News Cinema

Sono andato all'anteprima di Star Wars 7, e sono sopravvissuto

210

Cronaca acritica della nostra partecipazione all'Evento cinematografico dell'anno.

Sono andato all'anteprima di Star Wars 7, e sono sopravvissuto

Da settimane, mesi, non si parlava altro che del nuovo Star Wars. Gli ultimi giorni, poi, sono stati quasi insostenibili: su Facebook - in maniera ancora più ossessiva rispetto all'abituale monotematicità che generalmente affligge i social, e che invece di aprire la mente e gli argomenti verso connessioni imprevedibili e ipertestuali, chiude tutti a belare delle stesse cose nello stesso recinto - l’unico vero Evento era l’anteprima per la stampa del film di J.J. Abrams, che si è tenuta ieri sera a Roma e a Milano.
L’appuntamento, nella Capitale, era fissato per le 19.30 ma, nemmeno si trattasse di un concerto di Jovanotti o degli U2, nella mail di convocazione era specificata insolita “apertura cancelli” prevista per le 18:30, un’ora prima, come a voler suggerire orde oceaniche pronte a sfondare le porte del Cinema The Space Moderno pur di fare l’ingresso in sala per prime e accaparrarsi i posti migliori.

Per non saper né leggere né scrivere, ho optato per un orario bipartisan, le 19, per constatare che, di folla, non ce n’era più del solito. Per ingannare l’attesa, allora, mi sono attardato sotto i portici di Piazza Esedra (Piazza della Repubblica, per i non romani), dove tra giornalisti, critici e imbucati vari ci si chiedeva “ma tu sei emozionato?” (“manco un po’. dovrei?”) e si discuteva della decisione di Le Monde di non recensire il film in polemica con embargo e restrizioni chieste dalla Disney, per le quali, nelle recensioni, non si dovrebbe parlare di elementi relativi alla trama o ai personaggi per “non spoilerare”.
Giustamente, in Francia ci si è chiesti che cosa mai si possa dire, allora, in un pezzo critico.

Recensioni a parte, le misure di sicurezza che circondavano, anche a Roma, la proiezione di EpisodioVII Risveglio della Forza avevano un che di leggermente ridicolo. Per entrare in sala, tre step di sbarramenti: il primo per evitare la ressa; il secondo per sigillare telefoni cellulari e altri ammennicoli elettronici e per farsi controllare col metal detector; il terzo per firmare il famigerato embargo e per ricevere in omaggio un industrialissimo mug con logo del film stampigliato sopra (vendo il mio al miglior offerente).

Mentre mando un messaggio alla babysitter prima di dover abbandonare il telefono, e accertarmi che le bambine a casa non fossero preda del Lato Oscuro, scorgo volti insoliti per la media delle proiezioni stampa romane, e capisco - ne avessi ulteriormente bisogno - che quello al quale sto per assistere è un fenomeno di costume, e di marketing, prima ancora che cinematografico. Evito per un pelo, letteralmente, di essere colpito dal pizzetto di Roberto D’Agostino, inanellato come un metallaro qualsiasi, e riesco a salutare e complimentarmi col bravissimo Gabriele Romagnoli, che consiglio a tutti voi di leggere più spesso che potete.

E così, deprivato dello smartphone cinese (sai che pirateria ne veniva fuori…) e armato di tazza e occhiali 3D (perché nessuno mi aveva avvisato fosse in 3D?), entro in sala, a pochi minuti dall'orario previsto per l’inizio della proiezione. Gente dietro di me discute per i posti, quando una tipa della Disney, chiaramente emozionata, interviene per presentare il film, ricordare l’embargo, il numero delle copie e via dicendo, inanellando una serie di curiosi sfrondoni linguistici che suscitano una qualche ilarità.

Poi, finalmente, con un’esiziale manciata di minuti di ritardo, parte il film, e all'apparire del logo Star Wars la sala si scioglie in un applauso liberatorio. Quando poi parte il tradizionale rullo di testo che apre tutti i film della saga, accompagnato dall'immortale tema di John Williams tutti trattengono il respiro. Io, però, quasi mi strozzo quando vedo che i puntini di sospensione che lo concludono sono quattro, e non tre come avrebbero dovuto. Qualcuno in casa Disney non ha fatto le migliori elementari del mondo.

E comunque, si parte. La sala è elettrica, ma non eccessivamente, e per fortuna nessuno si è presentato vestito da Chewbacca o da droide, quindi il fastidio per il tasso di nerdismo percepito non esplode come di fronte ai cosplayers. Devo ammettere che mi sarei aspettato maggiore interazione, da parte del pubblico, ma forse è erano tutti troppo avvinti della storia per lasciarsi andare. Qualche risata diffusa qui è lì, nei momenti in cui Abrams gioca con una linea comedy che non decolla mai veramente, e qualche applauso a scena aperta che arriva nei momenti più prevedibili: al comparire del Millenium Falcon; a quello di Han Solo e Chewbacca; più tiepido a quello di Leila Organa, non più principessa ma generale, e con una pettinatura diversa. Sarà per un motivo, sarà per un altro, l’unico che non è stato applaudito, complice forse il pathos del momento, è stato il povero Mark Hamill, che si confermerà pure Luke Skywalker, ma anche come l’interprete più sfigato della saga.

Durante il film, che scorre via piuttosto oliato, butto giù qualche appunto, che non saprò rileggere perché al buio non riesco a scrivere decentemente, e resisto alla tentazione di uscire a controllare il telefono, ossessionato dall'idea che la babysitter potesse essere un Sith travestito. Così mi agito sulla poltrona come d’abitudine, mi soprendo davanti a Max von Sydow, ridacchio in un paio di momenti, alzo gli occhi al cielo in altri, valuto la giovane Daisy Ridley e prevedo messianicamente alcuni snodi narrativi, come un vero cavaliere Jedi.

Quando partono i titoli di coda, scatto verso l’uscita, consapevole del fatto che non ci sono scene aggiuntive dopo i credits. Alcuni si erano già piazzati tatticamente vicino alle porte, che una volta aperte rivelano il posto di blocco dell’ufficio stampa, che vuole catturare le prime reazioni a caldissimo. Farfuglio qualcosa di confuso, prendo tempo: ma non c’era un embargo?
Una volta a casa, non trovo droidi stormtroopers, tutto è tranquillo. Sistemo le mie cose, metto via gli appunti illegibili, faccio il flaneur virtuale e scopro che i primi non-commenti sul post visione già fioccano. Mi addormento pensando ad altro, e mi sveglio scoprendo che è morto Licio Gelli. La tempistica mi inquieta appena un po’.
Io, invece, sono andato all'anteprima di Star Wars, e sono sopravvissuto.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming