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Red Lights: l'horror con Robert De Niro medium cieco

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È del 2010 l'horror di Rodrigo Cortés Red Lights, dove Sigourney Weaver e Cillian Murphy sono due smascheratori di falsi medium che se la prendono con la persona sbagliata, interpretata da Robert De Niro. Molti i fatti reali che hanno ispirato il film.

Red Lights: l'horror con Robert De Niro medium cieco

Nel 2010 Sigourney Weaver, Robert De Niro e Cillian Murphy sono stati protagonisti di un thriller/horror scritto e diretto dal regista spagnolo Rodrigo Cortés. Si intitola Red Lights ed è ambientato nel mondo di chi indaga per smascherare i finti medium e di chi trae profitto dalla professione del paranormale, che in genere nasconde truffatori dotati di ogni espediente tecnico e psicologico per fare facile presa sulla mente di chi non ha gli strumenti intellettuali per difendersene. Del cast fanno parte anche Toby Jones, Joely Richardson, Elizabeth Olsen e l'attore argentino Leonardo Sbaraglia.

Red Lights – la trama del film

La psicologa e docente universitaria Margaret Matheson (Weaver) si dedica da tempo assieme al suo assistente, il fisico Tom Buckley (Murphy), a smascherare imbroglioni che si fingono guaritori e false medium. Il suo massimo obiettivo è stato svelare la verità dietro al famoso sensitivo cieco Simon Silver (De Niro), un uomo molto potente, tornato di recente alla ribalta dopo anni di assenza per mettere in scena un nuovo spettacolo psichico. È l'unico che la dottoressa non sia mai riuscita a smascherare, ma mettersi sulla sua strada può avere un costo molto alto.

Red Lights – gli attori e le ispirazioni reali per il film

Rodrigo Cortés ha lavorato per oltre un anno alla preparazione del film, studiando entrambi i lati del fenomeno dal punto di vista dei credenti (o creduloni, se preferite) e degli scettici. È giunto alla conclusione che entrambi sono portati ad escludere le prove che non confermano il loro punto di vista. Cortés ci ha tenuto a dichiarare di non credere nel soprannaturale o in qualcosa capace di superare le leggi di natura ma che, nonostante questo, il paranormale comprende dei fenomeni per cui la scienza non ha ancora trovato una spiegazione. Il personaggio di Margareth Matheson (il cognome è un omaggio al grande autore di letteratura fantastica Richard Matheson) è stato scritto proprio per Sigourney Weaver con la speranza, poi per sua fortuna realizzata, che accettasse di interpretarlo. Per il suo ruolo, Robert De Niro ha fatto delle ricerche incontrando dei sensitivi e restando piuttosto colpito da loro. Come dichiarò all'epoca: “Non c'era modo che sapessero delle cose che mi dissero, quindi in questo senso non ho altra risposta che dire che devo credere che ci sia qualcosa che loro sono in grado di cogliere e che non so che sia”.

Red Lights fa riferimento, più o meno esplicitamente, a diversi casi reali affrontati da veri debunker di fenomeni paranormali negli anni Settanta e Ottanta. La scena in cui Sigourney Weaver scopre che un guaritore riceve in realtà istruzioni da un complice si basa sul caso del televangelista tedesco e sedicente guaritore Peter Popoff, emigrato in California e smascherato nel 1986 quando James Randy e il suo assistente, Steve Shaw, un illusionista col nome d'arte di Banacheck, scoprirono che era la moglie via radio wireless a trasmettere al marito nome, indirizzo e malattie degli spettatori, che lei e i suoi assistenti avevano precedentemente raccolto. Dopo che Randi presentò le prove durante il Johnny Carson Show, Popoff, che si arricchiva vendendo talismani e acque miracolose, fece bancarotta. Ma dal momento che questi individui non si arrendono facilmente e la gente ha la memoria corta, riapparve a fine anni Novanta e inizio Duemila. Nel film, i video degli esperimenti parapsicologici fatti con Silver all'università riproducono fedelmente quelli fatti col fenomeno psichico e mediatico Uri Geller allo Stanford Institute negli anni Settanta. È possibile vederli nel documentario del 2014 di James Randi intitolato An Honest Liar. Infine, il personaggio di Leonardo Sbaraglia si chiama nel film Leonard Palladino. Il cognome è un riferimento alla famosa medium italiana Eusapia Palladino, vissuta tra il 1854 e il 1918, i cui numerosi imbrogli furono studiati e svelati dal dottor Eugene Osty.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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