Samuel L. Jackson sceglie i cinque ruoli preferiti di Samuel L. Jackson

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Samuel L. Jackson sceglie i cinque ruoli preferiti di Samuel L. Jackson

Lo abbiamo visto in ogni genere di ruolo e con le acconciature più bizzarre, lui che capelli non ne ha. E anche se ha da poco compiuto 70 anni, non sembra invecchiato. Secondo noi, uno come Samuel L. Jackson, noto come il King of Cool, se non esistesse andrebbe inventato. È stato interprete di innumerevoli film (di cui nemmeno lui tiene più il conto), in ruoli importanti e iconici che è superfluo citare, ma anche in una marea di cavolate, dove ha sempre arricchito con la sua sola presenza anche la storia più insulta. Chi scrive ha avuto la fortuna di intervistarlo un'unica volta nel 2003 per S.W.A.T, un film certo non memorabile, e ricorda benissimo la strana sensazione di soggezione mista ad ammirazione che la sua figura alta ed elegante ispirava, ma anche che fu una delle delle interviste migliori che le sia mai capitato di fare in tanti anni di questo mestiere. Perché Samuel L. Jackson, oltre ad essere un attore coi fiocchi, è anche un uomo "no-nonsense", schietto, disponibile e simpaticissimo. Maria Letizia Maiavacca lo ha incontrato pochi giorni fa a Londra durante la promozione di Glass, e anche solo leggendo la trascrizione di questa intervista capirete cosa intendiamo.

Comunque sia, ospite dello show di Jimmy Fallon, il nostro Samuel (che mesi fa, seduto su una panchina a Portofino, moltissimi italiani - abboccando a una burla - scambiarono per un emigrante di lusso: poveri noi!), ha giudicato se stesso, scegliendo i cinque ruoli in cui si è piaciuto di più. A dire il vero un po' ha imbrogliato, mettendo tutti a pari merito al quarto posto i film di Tarantino, Jackie Brown, Django Unchained e, ovviamente, Pulp Fiction. A questo proposito ha rivelato che molti fan lo avvicinano chiedendogli, come nel film, "E sai come chiamano un quarto di libbra con formaggio a Parigi?" e che lui risponde di no. Quando trova persone che conoscono il film a memoria e gli rispondono a tono, ha detto, gli è successo anche di fare con loro l'intera scena!

Al terzo posto, Mace Windu nei prequel lucasiani di Star Wars: "andiamo, è un Jedi! Non puoi fare di meglio!". Saltando a pié pari il numero 2, Jackson rivela il suo ruolo preferito di sempre, ed è piuttosto sorprendente. Invece di scegliere uno dei film di Spike Lee, che l'ha praticamente lanciato (ad esempio il suo straordinario ruolo del tossicodipendente Gator Purify in Jungle Fever, per cui a Cannes si inventano un premio apposta per lui), sceglie quello interpretato nel 1996 in Spy di Renny Harlin con Geena Davis, un action che si è divertito tantissimo a fare e che durante le proiezioni di prova ebbe risposte entusiastiche da parte di un pubblico molto coinvolto, assai più di quando uscì nelle sale. "In quel film morivo davvero. Quindi nelle proiezioni di prova, visto che mi hanno ucciso, io sono in macchina che sto morendo ed è una scena molto triste. E il pubblico scrive "Oh, cavolo, no!".

Qui sotto c'è il video integrale dell'intervista: siete d'accordo con le sue scelte? Noi abbiamo i nostri preferiti e crediamo che ognuno abbia i suoi, visto che in una carriera che va ormai per i 200 titoli c'è soltanto l'imbarazzo della scelta.

Ricordiamo ancora che Samuel L. Jackson è al cinema, da oggi, in Glass di M. Night Shyamalan, dove riprende il suo ruolo di Elijah Price, l'uomo di vetro.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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