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Roma 2008 - la recensione del film francese Louise-Michel

Vera sorpresa del Festival di Roma, prodotto da Kassovitz e diretto a quattro mani da Gustave de Kervern e Benoît Delépine, Louise-Michel è un film totalmente folle, storto, ironicamente ma orgogliosamente anarco-inurrezionalista. Da tutti i punti di vista.

Roma 2008 -  la recensione del film francese Louise-Michel

Louise-Michel - la recensione del film presentato al Festival di Roma 2008

Una fabbrica della Piccardia, Francia settentrionale, chiude senza preavviso dalla sera alla mattina lasciando disoccupate le sue lavoratrici.
Una di loro, la bizzarra Louise (che scopriremo essere stata un uomo di nome Jean-Pierre) propone alle altre di utilizzare le loro ridicole liquidazioni per assoldare un killer che faccia fuori il padrone. Proposta accetata con entusiasmo. Louise assolda quindi l’altrettanto bizzarro Michel (che scopriremo essere stata una donna di none Cathy), il quale però, non avendo il coraggio di fare il lavoro sporco il prima persona, si rivolge alla cugina malata terminale. Ma sembra sempre che ci sia un padrone sopra il padrone, e Louise e Michel partono quindi per un viaggio che li porta prima a Bruxelles e poi nel paradiso fiscale di Jersey, per eliminare i responsabili della chiusura della fabbrica. Un viaggio che li farà – a modo loro – innamorare.

Vera sorpresa del Festival di Roma, prodotto da Kassovitz e diretto a quattro mani da Gustave de Kervern e Benoît Delépine, Louise-Michel è un film totalmente folle, storto, ironicamente ma orgogliosamente anarco-inurrezionalista. Da tutti i punti di vista. Scorrettezze politiche e tecnico-cinematografiche, surrealismi (come un folle prologo slegato da tutto con una tragicomica cremazione sulle note dell’Internazionale, ma non solo), comicità slapstick, oblique tenerezze, umanissimi personaggi quasi da freak show, raccordi e situazioni tutte nel nome del nonsense più spinto: de Kervern e Delépine esasperano il racconto, ma senza sforzo, riuscendo a dare una notevole impressione di freschezza e semplicità.
Louise-Michel è un atto d’accusa contro un capitalismo che arriva persino a incidere sulle scelte d’identità sessuale, ma anche e più semplicemente una libera ed eversiva incursione in un panorama cinematografico sempre più standardizzato e omologato, che mostra quanto sia facile, in fondo, osare. E riuscire. Il titolo del film e i nomi dei personaggi non sono casuali: Louise Michel è stata un’anarchica francese dell’Ottocento. E non affatto casuale è la presenza in colonna sonora di due brani di quel folle e geniale musicista di Daniel Johnston.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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