Roland Joffé dirige The Legitimate Wiseguy, sul vero mobster interpretato da Joe Pesci in Casinò di Scorsese

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Roland Joffé dirige The Legitimate Wiseguy, sul vero mobster interpretato da Joe Pesci in Casinò di Scorsese

Deadline pubblica un interessante e lungo articolo sul nuovo film del regista inglese Roland Joffé, candidato all'Oscar nel 1984 per Urla del silenzio e due anni dopo per Mission, la cui ultima regia, The Lovers, risale al 2013. Joffé porterà sullo schermo, nel film The Legitimate Wiseguy, la vita privata di uno dei più spietati sicari di mafia esistiti, Anthony Spilotro, conosciuto come "Tony la formica" Spilotro. Un nome che non dirà niente ai più ma che è stato raccontato nel libro di Nicholas Pileggi portato sullo schermo da Martin Scorsese in Casinò e che era interpretato dall'irascibile piccoletto Joe Pesci.

Il progetto è ancora più interessante perché a scrivere il film, assieme a James McGrath, sarà Nicholas Celozzi, pronipote del famigerato boss Sam Giancana, che considerava il defunto Spilotro come il suo secondo padre. Sarà una storia di mafia americana vista dall'interno, insomma, quella raccontata in questo biopic criminale. Celozzi e suo padre saranno anche due dei personaggi principali del film, i cui protagonisti verranno presto annunciati. Le riprese si svolgeranno a Las Vegas, dove il mobster conobbe l'apice della sua fortuna, e a Los Angeles. Nicholas Celozzi lavora da sempre nel cinema americano come produttore e sceneggiatore. Tra i suoi crediti ci sono il documentario sul prozio, Momo: The Sam Giancana Story, e i film The Lost Angel, Nightmare Boulevard e Shattered.

The Legitimate Wiseguy racconta la gioventù di Celozzi e la sua complessa relazione con Spilotro, che lo ha aiutato inizialmente nella sua carriera hollywoodiana di attore. Celozzi gli attribuisce il merito di avergli fatto ottenere dei ruoli in A-Team, Hunter, Magnum P.I. e Pretty Smart. In particolare si parla di "una storia di lealtà famigliare, uno zio influente ma letale, un padre oppresso e un giovane uomo impressionabile, le cui origini si scontrano col suo desiderio di ottenere a ogni costo il successo a Hollywood".

Descrivendo la sua complessa relazione con Spilotro, Celozzi ha detto: "La gente dice che era un sociopatico, capisco e ci credo, non faccio finta che non lo fosse, ma io ho visto anche un suo aspetto diverso e quando è morto è stata molto dura per me".

Tony Spilotro, nato nel 1938 a Chicago come l'amato nipote Celozzi, morì a 48 anni nel 1986, dopo una lunga carriera criminale, caduto in una trappola e ucciso assieme al fratello Michael a colpi di mazza da baseball e sepolto ancora vivo, in una tipica e crudele esecuzione mafiosa.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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