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Scusate se esisto, Paola Cortellesi avvocatessa e cervello di ritorno

Un’avvocatessa torna in Italia dopo essersi fatta valere all’estero nella commedia Scusate se esisto in cui Paola Cortellesi si confronta con la difficoltà per una donna professionista di far carriera.

Scusate se esisto, Paola Cortellesi avvocatessa e cervello di ritorno

Cervelli in fuga, quanto se n’è parlato e se ne parla ancora. Una delle piaghe del nostro paese ragionando sul suo sviluppo futuro, almeno per molti, che lamentano come giovani validi vengono preparati nelle nostre università, a costo non indifferente, per poi emigrare all’estero per trovare una soddisfazione professionale all’altezza del loro valore e della loro preparazione. Anche se è pur sempre una commedia, questo tema viene affrontato anche in Scusate se esisto!, diretto nel 2014 da Riccardo Milani.

Scusate se rientro in Italia dopo essere emigrata

Non solo i cervelli in fuga, ma anche la difficoltà ancora maggiore di farsi valere come donna nel mondo del lavoro del nostro paese. Paola Cortellesi infatti nel film è un’architetta italiana, Serena Bruno, originaria dell’Abruzzo, che abbandona una brillante carriera a Londra decidendo di tornare in Italia, a Roma. Presto si scontrerà contro la difficoltà erculea di trovare un posto di lavoro che sia all’altezza della sua competenza e della sua esperienza, al punto di decidere di spacciarsi per un uomo. Il suo interesse professionale la porta verso un progetto di riqualificazione del quartiere romano di Corviale, detto il Serpentone, nato come esemplare progetto di edilizia popolare negli anni ’70, ma diventato da tempo esempio di degrado.

Ma finora non abbiamo citato nessun protagonista maschile, che si palesa nei panni di Francesco (Raoul Bova), che Serena conosce a Roma e con cui diventa molto amico, molto. Commedia degli equivoci, girandola dei sessi con un evidente riferimento alle assurde diseguaglianze nel mondo del lavoro, Scusate se esisto parte dal bisogno, secondo il regista Riccardo Milani, di “non dire tutta la verità, abitudine sempre più diffusa di nascondere alcuni aspetti della propria vita, fingendo per alcune ragioni o motivi professionali di essere qualcun altro”.

Tre anni dopo Nessuno mi può giudicare, commedia di successo di Massimiliano Bruno, la Cortellesi e Bova tornano a fare coppia sul grande schermo. Il personaggio di Serena è ispirato a quello dell’architetta Guendalina Salimei e del suo progetto per la riqualificazione di Corviale. Il film ha incassato in totale 5,5 milioni di euro, ottenendo una nomination ai David di Donatello per Paola Cortellesi come miglior attrice protagonista, candidatura bissata ai Nastri insieme a quella per il produttore a Fulvio e Federica Lucisano per IIF.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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