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Ribelle - The Brave in DVD e Blu-Ray: incontro con l'art director Tia Kratte

In occasione dell'uscita, il 17 dicembre prossimo, in DVD e Blu-Ray di Ribelle - The Brave, abbiamo incontrato Tia Kratte, Shading Art Director ai Pixar Animation Studios.

Ribelle - The Brave in DVD e Blu-Ray: incontro con l'art director Tia Kratte

In occasione dell'uscita, il 17 dicembre prossimo, in DVD e Blu-Ray di Ribelle - The Brave, abbiamo incontrato Tia Kratte, Shading Art Director ai Pixar Animation Studios. Nei suoi 20 anni alla Pixar, oltre a Ribelle, ha lavorato a film come Toy Story, A Bug's Life, Monsters & Co e Cars.

Ci può parlare del lavoro richiesto per rendere accurato nei minimi dettagli un film sull’antica Scozia?
Tia Kratter: Abbiamo raccolto informazioni in molti modi diversi. Grazie al cielo esiste internet, e gran parte delle nostre ricerche sono state online. Ma non c’è nulla come recarsi davvero in un luogo e vedere le cose con i propri occhi.
Siamo stati in Scozia due volte, una nel 2006, l’altra nel 2007: abbiamo visitato il Castello di Dunottar, Stirling, l’isola di Skye, abbiamo studiato gli hummock (che sono delle grandi formazioni di muschio, abbiamo sperimentato quanto rapidamente possa cambiare il tempo e quanto possano essere gelate le acque dei lochs. Siamo tornati a casa con circa 10.000 foto di quei paesaggi.
Non siamo comunque rimasti schiavi della verosimiglianza storica: per esempio, i tartan ancora non esistevano all’epoca in cui il film è ambientato, ma dato che sono un vero simbolo della Scozia, abbiamo deciso di inserirli ugualmente nel film.

Nei panorami, come per quanto riguarda i capelli di Merida, e in tutto il film, la cura per I dettagli è impressionante. Come avete lavorato?
Tia Kratter: Sia per quanto riguarda i paesaggi che per quanto riguarda i capelli di Merida, abbiamo apprezzato la bellezza del caos. Nei paesaggi era tutta una combinazione di erbe, muschi, rocce e molto altro, di differenti textures che affollavano lo stesso ambiente. E allo stesso modo nei capelli di Merida s’intracciavano numerosi arancioni e gialli, e ogni ricciolo aveva la sua personalità. Spesso pensi che i personaggi e i paesaggi siano diversi, ma in questo caso comportavano le stesse sfide tecniche. Quindi il lavoro sui primi è stato utile per i secondi e viceversa, anche con l’aiuto dei tecnici della luce.
I capelli di Merida comunque sono stati una vera sfida, anche se devo dire che l’abbiamo risolta abbastanza facilmente, anche grazie all’esperienza che abbiamo avuto col pelo di Sullivan in Monsters & Co., ed è stato bello vedere come quella massa arancione si armonizzasse bene con i viola e i verdi del paesaggio scozzese.
Spesso mi capitava di fermare le persone per strada e di chiedere di fotografarle, per via del loro colore di capelli o della forma che avevano i loro ricci.

La scena della freccia vista in slow motion è molto bella. È stato difficile realizzarla? 
Tia Kratter: è una scena che piace molto anche a me. Noi dell’art department abbiamo realizzato numerosi disegni per mostrare come dovessero apparire l’arco e la freccia, ed ogni disegno è unico, ma è davvero merito dei ragazzi dell’animazione il modo in cui la freccia si muove in quella scena? Avete fatto caso che l’asta della freccia si piega attorno all’arco? È il risultato di numerose ricerche fatte dagli animatori, inclusa qualche lezione di tiro. (potete guardare la scena in questione nella clip più in basso)

Quali sono state le sfide tecniche affrontate in Brave che vi hanno costretto a trovare nuove soluzioni e spingere I limiti della tecnologia?
Tia Kratter: Prima di tutto il rendering di ambient molto complessi. Abbiamo davvero dovuto spingere la tecnologia al massimo per riuscire a renderizzare le foreste del film senza far esplodere i computer. E alcune soluzioni trovate dai nostri maghi del reparto tecnico sono già state utilizzate per la lavorazione dei film che verranno. Inoltre è stata dura anche con la cappa di Merida, che doveva essere vista da vicino e da angolazioni differenti. Una cappa che, nel X o nell’XI secolo, non era di realizzazione industriale ma fatta a mano. E quindi il team che si occupava delle texture del personaggio ha dovuto trovare il modo di far sembrare quei tessuti grezzi, irregolari e figli di una lavorazione manuale. Sono certa che il lavoro che abbiamo fatto sarà molto utile in futuro.

Ci può dare qualche numero relativo al lavoro svolto per Brave?
Tia Kratter: Ecco un numero: A113. È visibile in ogni film della Pixar: è il numero dell’aula di animazione al Cal Arts, una delle scuole frequentate da molti dei nostri artisti. In Brave lo potete vedere sulla porta d’ingresso della casa della strega. Merida poi ha 22 costumi diversi, e 1500 “capelli chiave”, realizzati singolarmente, che attraverso il rendering del computer diventano una chioma di circa 111.700 capelli.

Di tutti i film Pixar ai quali ha lavorato, quale ama di più?
Tia Kratter: Vi dirò una cosa buffa: tendo ad amare molto di più i film ai quali non ho lavorato. Perché? Beh, perché li vedo per quello che sono e non per il lavoro che c’è dietro, mi rilasso di più. Ma lavorare a Brave è stato meraviglioso: il nostro art department era un gruppo ristretto e affiatato, e ho adorato lavorare sulla Scozia. Ancora oggi, dopo sei anni, non mi stanco di pensarci o di rivederlo.

Qual è il segreto dei film Pixar? È più importante un regista con una visone specifica o un team che crea ed assembla quella visione?
Tia Kratter: Entrambe le cose. Un regista ha la passione, qualcosa nel cuore che ispira l’idea iniziale del film. Poi lavorando con i vari team per bilanciare quella visione, i registi ricevono un feedback costante, da parte di ogni reparto della Pixar. Questo equilibrio, per quanto delicato, fa che i nostri film siano così ricchi e interessanti.

Quali sono le cose più cool nel lavorare alla Pixar?
Tia Kratter: Numero 1: il bar dei cereal. Nella nostra cucina possiamo scegliere ogni mattina tra ben 18 tipi di cereali diversi. E una volta a settimana mi concedo i Captain Cruch, che mia madre non mi faceva mai mangiare quando ero piccola. Numero 2: le persone (sarebbe il mio vero numero 1…): non credereste alla quantitò di gente intelligente, gentile e creativa lavaora con noi. Sono sopraffatta dal talento che mi circonda giorno dopo gionro. Numero 3: l’impegno nel fare grandi film. Ce la mettiamo tutta, davvero tutta, per fare dei nostri film qualcosa che amiamo, e così facendo speriamo che li ami anche il pubblico.

È già al lavoro su un altro progetto?
Tia Kratter: No, la Pixar è molto attenta a lasciarti qualche periodo di respiro dopo aver lavorato per anni ad un film. Nei mesi scorsi mi sono dedicata alla Pixar University, la nostra sezione interna per la formazione. È un buon modo per ricaricarsi in vista di un altro film.

Ecco qui sotto la clip "Tiro con l'arco" di cui ci parla nell'intervista Tia Kratte:


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