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Sole a catinelle da record - Il successo di Zalone spiegato dalla A alla Z

Sole a catinelle si avvia verso nuovi record di incasso. Perché tutto questo successo per il comico pugliese? Proviamo a spiegarlo dalla A alla Z.


In sette giorni Sole a catinelle ha accumulato 23 milioni di euro, cifra raccolta al box office due anni fa da Che bella giornata dopo nove giorni di programmazione. Questo lascia presagire un nuovo record per il comico pugliese che sarà probabilmente in grado di battere se stesso anche alla conta finale. Perché tutto questo successo? Proviamo a cercarne i motivi dalla A di Amore alla Zeta di Zalone.

 

Amore. Ammirazione. Adorazione. Sono tutti i genuini sentimenti che il pubblico ha dimostrato nei confronti del comico. Considerata la quantità di gente che si è riversata nei cinema per vederlo non si può più parlare di “fenomeno del momento” o di uno che “fa simpatia”.

Bari è la città che gli ha dato i natali nel non troppo lontano 1977, per la precisione l’adiacente cittadina di Capurso. Una mente geniale come la sua poteva nascere ovunque, ma la Puglia non è seconda alla Toscana o alle altre regioni italiane per fertilità di umorismo e creatività.

Chiedo scusa al maestro Benigni. Questo ha detto dopo aver superato La vita è bella con gli incassi di Che bella giornata. È stato il miglior commento possibile per Zalone che senza ipocrisia alcuna si ritiene meno meritevole di successo rispetto al comico toscano e al suo film. Non male anche il resto della dichiarazione: “Quando a Hollywood si rincoglioniranno e mi daranno tre Oscar allora si potrà dire che l’ho superato”.

Dove ho sbagliato, canta Zalone in uno dei nuovi brani surreali di Sole a catinelle. Uscendo dal contesto, francamente, non ha sbagliato da nessuna parte. Ma se avesse sbagliato qualcosa, questo sarebbe un ulteriore lezione per capire che anche gli errori servono nella vita.

Estro potrebbe essere il suo secondo nome (che in realtà è Pasquale). Il dizionario DeAgostini fornisce i seguenti sinonimi: (poetico, creativo ecc.) ispirazione, vena; fantasia, creatività; inclinazione, propensione; (desiderio estemporaneo, capriccioso) stravaganza, bizzarria. Zalone è tutto questo.

Febbraio è il mese di quest’anno in cui è diventato padre della piccola Gaia. Diventare genitori è un’esperienza travolgente per la quale sono richieste tutte le risorse individuali disponibili, anche quelle creative. In Sole a Catinelle Checco interpreta un padre che si sente in debito nei confronti del figlio. Forse è un caso. Forse no.

Gemelli. “Spirito dinamico, attivo, intraprendente, è il segno della comunicazione. Per questo molti presentatori, scrittori, musicisti importanti sono del segno zodiacale dei Gemelli”. Lo dice il noto astrologo Paolo Fox. Ora sarà ancora più credibile di prima.

Hobby ne ha, ma la musica non è uno di quelli. “Scusa, tu fai il muratore come hobby la sera con gli amici?” dice in Cado dalle nubi spiegando allo zio che ha scelto la carriera di cantante. Anche nella vita reale per lui è stato così, non ha mai considerato la musica come un hobby. Infatti è sotto gli occhi di tutti la professionalità, la sensibilità e la bravura che possiede come musicista.

Imitare è una delle specialità per cui si è fatto amare da cabarettista. E anche in questo caso aggiunge non poca creatività reinterpretando in modo caricaturale personaggi noti, soprattutto musicisti, tra cui Allevi, Jovanotti, Ramazzotti e nientemeno che Carmen Consoli.

Juventus. La squadra bianconera è stata oggetto di ben due versioni di una canzone intitolata I juventini. Nel primo caso cantava ironicamente le sventure della Juve del 2006, l’anno successivo una seconda riscrittura ne elogiava la popolarità con il ritorno in Serie A.

Karaoke. Nonostante le sue canzoni facciano piegare in due la gente dalle risate solo se è lui ad eseguirle, c’è anche chi si cimenta nel replicarle. Ha un buon seguito di visualizzazioni su YouTube, per esempio, il suo brano Angela in versione karaoke.

Laurea in Giurisprudenza conseguita dopo la maturità scientifica. Che sia servita o meno a fare di Zalone quello che è oggi, meglio avere un comico laureato che un avvocato spiritoso (con tutto il rispetto per la categoria).

Maccheronaulico è il nuovo termine che si potrebbe coniare per descrivere un’altra delle sue virtù. L’italiano maccheronico che fa masticare ai suoi personaggi è così ulteriormente sgrammaticato e unico da avere un’aulicità tutta sua.

Nunziante Gennaro, regista. Non solo ha diretto i tre film di Checco, scrivendoli insieme a lui. Il successo cinematografico è anche merito suo.

Onnipotenza senza alcun delirio. Con questi record d’incasso Zalone può permettersi una libertà di manovra totale in campo artistico. Sembra riesca a mantenere saldi i piedi terra, una condizione fondamentale per rendere il proprio successo duraturo nel tempo.

Pseudonimo. Checco Zalone è un nome d’arte che strappa una risata in più a chi conosce il dialetto pugliese, perché suona come “che cozzalone” (significa tamarro, coatto). Il vero nome è Luca Medici.

Quiz. La formazione di Zalone ha gettato basi ovunque. Chi ricorda Canta e Vinci? Andato in onda tra il 2007 e il 2008 su Italia 1, era un quiz musicale condotto da Amadeus e da Checco.

Rossi Vasco. L’imitazione del 2009 a Zelig del cantautore modenese, anzi la caricatura messa in scena con poche parole, è una delle più riuscite e più richieste quando deve esibirsi di fronte ad un pubblico.

Siamo una squadra fortissimi è il titolo del brano scritto e cantato per l’Italia dei Mondiali 2006. Radio Deejay ne ha fatto un tormentone, la vittoria della Coppa del Mondo l’ha consacrato. Quello è stato solo l’inizio.

Telenorba è la TV pugliese che ha visto gli esordi di tanti comici, tra cui proprio il nostro eroe. Ed è qui che è avvenuto l’incontro con Gennaro Nunziante, futuro amico e prezioso co-autore/regista.

Umiltà. Questa è probabilmente il salvacondotto di Zalone verso l’apprezzamento popolare. Sappiamo che la notorietà solletica l’ego delle persone. Essere umili è un dono di natura che sembra davvero pochi abbiano. Politici, attori, cantanti, calciatori, giornalisti, imprenditori… ricordate tracce di umiltà in una di queste categorie?

Valsecchi Pietro, senza di lui non ci sarebbe stato un Checco cinematografico. Con la sua casa di produzione Taodue ha creduto in Zalone/Nunziante finanziando Cado dalle nubi prima e i successivi hit dopo. Ora lo immaginiamo nel suo deposito mentre di tuffa nella piscina di denaro sonante.

W le tette grosse “ma che bello far l'amore sulle tue montagne russe, W la sesta misura, vada bene a condizione che sia roba di natura, W le donne grasse, mi sta bene anche un po’ di cellulite sulle cosce, W le tette grosse, ci vorrebbe una legge per dedurle dalle tasse”. Questo è il ritornello di una delle sue canzoni. Non spiega veramente il successo di Zalone, ma spiega i suoi gusti.

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