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Si può fare - intervista a Claudio Bisio, Anita Caprioli e Giulio Manfredonia

Claudio Bisio e Anita Caprioli sono soltanto due degli interpreti di Si può fare, il terzo lungometraggio di Giulio Manfredonia presentato durante la penultima giornata del festival. Li abbiamo incontrati insieme al regista e al restante e numerosissimo cast, discutendo di prove, lavoro sul personaggio e film che narrano storie vere.

Si può fare - intervista a Claudio Bisio, Anita Caprioli e Giulio Manfredonia

Si può fare - intervista a Claudio Bisio, Anita Caprioli e Giulio Manfredonia

Dopo un’ottima palestra sui set di svariati film italiani, nel ‘98 Giulio Manfredonia ha esordito nella regia di un lungometraggio con la commedia Se fossi in te, seguita, tre anni più tardi, da E’ già ieri, remake dell’inimitabile Ricomincio da Capo, con Bill Murray. Adesso è la volta di Si può fare, che al Festival di Roma è fra i titoli della sezione Anteprima.

Il regista ama definire il film “una favola vera”, dove la realtà, quella delle cooperative di ex malati mentali dimessi dai manicomi per la legge Basaglia, si mescola alla fantasia, alla finzione. “Per la prima volta mi sono trovato a raccontare una storia vera e ho cercato di farlo con umiltà e rispetto” – ha detto Manfredonia. Il suo ritratto della coraggiosa avventura del sindacalista Nello, che nei fiorenti anni ’80 trasforma una comunità di malati di mente in provetti parquettisti, è anche un esempio di grande accuratezza. Il regista ha infatti sottoposto i suoi attori a un anno di prove e di ricerche. Con interpreti professionisti ha visitato e osservato attentamente la cooperativa Noncello di Pordenone (che è poi quella rappresentata nel film) e ha frequentato un centro di igiene mentale non lontano da Milano. “Il nostro è stato un lavoro meticoloso” – ha spiegato Andrea Gattinoni, che in Si può fare interpreta un autistico. “Per me, per esempio, è stato difficilissimo interpretare un uomo che non parla, anche frustrante a tratti. Ho studiato da vicino molti autistici e ho capito che dicono sempre di no, qualsiasi cosa tu chieda loro”. “Siccome Miriam, il mio personaggio, adora Julio Iglesias” – ha raccontato Daniela Piperno “Ho dovuto ascoltare a ripetizione tutte le sue canzoni. Adesso, ogni volta che mi capita di sentire un suo pezzo alla radio, mi viene in mente un manicomio”.

A interpretare l’appassionato e generoso Nello, uomo concreto, moderno e creativo, è Claudio Bisio. Nel film è il fidanzato di Sara, una bella ragazza che lavora nel campo della moda ha il volto si Anita Caprioli. A proposito del lavoro fatto sul personaggio, Bisio ha raccontato: “Conoscendo Giulio Manfredonia, sapevo che ci avrebbe fatto lavorare secondo il metodo Stanislavskij. Invece ha lavorato molto con i ragazzi che interpretano i matti, lasciando che io e Anita lavorassimo da soli. Mi è bastata una giornata sul set con gli altri attori, che in ogni momento si comportavano esattamente come i loro personaggi per farmi entrare in parte”. Anita Caprioli si è concentrata invece sulle contraddizioni di Sara, che da una parte deve fare i conti con il suo passato di sessantottina, e dall’altra, lavorando per uno stilista, si mescola continuamente a un mondo borghese. “Sara non interagisce con i malati di mente” – ha spiegato la Caprioli. “Lei rimane in disparte, si limita a stare vicina al suo compagno. Ho lavorato quindi molto con Claudio, sul rapporto che hanno i nostri personaggi, una coppia affiatata ma turbolenta”.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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