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Radu Jude ci parla di Bad Luck Banging or Loony Porn, Orso d'oro a Berlino 2021: "osceno è umiliare qualcuno"

Dal 16 aprile il film che ha meritatamente vinto il Festival di Berlino sarà disponibile in streaming sulla piattaforma Miocinema. Abbiamo incontrato il suo autore, che ci ha parlato della struttura del film, di oscenità, pornografia, internet, privacy e libertà intellettuale.

Radu Jude ci parla di Bad Luck Banging or Loony Porn, Orso d'oro a Berlino 2021: "osceno è umiliare qualcuno"

L'Italia, dove è distribuito da Lucky Red, è il primo paese a far uscire il vincitore Festival di Berlino 2021 che si è tenuto a inizio marzo in versione online: per ora in streaming, ma da Lucky Red fanno sapere dell'intenzione di portarlo anche nelle sale quando queste verranno riaperte. Dal 16 aprile in esclusiva sulla piattaforma Miocinema sarà infatti possibile vedere Bad Luck Banging or Loony Porn, il film di Radu Jude che ha vinto l'Orso d'oro alla Berlinale numero 71.
E su Miocinema, inoltre, in collaborazione con il Trieste Film Festival, sarà anche proposta una rassegna dedicata a Jude, che è uno degli autori più interessanti del nuovo cinema rumeno, e che si è collagato via Zoom con la stampa italiana per presentare la sua ultima opera con lo stesso riuscito mix di analisi, ironia e leggerezza che la contraddistingue.
Diviso in tre parti, precedute da un prologo decisamente esplicito, Bad Luck Banging or Loony Porn è film che ragiona con intelligenza, umorismo e voglia di provocare (anche nell'uso della lingua del cinema) di temi e questioni molto attuali, contrapponendo il moralismo ottuso e bigotto riguardo tutto ciò che ha a che vedere con la sessualità alla violenza, la volgarità e l'oscenità che sembrano intasare la vita quotidiana di tutti noi che viviamo nelle società occidentali.
Il prologo mostra infatti il video amatoriale di una coppia che fa sesso, un video che finisce in qualche modo in rete con conseguenze ovvie sulla vita della donna, che fa l'insegnante in un liceo di Bucarest e che viene messa sotto accusa. Nella prima parte del film seguiamo questa protagonista attraversare le strade della sua città, compiendo atti quotidiani in attesa della riunione che l'attende la sera nei locali della scuola; nella seconda Jude propone al pubblico quello che lui stresso ha definito "un montaggio letterario", una galleria di immagini statiche o d’archivio che compongono componendo una sorta di vocabolario del nostro presente; nella terza, infine, assistiamo all'incontro tra la protagonista, la preside della scuola in cui lavora, e i genitori dei suoi allunni, che si tramuta in un vero e proprio processo dagli esiti surreali.

Bad Luck Banging or Loony Porn: il trailer del film

Radu Jude spiega la struttura del film

"Non mi piace molto come una buona parte del cinema narrativo è strutturato," spiega Jude riguardo la scelta di tripartire il suo film in questo modo. "Non mi piace molto la canonica struttura in tre atti, la teorizzazione di Syd Field: penso che a volte certe storie guadagnino di più da un tipo di struttura differente." Il regista racconta che mentre stava raccogliendo appunti e idee per il film, e cercando di metterli assieme in una sceneggiatura coerente, si è imbattuto in un libro di storia dell'arte in cui si mostrava che i bozzetti di alcuni autori risultavano più moderni dell'opera finita: "Allora ho pensato che anche io potevo fare un film di bozzetti, senza così sacrificare tante cose tante cose nel nome di una struttura coerente che ne avrebbe limitato le idee. In questo modo il film è più aperto di quanto non sarebbe stato se avesse raccontato una storia in modo più tradizionale."
Nella prima parte di Bad Luck Banging or Loony Porn - quella che, semplificando, mostra la protagonista per strada - Jude dice di aver voluto "omaggiare la mia formazione di cinefilo, e i film visti alla Cineteca di Bucarest e in tv da ragazzo: il neorealismo e la Nouvelle vague, dove si mescolano elementi di finzione su paesaggi reale. A costo di sembrare presintuoso mi considero un allievo di Rossellini, per me il più grande di tutti."
Quella lunga camminata della protagonista lungo una direttrice che va dalla periferia della capitale rumena fino al centro quasi in linea retta, "serviva per mostrare le storture, le tensioni e i problemi di una città come Bucarest," dice Jude. Problemi che sono comuni a molte città, ma che mostrano anche qualcosa di particolare del nostro paese, perché a fare quella città siamo noi: sono passati trent'anni dalla fine della dIttatura, e quel che vedete nel film è il modo in cui abbiamo costruito la nostra città; i cantieri e i rumori mostrano il modo in cui trattiamo l'ambiente; i personaggi e le auto raccontano le differenze di classe e l'indivisualismo sfrenato."
Il regista però precisa che quello che traspare dal film "è il mio personale punto di vista sulla Romania post-totalitaria e del suo rapporto sul mondo occidentale, altri potrebbero pensarla diversamente. Accattone e La dolce vita presentavano prospettive diverse rispetto all'Italia di quegli anni, prospettive magari opposte che sono però necessarie per raccontare una totalità."

Leggi anche La recensione di Bad Luck Banging or Loony Porn

Internet e il sesso; la privacy e l'indipendenza

Bad Luck Banging Porn inizia, come abbiamo detto, con un video molto esplicito. E tutto il film offre al pubblico una riflessione sul concetto di oscenità nella società contemporanea. "Del sesso tra due adulti consenzienti per me non lo è," dice Jude. "Da qualche parte probabilmente la scena iniziale verrà censurata, ma che ci devi fare? Puoi vedere centinaia di persone uccise da una mitragliatrice, ma non vedere una scena di sesso, è ridicolo. Ho pensato che potremmo mettere dei banner neri che nascondano gli atti sessuali, con però sopra dei QR code per far vedere alla gente il video non censurato," ride il regista. Pur riluttante a definire cosa sia osceno tout court, Jude dice che "quando qualcuno usa il suo potere contro un altro essere umano, allora lì sta l'oscenità: quando vuoi umiliare, schiacciare qualcuno."
Non era poi nelle intenzioni del regista parlare della pornografia in generale: "il punto per me è che quello che prima era privato diventa ora pubblico attraverso la rete. Mi fa ancora un grande effetto quando vedo delle mie foto online, mentre presenzio a qualche evento o vado al pub: per me è un grande problema del quale non vedo la soluzione, la sparizione del confine tra le due sfere."
Oltre alla progressiva dissoluzione della privacy, Radu Jude vede in internet modalità di interazione caotiche e violente: "Nella terza parte del film si sentono spesso voci fuori campo che si sovrappongono alle parole di chi invece è inquadrato: inizialmente non me ne ero reso conto, ma poi un critico rumeno ha detto che queste voci sono come gli invadenti commenti su Facebook, qualcosa che ha a che vedere con internet, e penso abbia ragione. Oggi, in rete e non solo, viviamo all’interno di gruppi che accettiamo e che vogliamo ci accettino. Ma c’è sempre una pressione all’interno del gruppo a cui appartieni, e c’è una ricerca costante di approvazione, anche per via delle interazioni su internet nelle quali siamo giudicati o esclusi o accusati per ogni idea diversa. La minima differenza di opinione viene subito sottolineata con commenti violenti. E allora, dice Jude,  riferendosi anche al fatto che la sua protagonista viene accusata di non essere più credibile come insegnante a causa del filmino hard che è finito in rete, "penso sia importante oggi saper accettare di perdere credibilità presso questi gruppi per essere liberi e indipendenti. Sembra un cliché ma è molto importante."

Il cinema e la parola

Per Radu Jude il cinema è "un modo per pensare, per vedere il mondo, pensarlo, scoprirlo in maniera diversa. Il cinema puù aiutarci a vedere le cose con occhi diversi." E non si dice d'accordo con l’idea diffusa nel nel cinema contemporaneo e non per la quale i personaggi non debbano esprimere delle idee tramite il dialogo: "Non capisco perché il personaggio di un libro o di una pièce di teatro possa parlare, e nel cinema invece si debba esprimere con gesti e parole, e trasmettere idee e pensieri con il minor numero di parole possibili. L'abbondanza di parole nella parte finale del mio film forse è la mia reazione a quest’idea di cinema."

La trama ufficiale di Bad Luck Banging or Loony Porn

Emi (Katia Pascariu) insegnante di una scuola bene di Bucarest, molto amata dagli studenti e molto stimata, si ritrova a dover mettere in discussione tutto quello che negli anni ha conquistato perché un video che la ritrae mente fa sesso spinto con suo marito viene messo in rete.
Lo spettatore segue il suo percorso, dalle passeggiate iniziali in una rumorosa Bucarest, tra battute e sguardi malevoli, fino ad un vero e proprio processo allestito nel cortile della scuola in cui, da "imputata", dovrà rispondere alle accuse e alle domande dei genitori dei suoi studenti.
Attraverso la struttura del film e l'intreccio con immagini di repertorio, BAD LUCK BANGING OR LOONY PORN è una satira pungente che mette in discussione la scala di valori su cui ancora poggia la società odierna, evidenziandone le contraddizioni e la morale giudicante. Sullo sfondo, prende vita la società rumena, tra passato e presente, nei tre atti in cui il film è suddiviso.
Provocante, ironico, pungente, vibrante. Un film potente e attualissimo che certamente non lascia indifferenti.

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