Schede di riferimento
News Cinema

Re per una notte: su Amazon Prime Video il film che raccontava il Joker prima di Joker

364

A rivederlo oggi, ci si accorge che l'omaggio di Todd Phillips al sottovalutatissimo film di Scorsese è borderline col plagio.

Re per una notte: su Amazon Prime Video il film che raccontava il Joker prima di Joker

In una grande metropoli americana dei primi anni Ottanta, che poi è una New York segnata in maniera evidente da un certo degrado, c'è un tizio oramai adulto che vive ancora con la mamma e che sogna di diventare un comico affermato. Il suo idolo è il conduttore di uno show televisivo, il suo sogno diventare un suo ospite. E, perché no, un suo amico. Mentre fa questi sogni a occhi aperti, e mentre cerca di capire come fare il suo debutto allo show, corteggia con modi goffi una bella ragazza nera, che rimane sempre sospesa tra curiosità e timore di fronte alla sua naivité, alla suo essere così diverso da tutti gli altri. Attraverso dinamiche imprevedibili e atti al di fuori della legalità, il tizio riuscirà ad apparire nello show del suo idolo: e la sua performance, davvero oltre ogni possibile immaginazione, e traduzione diretta delle sue sofferenze e delle sue frustrazioni, farà breccia nel cuore del pubblico e delle folle proprio perché capace di dare una voce a chi, solitamente, voce non ha.
Vi pare familiare, questa storia? Ebbene, non è quella del Joker di Todd Phillips (o meglio, lo è anche di quel film) e di Joaquin Phoenix, ma quella di Re per una notte, uno dei più sottovalutati e misconosciuti film di Martin Scorsese. Non ci credete? Dategli un'occhiata su Amazon Prime Video.

C'è da dire che Phillips non ha mai nascosto che il cinema dell'italoamericano sia stato per lui di diretta ispirazione. Non a caso, il celebre comico titolare del suo talk show in Joker è proprio il Robert De Niro che nel film di Scorsese è invece l'ossessivo stalker del suo omologo, interpretato invece da Jerry Lewis. E in tutte le tante liste che trovate online sui film presi da Phillips come riferimento, o che hanno punti in comune, assieme a capolavori come Quinto potere, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Qualcuno volò sul nido del cuculo e I guerriere della notte (e a film più recenti come Il cavaliere oscuro e You Were Never Really Here), Taxi Driver e Re per una notte non mancano MAI.
Ma a rivederlo dopo tanti anni, appare evidente che Arthur Fleck ha molto più in comune con Rupert Pupkin che con Travis Bickle, e se Taxi Driver può essere citato e omaggiato, Re per una notte è usato, ricalcato, quasi campionato, al limite del plagio.
E questo, non me ne vogliano i sostenitori del film di Phillips, è un ulteriore argomento a favore di chi sostiene che Joker sia un film che si è limitato a rimescolare - con una certa sapienza, e furbizia soprattutto estetica e iconografica - ingredienti preparati da altri. Che poi questi ingredienti risalgano come minimo a trentacinque anni fa, e funzionino ancora, è segno da un lato della capacità di leggere il loro presente con preveggenza dei grandi registi di allora; dall'altro, cosa più preoccupante ancora, che ci troviamo in una situazione socio-politica analoga a quella di quarant'anni fa, e che tutto il progresso formale e scientifico non ha realmente inciso sulla crescita della società e non ha contribuito realmente a sanare i suoi squilibri.

Lasciando da parte Joker, e concentrandoci solo su Re per una notte, la modernità e l'efficacia di Re per una notte fanno ancora impressione.
Dopo l'epico affresco elegiaco e malinconico di Toro scatenato, Scorsese deve aver sentito la necessità di confrontarsi con toni e registri differenti: ma per quanto possa essere letto e definito come una commedia nera, e possegga un'indubbia vena umoristica, caustica e sarcastica, non è che Re per una notte sia un film leggero. Regala anzi, ancora, un sincero e profondo senso di angoscia.
Nel personaggio di Pupkin, in tutte le sue sfumature, le sue contraddizioni, il suo pizzico abbondante di psicopatologia (ma pure in molti tratti del suo idolo Langford), Scorsese concentra tutte le scorie e i liquami sociali della New York di quegli anni, gli squilibri sociali e personali suoi e della società americana tutta. Che pure emergono da soli sullo sfondo, nei dettagli della storia e delle inquadrature, ma che il regista non spiattella mai apertamente come invece fa Phillips.
Se ai tempi dell'uscita del film ci si era concentrati in maniera particolare sul discorso relativo ai media, al successo e alla televisione, in realtà ciò che racconta Re per una notte è assai più ampio di quello che riguarda le "semplici" dinamiche della società dello spettacolo.
Attraverso la vicenda di Pupkin, tutta chiusa nei suoi aspetti patologici, sviluppata senza soluzione di continuità tra realtà e immaginazione del protagonista,  il film di Scorsese parla in realtà di un conflitto puramente di classe, dell'emersione di un sommerso, della sustanziazione dell'invisibile. E il finale beffardo del film lo conferma pienamente: il destino di Rupert Pupkin è tale non perché sia arrivato in tv, o per le modalità con cui ci è arrivato, ma perché una volta in tv ha usato quel luogo privilegato per dire le cose che "la gente" voleva sentire, e in cui si poteva identificare, e che nessun altro diceva.
Pupkin diviene l'avanguardia dei ceti più umili e disagiati, il loro cavallo di Troia all'interno del Sistema, impadronendosene e preparando l'arrivo di tanti altri come lui. Tutto assai più acuto e sottile del facile e spettacolarizzato presagio di violenza del film di Phillips.

Scopri Amazon Prime Video



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming