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Roger Waters fra musica e sermoni politici al Festival di Venezia

Il mitico fondatore dei Pink Floyd presenta il suo film concerto Us + Them.

Roger Waters fra musica e sermoni politici al Festival di Venezia

Silenzio in sala (stampa). La parola, non in musica, a Roger Waters, uno dei miti della musica mondiale presenti quest’anno a Venezia, in attesa di ospitare domani Mick Jagger per il film di chiusura. L’ex Pink Floyd ha presentato Roger Waters Us + Them, fuori concorso, firmandone anche la regia insieme a Sean Evans. La ripresa di un concerto tratto dalle recenti tappe live di straordinario successo di pubblico, ma anche costellate da grandi polemiche per le sue prese di posizione politiche molto chiare e dure. Accusato di antisemitismo, con tanto di replica piccata, invita da tempo a sostenere un’associazione che boicotta lo stato di Israele, dove invita anche i suoi colleghi artisti a non esibirsi.

La potenza della musica è protagonista assoluta, al contrario del precedente lavoro, in cui aveva anche omaggiato il padre. “Qui il focus era la musica, non gli aspetti personali”, ha dichiarato alla stampa Roger Waters. “Non posso tutta la vita fare film su mio padre, prima ho voluto farlo perché è stato una figura eroica, giovane obiettore di coscienza che poi ha cambiato idea e ha combattuto contro i nazisti, ucciso alcuni mesi dopo. Era un lavoro autobiografico, su una persona che mi ha ispirato molto, come mia madre, attivista che mi ha incoraggiato a esprimere la mia empatia verso chi sta peggio di me e soffre. Us + Them invece non è autobiografico, parla la musica, da una canzone del 1973, che cerca di stimolare a rispondere ai danni fatti dal neoliberismo, a ricordarci i 32 capitoli della Dichiarazione dei diritti dell’uomo”.

È stato un vero e proprio comizio, il suo incontro con la stampa presente a Venezia, in cui la musica è stata sì e no sfiorata, lasciando spazio a considerazioni ad ampio raggio su tante diverse situazioni geopolitiche mondiali. Un onnivoro, esperto un po’ di tutto, sembrerebbe, a parte la questione italiana, che ha detto non fare parte della “sua area di conoscenza. So solo però di Salvini, quindi il fatto che non sia più al governo può essere solo positivo. È un pig, come Trump, Bolsonaro, Boris Johnson e tutti i neofascisti che pensano solo a come rendere schiava l’umanità. Se la pace portasse un vantaggio economico allora trionferebbe.” Non sono mancati riferimenti al nazismo, elogi alla “rivoluzione bolivariana di Chavez”, sì, proprio quella che ha messo in ginocchio il Venezuela, costringendo milioni di cittadini a emigrare per sopravvivere. Tutta colpa del potere globale che vuole affamarli, la teoria di Waters. Prendere o lasciare, quando parla in pubblico, i suoi fan lo sanno, e in molti lo amano anche per questo. 

Roger Waters Us + Them arriverà nelle sale italiane dal 7 ottobre 2019, distribuito da Nexo Digital.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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