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Ritorno al Crimine: su NOW lo scatenato sequel dell'action comedy Non ci resta che il crimine

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E’ disponibile su NOW dal 12 luglio Ritorno al Crimine, sequel di Non ci resta che il crimine e secondo capitolo di un'avventurosa trilogia. Ne sono protagonisti Edoardo Leo, Carlo Buccirosso, Alessandro Gassmann, Marco Giallini e Gianmarco Tognazzi.

Ritorno al Crimine: su NOW lo scatenato sequel dell'action comedy Non ci resta che il crimine

L'abbiamo lungamente aspettato e adesso è finalmente arrivato, per trascinarci di nuovo in un rocambolesco viaggio nel passato fra malavitosi, partite di pallone e inseguimenti. Dal 12 luglio è disponibile su NOW Ritorno al Crimine, sequel dell'action comedy di Massimiliano Bruno Non ci resta che il crimine che ha catapultato Marco Giallini, Alessandro Gassmann e Gianmarco Tognazzi nel 1882. In quell'anno, se ben ricordate, nel nostro paese e nella nostra capitale imperversava la pericolosissima Banda della Magliana.
Sempre diretto da Bruno, Ritorno al Crimine è il secondo capitolo di una trilogia cinematografica e ha il grande merito di non essere una copia del primo capitolo della saga ma un film a sé stante, e di alternare una nuova avventura negli anni '80 a incredibili peripezie che si consumano nel tempo presente. Accanto ai tre uomini della nostra epoca (Sebastiano, Moreno e Giuseppe), ritroviamo Renatino De Pedis, ancora interpretato da Edoardo Leo. Nel film ci sono anche tanti nuovi personaggi, nonché dei camei favolosi. Si ride sempre tanto, si spara ancora di più, si ripensa al cinema del passato e si riflette su temi importanti, su valori che, in tempi non facili come il nostro, sono diventati urgenti.

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Ritorno al crimine: Dove eravamo rimasti?

Non ci resta che il crimine, se ben ricordate, raccontava la storia di tre amici squattrinati (Sebastiano, Moreno e Giuseppe) che, per sbarcare il lunario, organizzavano giri turistici nei luoghi della Banda della Magliana. Un giorno il gruppetto attraversava un portale temporale e si ritrovava nel 1982, l'anno della vittoria dei Mondiali da parte dell'Italia. Pensando di guadagnare un mucchio di soldi grazie alle proprie conoscenze calcistiche, Moreno &. Co. si cacciavano nei guai, rischiavano di essere uccisi da Renatino De Pedis, ma riuscivano a rubare il tesoro della Banda, che poi finiva nelle mani di Sabrina. Il terzetto miracolosamente tornava nel presente, inseguito da Renatino. Ritorno al Crimine comincia subito dopo: con un'immensa ricchezza di cui reimpossessarsi e un farabutto alle calcagna.

I nuovi personaggi di Ritorno al Crimine

In Ritorno al Crimine siamo felici di ritrovare Sebastiano, Giuseppe, Moreno e Gianfranco, oltre a Renatino De Pedis e a una Sabrina non più giovane con il volto di una Loretta Goggi che padroneggia a meraviglia il romanesco. Nel sequel di Non ci rest resta che il crimine, però, c'è anche una galleria di nuovi personaggi altrettanto spassosi e ben costruiti, alcuni più rilevanti di altri. Per ognuno di loro Massimiliano Bruno ha trovato l'attore giusto. Andiamoli a conoscere senza svelare troppo della trama di un film che contiene anche un pizzico di mistero.

Massimo Ranieri (Carlo Buccirosso)

Ovviamente in Ritorno al Crimine non troviamo il celeberrimo attore e cantante che ha vinto il Festival di Sanremo con "Perdere l’amore". No, il personaggio che si chiama come lui non ha né la sua levatura morale né la sua voce, anche se proviene dalla stessa città: Napoli. Il nostro Massimo Ranieri è il marito di Sabrina, abita in una mega villa con piscina e vende quadri falsi. E’ un bravo papà, questo sì, e formerà una travolgente coppia con Renatino De Pedis. Ranieri ha il volto di Carlo Buccirosso, che con Edoardo Leo aveva condiviso l'esperienza di Noi e la Giulia, aggiudicandosi il David di Donatello come miglior attore non protagonista. Buccirosso aveva anche duettato con Gianmarco Tognazzi in Sono solo fantasmi.

Lorella (Giulia Bevilacqua)

Con un taglio alla Uma Thurman di Pulp Fiction, Lorella (Giulia Bevilacqua) è un po’ la dark lady di Ritorno al Crimine. In realtà è una dark lady rompiscatole, svogliata e… vegana. Per esigenze di copione, deve fare sfoggio del suo notevole fondoschiena, lasciando senza fiato un camorrista che ricorda, nell'aspetto, il Genny Savastano di Gomorra. Lorella, che in realtà si chiama Lorella Heather (in onore di Lorella Cuccarini e Heather Parisi), è la figlia di Sabrina e di Massimo Ranieri.

O' Rattuso (Gianfranco Gallo) e Van Gogh (Antonio Gargiulo)

Il Van Gogh del film, al secolo Totò Russo, è il vero cattivo di Ritorno al Crimine. Compie infatti un'azione davvero scellerata. E’ un camorrista che viene da Scampia e non ride mai. A inizio film resta, per così dire, a bocca asciutta, e "quando u' lione vo’ magna' 'nu capretto", ma il capretto non arriva, sono davvero guai. Totò ha i capelli rossi e per questo somiglia al noto pittore olandese. Il personaggio è andato ad Antonio Gargiulo.
Anche il padre del nostro Van Gogh è un malavitoso, che è ugualmente feroce ma possiede un barlume di senso dell'umorismo. Il suo soprannome è O' Rattuso (che in napoletano significa zozzone, maniaco sessuale, viscidone), perché praticamente ogni giorno sfoga su qualche poveretta i suoi appetiti sessuali. A interpretare O' Rattuso, il cui vero nome è Gennarino, ci pensa Gianfranco Gallo. L'attore è uno dei volti di Gomorra, e quindi recita bene la sua parte.

Kalashnikov (Nicola Pistoia), Trikke Trakke (Angelo Orlando), Er Saetta (Ninetto Davoli)

Ci sono diverse bande nel sequel di Non ci resta che il Crimine: la Banda della Magliana, la banda di Moreno & Co., la banda di Van Gogh e… una gang di vecchietti che fa un baffo alla banda de I soliti ignoti. Non diremo di cosa venga incaricata ma accenneremo ai suoi componenti, che nell'82 erano fenomenali, mentre ai giorni nostri sono piuttosto acciaccati. C'è innanzitutto Er Saetta, che da giovane impennava con la Fiat Uno Mille ed era il pilota ufficiale della Banda della Magliana, mentre adesso guida una carrozza. Ha il volto di Ninetto Davoli. Poi c'è Kalashnikov, che un tempo"'aveva un gancio coi sovietici" e rimediava armi di tutte le fogge. Nel 2019, invece, è un rispettabile pensionato ed è interpretato da Nicola Pistoia. Infine troviamo Severino Er Bolognese (Angelo Orlando), uno scassinatore. Purtroppo nel presente è tormentato dalla cataratta. Questi tre signori ne faranno delle belle, e saranno motori di comicità.

Fra i nuovi personaggi di Ritorno al Crimine segnaliamo anche la moglie di Gennarino, una signora avida di cibo, birra e sesso che somiglia alla tabaccaia di Amarcord di Federico Fellini, e la giovane Teresa, che fa la cameriera nel bar di O’ Rattuso. La prima è impersonata da Viviana Cangiano, la seconda da Marianna di Maso.



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I mitici camei di Ritorno al Crimine

Uno dei momenti più comici e iconici di Ritorno al Crimine è l'aperitivo a casa della contessa Orsetta Papareschi Roccapadula, collezionista di opere d'arte di inestimabile valore interpretata da Corinne Clery. Nella sua galleria di tesori, il Massimo Ranieri di Carlo Buccirosso trascina Renatino spacciandolo per un esponente del movimento pittorico d'avanguardia Eccessivismo Italiano. Con indosso un completino fiorato e sandali, il criminale della Banda della Magliana incontra una serie di personaggi celeberrimi, alcuni squisitamente contemporanei, altri un po’ più cresciutelli. Nel corso di una serata che per De Pedis è peggio del tunnel degli orrori di un qualsiasi luna-park, e che per la "fauna" presente strizza l'occhio a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, il simpatico farabutto si imbatte in tre superstar.

Antonio Cabrini

Siccome in Non ci Resta che il Crimine, che si svolge nell'82, i mondiali di calcio in Spagna, vinti dall'Italia, hanno un ruolo di fondamentale importanza, Massimiliano Bruno ha voluto che in Ritorno al Crimine fosse presente Antonio Cabrini, che veniva dalla Juventus e nella nazionale giocava come difensore. Renatino, che non ha peli sulla lingua, gli fa notare che il tempo non è stato troppo clemente con lui. Lo sportivo dalla maglia numero 4 non risponde con una battuta, perché a parlare in sua vece è un altro asso del pallone.

Bruno Conti

Massimiliano Bruno forse non lo sapeva prima di proporgli un piccolissimo ruolo, ma Bruno Conti sa recitare e far ridere. Se vedrete Ritorno al Crimine, vi renderete conto che l’uomo che indossava la maglia numero 16 della Nazionale del 1982 (nonché la maglia numero 7 della Roma che vinse lo scudetto nel 1983), ha conservato l'aria da ragazzo e ha lo stesso identico taglio di capelli di una volta. Ovviamente De Pedis, che tifa per "la magica", gli fa grandi feste.

Achille Lauro

Il regista di Ritorno al Crimine fa davvero un "colpaccio", assicurandosi per una piccola partecipazione niente meno che Achille Lauro. Quando il film è stato girato, l'artista era già famoso, grazie alla favolosa "Rolls Royce", ma non un vero e proprio mito come adesso. Guardandolo scambiare qualche battuta con Leo, ci siamo resi conto che potrebbe tranquillamente avere un futuro da attore, vista la faccia che fa quando Renatino De Pedis gli dà dello spione infame. Il cantante e rapper ha l'aria distratta e l'atteggiamento di chi si sente superiore a molti.

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I temi forti di Ritorno al Crimine (attenzione, piccolo spoiler)

L'amicizia

Già in Non ci resta che il Crimine, Massimiliano Bruno (insieme ad Andrea Bassi, Nicola Guaglianone e Menotti) aveva parlato di amicizia. Moreno, Sebastiano e Giuseppe si volevano bene fin da ragazzini e c'è perfino un momento in cui si crea un legame di quasi fratellanza fra Giuseppe e Renatino De Pedis. In Ritorno al Crimine, l'amicizia è probabilmente il tema più importante. La solidarietà fra i tre amigos è più forte che mai, così come il loro affetto nei confronti di Gianfranco (il personaggio di Massimiliano Bruno). Ma c’è di più. Man mano che la situazione generale si complica e la Camorra rivela tutta la sua crudeltà, i vecchi dissapori scompaiono e si forma una nuova banda, o meglio LA banda, una gang eterogenea e non di soli uomini il cui motto, proprio come per i Moschettieri, è "Uno per tutti, tutti per uno".

Si stava meglio nell'82?

Da Non ci resta che il crimine traspariva una certa nostalgia dei primi anni '80 e degli anni '70, periodo politicamente complesso ma culturalmente favoloso. Si rimpiangeva insomma la semplicità di un tempo nel quale una partita di pallone ci univa tutti e non c'erano i cellulari. In Ritorno al Crimine, il futuro (o presente) è sì rappresentato come un'epoca di matti e di strambi (come si vede dalla sopracitata lunga sequenza dell'aperitivo dalla Contessa Roccapadula), ma al giorno d'oggi ci si può magari volere più bene di prima, ed è una cosa di cui tutti adesso abbiamo bisogno, specialmente dopo lockdown, restrizioni e conseguente diminuzione della socialità.

Le foto dell'articolo sono di Maria Marin Scopri NOW

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