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Soul, Pete Docter premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma: "Ho una crisi di mezza età?"

In diretta streaming, Pete Docter ha ritirato il premio alla carriera e ha parlato del nuovo Soul di casa Pixar, insieme al coregista Kemp Powers e alla producer Dana Murray.

Soul, Pete Docter premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma: "Ho una crisi di mezza età?"

Premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma, il regista Pete Docter ha accompagnato in una conferenza stampa il nuovo film Pixar, Soul, a Natale in streaming su Disney+: è il proverbiale “elefante nella stanza”, quindi è meglio affrontare la questione immediatamente. Si potrà vedere Soul in sala, prima o poi, in qualche maniera? Pete risponde: “Dipende dalla pandemia, vogliamo essere sicuri che le persone siano a loro agio mentre vedono il film, e ci piace pensare che su Disney+ il film sarà visto da moltissime persone. Naturalmente abbiamo lavorato per il grande schermo, può essere che più avanti ci sia una distribuzione cinematografica, rimanete sintonizzati”.

Soul, la Pixar fa film anche per bambini, non solo per bambini

Raccontando la storia di un aspirante musicista jazz che muore poco prima di avverare il suo sogno, cercando di tornare indietro dall’aldilà, Soul alza ancora più in alto l’ambizione della Pixar nei contenuti. Pete, in conferenza stampa col coregista Kemp Powers e la producer Dana Murray, affronta la risposta da un altro punto di vista: “I nostri non sono film per bambini, vediamo l’animazione come un mezzo espressivo diverso, però si tratta sempre di veicolare argomenti, anche profondi, tramite immagine e suono. Diciamo che vi forniamo qualcosa che si presenta come divertente, ma nasconde al suo interno temi complessi.” Powers gli fa eco: “Per me siamo innanzitutto narratori, la Pixar è per me un posto dove si possono creare storie che raccontino nel profondo l’esperienza umana. Rispettiamo i bambini assolutamente, sappiamo quanto possano essere sofisticati, ma non partiamo mai dai bambini quando concepiamo i film: li facciamo per noi stessi, poi li proponiamo al mondo, sperando che tutti vi trovino qualcosa di bello.”
Dana ricorda di essere stata stupita dalla proposta del film: “Le idee di Pete diventano sempre più ambiziose, già Inside Out era difficile!” (“Ti sembra difficile perché non sai cos’ho in serbo per il prossimo!”, la prende in giro Pete).

I due mondi di Soul, nuovo film Pixar

Sul look di Soul, diviso tra il mondo reale e il mondo etereo dell’aldilà, il concetto di contrasto per Docter guida non solo lo stile, ma anche il senso della vicenda: “Avere contrasti e opposizioni è fondamentale, per capirci un rosso contro rosso non ti direbbe nulla, hai bisogno di un rosso sullo sfondo blu. Il mondo etereo esiste perché c’è il mondo vero, duro, non vaporoso come l’altro. L’opposizione rispecchia ciò che siamo: corpo e anima, carne e essenza.” Interessante poi l’idea che il team grafico abbia dovuto creare l’aldilà puntando sull’astrattismo: “L’immaginario dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma sono al centro della civiltà occidentale, però noi creiamo per tutti.”

Alla ricerca del senso della vita secondo la Pixar in Soul

Nel film si parla della “scintilla”, di ciò che ti rende chiaro il senso della vita. Powers ricorda il momento in cui un insegnante gli disse alle medie che era bravo a raccontare storie. Dana identifica in tre pilastri le sue scintille: sci, pallavolo e maternità. Docter ricorda la folgorazione guardando un flipbook di Topolino, con i disegni in sequenza che si animavano scorrendo rapidamente le pagine: “Mi piaceva disegnare, ma non ero molto bravo. Capii che la mia scintilla era il movimento.”
Dato il premio alla carriera, il punto di vista di Pete va approfondito, anche perché è forse alla base proprio di Soul: “Mi sono innamorato dell’animazione a otto anni, ho iniziato a lavorare a quindici. Solo dopo Inside Out mi sono chiesto: ho davvero raggiunto un risultato che mi rende soddisfatto, completo? Non so se era una specie di crisi di mezza età! Ti dicono: trova la tua passione e inseguila perché è lì il senso della vita. Ma è sempre così? In alcuni casi no, la vita è più complessa. Perché vivere? Suona assurdo fare un film per famiglie su questo tema, però secondo me con l’animazione alla Pixar possiamo indagare questi temi profondi in modo ironico.”

Soul, la Pixar è nella ricerca del dettaglio

La ricerca del dettaglio alla Pixar accompagna l’ispirazione di fondo: Powers ci spiega che per tutto il cast di comprimari di Soul esistono storie e trascorsi, anche se non sono mai toccati nel film. Il cantante nella metropolitana ha una storia, quella del barbiere Dez è persino nei suoi tatuaggi: dice di essere entrato nelle forze armate, ci sono indizi anche sul muro della bottega, e si potrebbero non notare!
Ma perché alcune precise scelte? Perché per esempio l’esplorazione dei sensi per un’anima che non ha mai vissuto passa proprio per la pizza? Powers lo trova simbolico e molto adatto all’ambientazione: “La pizza era il primo cibo che ricordo di aver mangiato da piccolo a New York! E’ un cibo che travalica le razze: se non ti piace la pizza, non sei newyorkese!” Dana conclude: “E poi, non dobbiamo mica spiegare agli Italiani l’importanza della pizza?”

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