Rio 2: Carlos Saldanha a Bologna ce ne racconta la lavorazione

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Rio 2: Carlos Saldanha a Bologna ce ne racconta la lavorazione

A Bologna al Future Film Festival per illustrarci il processo di lavoro su Rio ma soprattutto il sequel Rio 2 - Missione Amazzonia , in uscita in Italia il 17 aprile, il regista Carlos Saldanha ha iniziato con qualche numero: 1998 l'anno della fondazione dei Blue Sky Studios, sei i film al suo personale attivo (tra cui il secondo e terzo Era Glaciale ) e un team iniziale che comprendeva una ventina di persone, poi diventate centinaia negli ultimi anni.



Con il mezzo dell'arte che ha scelto, il cartoon, Carlos Saldanha, originario proprio di Rio, ha voluto raccontare una parte di se stesso. Se nel primo film la città era il centro nevralgico della storia, ora è la foresta Amazzonica a fare da teatro alle avventure del pappagallo Blu, della sua compagna Gioiel e dei loro figli. La scelta originale di un pappagallo macao blu non è stata casuale: come nelle vicende raccontate, la specie è realmente a rischio di estinzione, visto che i pochi esemplari ancora vivi sono solo in cattività. Il sogno della preservazione passa quindi dalla magia dell'animazione, che regala a Blu un'intera comunità di pappagalli allo stato selvatico.



Dopo la sceneggiatura, come sempre base di partenza, si passa al character design, il momento in cui i personaggi vengono definiti esteticamente, in un approccio tradizionale, non elettronico, a mano libera: si lascia un ampio spazio agli artisti per sbizzarrirsi con colori e pattern differenti. E' il momento in cui si comincia a decidere cosa piaccia, cosa si possa mantenere o migliorare, e cosa si possa omettere. L' "emotion sheet" è un foglio in cui si esplorano i vari stati d'animo del personaggio: come altri disegni preparatori, finisce nella "bible", il documento a cui tutti dovranno fare riferimento quando gestiranno quel character. Sono a mano libera anche le prime animazioni di prova dei protagonisti, utili a cogliere gli specifici stili recitativi. E' meno di metà dell'opera, perché spesso preparare un modello in CGI, affinché esegua gli stessi movimenti approvati a mano libera, può richiedere fino a sei mesi di lavoro!



Dopo il disegno si scolpisce un modello del personaggio: nel primo Rio tali modelli sono stati realizzati in creta, ma già in questo Rio 2 si è fatto uso spesso delle moderne stampanti 3D. L'obiettivo di questa definizione del personaggio è centrare l'ibrido tra stilizzazione e realismo, cominciando ad avere un'idea della sua fisicità nelle tre dimensioni.



Lasciata alle spalle la preproduzione non necessariamente digitale, si passa all'elaborazione in CGI: nel caso dei Rio , è stato un animatore (finlandese!) a definire le regole per la danza degli uccelli, piuttosto ardui da agitare al ritmo di samba, specie se si considera che i volatili non hanno ginocchia. Per quanto riguarda le piume, si lavora con dei software che le simulano, partendo dallo stesso codice che un tempo ha creato e mosso i manti degli animali in L'era glaciale . Milioni e milioni di peli creano i diversi tipi di piume sul corpo dei variopinti pappagalli.



Gli ambienti rappresentano una sfida a sè: i fantasiosi motivi della pavimentazione urbana della vera Rio sono per esempio riprodotti via software, facendo sì che il computer li crei come mosaici, in perfetta imitazione del procedimento reale. Altre volte si bluffa: per i panorami sulle favelas, si spostano e si montano insieme, in maniera diversa, solo cinque blocchi di edifici, ripetuti quante volte sia necessario. L'Amazzonia invece richiede solo uno studio quasi botanico, e grande spirito d'osservazione: Carlos vi è andato di persona, decidendo già alcune inquadrature durante la sua visita. Il dettaglio qui è la parola chiave, insieme al colore: la sola palette della foresta Amazzonica in Rio 2 è più ricca di quella dell'intero film precedente!



Gli animatori lavorano a partire dallo staging: una versione approssimativa del film, con i modelli dei personaggi spostati rigidamente, ma con i movimenti di macchina e le inquadrature corretti. Gli animatori di solito riprendono se stessi per proporre a Carlos la recitazione che andranno ad applicare sui loro personaggi, basandosi sul doppiaggio americano, che come saprete viene realizzato prima delle animazioni.
Un lavoro quindi massiccio, che si muove a ritmo di canzoni eseguite in portoghese da vari artisti brasiliani, solo successivamente tradotte in inglese: questo per mantenere il sapore genuino di quell'incontro di culture che i due Rio, e il loro stesso creatore Carlos Saldanha, incarnano con sincerità e trasporto.




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