in manicomio per colpa del padre e del famigerato Terzo concerto per pianoforte di Rachmaninov.

 

La leggenda del pianista sull'oceano



Non impazzisce, ma vive ossessivamente legato ai suoi pianoforti e alla sua nave il Novecento interpretato da Tim Roth nel celebre film che Peppuccio Tornatore ha tratto dal romanzo breve "Novecento" di Alessandro Baricco. Un film sull'amore e sull'ossessione per la musica e per lo strumento dagli 88 tasti bianchi e neri, nel quale il protagonista umilia in un duello alla tastiera anche il grande Ferdinand "Jelly Roll" Morton.

 

Tokyo Sonata

In questo dramma familiare diretto da uno specialista dell'horror nipponico come Kiyoshi Kurosawa, un ragazzino di nome Kenji frequenta un corso di pianoforte di nascosto dal padre, che non voleva farglielo frequentare perché è stato licenziato e vuole tenerlo nascosto alla famiglia. In questo film disperato, la forza della musica è quella della speranza, sottolineata nella perfetta esibizione di Kenji che esegue il celeberrimo movimento di Chopin "Al chiaro di luna"

 

Trentadue piccoli film su Glenn Gould



Infine, per chi volesse davvero trovare un film dove la musica del piano è intrinsecamente connessa alla struttura filmica, consigliamo questo premiato lavoro scritto da Don McKellar e François Girard, e diretto da quest'ultimo. Si tratta di una sorta di biopic di Glenn Gould, strutturato come suggerisce il titolo in 32 capitoli che sono veri e propri corti, 32 "variazioni" del racconto e della musica.
 



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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