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Saoirse Ronan: la buona scoperta di Joe Wright

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Se davvero non riusciremo mai a capire la venerazione che il regista inglese ha per Keira Knightley, gli dobbiamo però perlomeno riconoscere il merito della scoperta e del lancio di un altro giovane e assai miglior talento.

Saoirse Ronan: la buona scoperta di Joe Wright

Se davvero non riusciremo mai a capire i motivi e le origini della venerazione che Joe Wright ha per Keira Knightley, al regista inglese dobbiamo però perlomeno riconoscere il merito della scoperta e del lancio di un altro giovane e assai migliore talento.
Aveva solo 12 anni, Saoirse Ronan, quando Wright l’ha scelta per interpretare il ruolo della giovane Briony Tallis in Espiazione, l’adattamento cinematografico del romanzo di Ian McEwan. E, così giovane, l'attrice si portò a casa con una grazia capace di nascondere ogni sforzo una nomination all’Oscar e una ai Golden Globe come miglior attrice non protagonista. Oltre che il plauso e l’ammirazione di praticamente tutta la critica e il pubblico mondiali.



Chissà quanto si saran mangiati le mani i responsabili del casting della serie di Harry Potter, che non la vollero per il ruolo di Luna Lovegood poi andato a Evanna Lynch. Ma, dopo il successo di Espiazione, la Ronan non ha poi dovuto fare una gran fatica, per ottenere ruoli di rilievo.
È stata la figlia di Catherine Zeta-Jones in Houdini – L’ultimo mago, la protagonista assoluta del film per ragazzi Ember – Il mistero della città della luce ed è poi volata sul set di Peter Jackson che le ha affidato una parte ambitissima: quella di Suzie Salmon nell’adattamento di “Amabili resti”, il romanzo di Alice Sebold stravenduto e acclamato in tutto il mondo.



Dopo aver recitato anche per Peter Weir in The Long Way Back, è stato però nuovamente Joe Wright a regalarle quello che, finora, è di gran lunga il miglior ruolo della sua carriera: quello di protagonista in Hanna, nel ruolo di una ragazzina cresciuta dal padre nel massimo isolamento e addestrata ad essere una perfetta macchina da guerra. Una ragazzina che, ritrovatasi sola, deve mettere in pratica quanto sa e al tempo stesso confrontarsi col mondo e con le contraddizioni della sua età.



Perfetta nel rendere il mix di fragilità e forza, di stupore e determinazione richiesti dalla parte, Saoirse Ronan tiene testa nel film perfino ad una grande come Cate Blanchett.
Ora stiamo per vederla al cinema nel thriller fantascientifico di Andrew Niccol The Host, ma sono i ruoli a venire quelli che ci interessano di più: quello della giovane vampira compagna di Gemma Arterton nel Byzantium di Neil Jordan e quello della killer Daisy in Violet & Daisy di Geoffrey S. Fletcher.

Ma, ancor di più, aspettiamo di vederla in quelli che le hanno riservato da un lato l’esordiente Ryan Gosling nel suo primo film da regista, How to Catch a Monster, e dall'altro l’elegante, sensibile e strampalato Wes Anderson nel suo nuovo e già spasmodicamente atteso film, The Grand Budapest Hotel.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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