Se Dio vuole: Alessandro Gassmann e Marco Giallini, due carriere a confronto

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Se Dio vuole: Alessandro Gassmann e Marco Giallini, due carriere a confronto

E' attualmente nei cinema Se Dio vuole, la bella commedia scritta diretta da Edoardo Falcone.
Alla base della storia del film c'è lo scontro/incontro tra due personalità decisamente agli antipodi: da una parte c'è Don Pietro, un giovane prete "sui generis" con un grande ascendente sui suoi fedeli, dall'altra Tommaso, stimato cardiochirurgo, apparentemente dal cuore di pietra ma soprattutto ateo convinto.
A interpetarli sono rispettivamente Alessandro Gassmann e Marco Giallini.
Entrambi nati nel 1965, hanno avuto percorsi piuttosto divresi. Uno è figlio d'arte, nato e cresciuto nel mondo del cinema e del teatro di cui è diventato uno tra i più apprezzati protagonisti, l'altro è uno dei più popolari e richiesti attori italiani del momento, giunto al grande successo relativamente tardi.

Ripercorriamo insieme le loro carriere:

Alessandro Gassmann:




Alessandro Gassmann (il cognome ufficiale, all'anagrafe, è ora questo per volontà dello stesso attore) nasce a Roma il 24 febbraio del 1965 dall’unione di Vittorio Gassman con l’attrice francese Juliette Manyel. Terzo dei quattro figli dell’attore, sente fin da bambino il richiamo del palcoscenico e da ragazzo studia recitazione presso la Bottega Teatrale di Firenze.
Nel 1982 esordisce al cinema in un film intitolato Di padre in figlio e scritto, diretto e interpretato dal padre. Nell’84 dimostra notevole bravura nella pièce di Pier Paolo Pasolini “Affabulazione” – con cui vince un Biglietto d’Oro – e nell’85 torna davanti alla macchina da presa ne I soliti ignoti vent’anni dopo. Nell’86 è la volta de La monaca di Monza, nel quale ottiene la parte del conte Giampaolo Osio, l’amante della protagonista.
Negli stessi anni l’attore si fa le ossa in televisione, partecipando più o meno sporadicamente a serie, miniserie e film.
Nel 1992 si lascia dirigere da Pino Quartullo in Quando eravamo repressi, adattamento di una commedia teatrale incentrata su uno scambio di coppie. Toni simili caratterizzano anche Ostinato destino (1992), film in cui Alessandro si trova a dividere la scena con Monica Bellucci.
L’anno successivo l’attore lavora con Bigas Luna, che in Uova d’oro gli dà l’opportunità di conoscere Javier Bardem e soprattutto Maria de Medeiros, incontrata nuovamente nel 2009 sul set de Il compleanno.
Con la sola eccezione di Un mese al lago (1995), negli anni immediatamente seguenti A. Gassmann sembra specializzarsi in commedie di non eccessivo spessore. In molte di queste recita insieme all’amico Gianmarco Tognazzi, con cui condividerà anche l’esperienza di doppiatore per La strada per El Dorado (2000). Fra i registi che lo chiamano, ci sono Giancarlo Scarchilli, Giulio Base e Angelo Longoni, che lo dirigerà in Uomini senza donne (1996) e Facciamo fiesta (1997).
Nello stesso periodo l’attore conosce l’uomo che darà una svolta al suo destino cinematografico. Parliamo di Ferzan Ozpetek, che lo vuole protagonista de Il bagno turco (1997). Il film piace e per la prima volta Alessandro viene apprezzato dalla critica e dal pubblico più intellettuale.
Il decennio si chiude con la commedia di Alessandro Benvenuti I miei più cari amici (1998) e con La bomba (1999) di Giulio Base, ultima performance cinematografica di Vittorio Gassman.
Per quanto riguarda il lavoro in televisione, è da segnalare La famiglia Ricordi (1995), una miniserie di Mauro Bolognini che regala ad Alessandro Gassmann il personaggio del compositore Gaetano Donizzetti.
Anche se per l’attore il nuovo millennio si apre all’insegna di un altro film molto leggero – Teste di cocco (2000), sempre con Gianmarco Tognazzi – la sua filmografia diventa decisamente più variegata. Nel 2002 A. Gassmann sperimenta il film di cronaca impersonando il faccendiere Francesco Pazienza ne I banchieri di Dio, mentre nel 2005 si lancia in scatenate sequenze d’azione in Transporter: Extreme, nel quale ha la fortuna di imparare molto dalla star Jason Statham. Arrivano poi il film corale Non prendere impegni stasera (2006) e Caos calmo (2008). Tratto dall’omonimo libro di Sandro Veronesi, quest’ultimo porta grande soddisfazione ad Alessandro, che grazie alla sua interpretazione di Carlo Paladini vince il David di Donatello e il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista.
Il film di Antonello Grimaldi apre per Alessandro Gassmann una fase nuova: molti registi lo reclamano e lui non ha che l’imbarazzo della scelta. Così, se, sempre nel 2008, recita solamente ne Il seme della discordia, nel 2009 escono tre film che lo vedono fra i protagonisti. Ne ricordiamo due: Ex di Fausto Brizzi e il cinepanettone Natale a Beverly Hills.
L’anno dopo, l’attore annovera nel suo curriculum l’originale Basilicata coast to coast, primo film da regista di Rocco Papaleo, che gli affida la parte del percussionista Rocco Santamaria. Quasi contemporaneamente A. Gassmann duetta con Luca Argentero ne La donna della mia vita (2010), per poi affiancare Vincenzo Salemme in Baciato dalla fortuna (2011) e Anna Foglietta in Ex – Amici come prima (2011). L’anno successivo, Alessandro si sente pronto per debuttare nella regia. Il suo primo film dietro alla macchina da presa – che esce nel 2013 – è Razzabastarda, versione teatrale dello spettacolo (da lui stesso diretto e interpretato) “Roman e il suo cucciolo”.
Nel 2012 Alessandro Gassmann è nel cast di Viva l’Italia!, mentre nel 2014 figura tra gli interpreti principali di Tutta colpa di Freud e de I nostri ragazzi. Nel primo è un architetto che tradisce la moglie con una diciottenne, nel secondo dà grande spessore al personaggio di un avvocato apparentemente superficiale e molto rampante.
Nel 2015, infine, l’attore è lo sbruffone Paolo Pontecorvo de Il nome del figlio e il sacerdote Don Pietro di Se Dio vuole.
Fra le altre esperienze di Alessandro, rammentiamo i film tv di Giambattista Avellino Un Natale per due (2011) e Un Natale con i fiocchi (2012), e la miniserie di Riccardo Milani Una grande famiglia (2012-2013).

Marco Giallini:



Romano doc, grande appassionato di moto da quando ha 13 anni e di musica (nel 1981 fonda il gruppo rock "I Monitors"), Marco Giallini entra nel mondo della recitazione a 22 anni. Nel 1985 si iscrive alla Scuola di Arte Drammatica di Roma "La Scaletta". Collabora con numerosi registi teatrali di spessore quali Arnoldo Foà, Ennio Coltorti e Angelo Orlando. Quest'ultimo lo scrittura per una piccola parte in L'anno prossimo vado a letto alle dieci (1995) che segna per l'attore l'esordio cinematografico. Arrivano in seguito ingaggi per ruoli più o meno importanti in numerosi film, tra cui L'odore della notte (1998), L'ultimo capodanno (1998) in cui è il marito di Monica Bellucci, Almost Blue (2000), Faccia di Picasso (2000) e Il fuggiasco (2002).

Lo mette particolarmente in luce l'interpretazione dell'adultero marito in Emma sono io (2002) di Francesco Falaschi, accanto a Cecilia Dazzi e Pierfrancesco Favino. Significativa per la sua carriera è la stima di Sergio Castellitto che gli offre una parte nel cast del suo film pluripremiato Non ti muovere (2004) e in seguito ne La bellezza del somaro (2010). Intanto anche Paolo Sorrentino lo scrittura in un piccolo ruolo ne L'amico di famiglia (2006) che va in concorso al Festival di Cannes. A questo punto Marco Giallini si dirotta per qualche tempo sul piccolo schermo. Nel 2008 è il 'Terribile' nella serie "Romanzo criminale" che gli dà grande notorietà, mentre l’anno dopo è il Vicequestore Andrea Lopez nella serie "La Nuova Squadra Spaccanapoli".

Nel 2009 inaugura la collaborazione con Carlo Verdone partecipando al suo film Io, loro e Lara che gli vale una candidatura come miglior attore non protagonista al David di Donatello e ai Nastri d'Argento 2010. È uno dei celerini di ACAB - All Cops Are Bastards (2011) di Stefano Sollima, in cui recita nuovamente accanto a Pierfrancesco Favino. Con quest'ultimo condivide anche il set di Posti in piedi in paradiso (2012), di e con Carlo Verdone. Con questi due titoli conquista la doppietta di candidature ai David di Donatello, come attore protagonista e non. Continua a lavorare sul versante della commedia dimostrando sempre di più di essere un attore brillante ricco di sfumature. È nel cast di Buongiorno papà (2013), Tutti contro tutti (2013), Tutta colpa di Freud (2014), Ogni maledetto Natale (2014) e Confusi e felici (2014). Nel 2015 è coprotagonista con Alessandro Gassmann di Se Dio vuole di Edoardo Falcone, una riuscita commedia in cui Giallini interpreta un freddo cardiochirurgo che si scontra con la filosofia di un prete sopra le righe.






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