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Pride and Glory - intervista a Colin Farrell e Gavin O'Connor

Anche se la sceneggiatura era pronta fin dal ’99, Pride and Glory di Gavin O’Connor è uscito soltanto adesso in America. Forse questo ritratto sincero della polizia di New York è stato ostacolato dall’11 settembre, o forse certe istituzioni sono davvero intoccabili. Quale che sia la ragione, il film è stato presentato al Festival di Ro...

Pride and Glory - intervista a Colin Farrell e Gavin O'Connor

Pride and Glory - intervista a Colin Farrell e Gavin O'Connor

Per uno strano caso, Colin Farrell ha interpretato più volte il ruolo di un poliziotto. Lui che nella vita vera è stato, se non un fuorilegge, comunque un “cattivo ragazzo”, davanti alla macchina da presa si è sempre battuto in nome della giustizia, e lo ha anche fatto egregiamente. Il poliziotto che l’attore interpreta in Pride and Glory di Gavin O’Connor è però di diverso genere, visto che a causa di una paga troppo bassa e del fascino maledetto del potere passa dalla parte dei criminali.

Proprio questa sua caduta, o involuzione, ha convinto Colin Farrell ha partecipare al film. “Di questo poliziotto” – ha detto Farrell - mi interessavano i conflitti interiori, il profondo amore per la famiglia da un lato, e dall’altro il suo tradimento”. L’attore ha poi giurato che per un po’ non interpreterà più agenti di polizia, aggiungendo che non ha mai voluto giudicare Jimmy, il suo personaggio. “Giudicare un personaggio” – ha spiegato – “significa togliere immediatezza e spontaneità al lavoro di avvicinamento. Solo dopo aver visto il film, mi sono reso conto degli errori di Jimmy”. Per prepararsi al ruolo, Colin Farrell ha trascorso del tempo con alcuni agenti del Dipartimento di Polizia di New York, girando in macchina per le strade nelle loro volanti ed esercitandosi nei loro centri di addestramento. “E’ un ambiente molto chiuso” – ci ha raccontato. “Che non si apre al mondo esterno. Si parla del ‘muro blu del silenzio’, un codice d’onore che esiste solo fra quelle persone”. Irlandese di nascita – e lo si sente chiaramente quando parla – Colin Farrell vive a Los Angeles. A noi ha raccontato che guarda agli Stati Uniti con profonda ammirazione, augurandosi che i tempi bui dell’amministrazione Bush finiscano presto per lasciare il posto alla nuova America di Obama. “L’America è il paese della libertà, della democrazia. Da quando sono là, ho incontrato persone meravigliose, gente semplice, anch’io conduco una vita semplice, sto a casa con mio figlio, mi comporto come una persona normale”. Degli States, Farrell ama soprattutto le piccole città, quelle quasi disabitate dove le persone sono più alla mano e prive di sovrastrutture.


Pride and Glory è diretto dunque da Gavin O’Connor, che nel 2004 aveva diretto Miracle, sulla vittoria, alle Olimpiadi Invernali del 1980, della squadra americana di hockey. Questa volta il regista racconta una storia molto personale, perché suo padre era un poliziotto, così come suo zio. “ Sono anni che si parla di agenti corrotti e di clamorosi scandali legati alla polizia” – ci ha detto. Pride and Glory nasce dalla volontà di dimostrare che ci sono anche tanti bravi poliziotti, uomini che in nome della giustizia sono disposti a denunciare i loro amici”. Nel film, a denunciare un collega nonché cognato è il detective Ray Tierney, un uomo tutto d’un pezzo interpretato da Edward Norton. “E’ soprattutto in lui che mi riconosco” – ha continuato il regista . “perché nella vita mi è capitato spesso di sacrificare gli amici al senso del dovere”. O’Connor, però, è anche un po’ come Jimmy, con cui condivide l’amore fortissimo per i figli. “Sono divorziato. Ho una bambina che adoro, per lei farei qualsiasi cosa. Jimmy mi assomiglia, è come un capo branco, un animale maschio che accudisce i suoi cuccioli, dorme insieme a loro”. Per il personaggio del padre di Edward (che ha il volto di Jon Voight), il regista si è infine ispirato a suo padre, “un uomo orgoglioso della sua famiglia”. La nostra intervista a Gavin O’Connor si è conclusa con una domanda sulle differenze fra Edward Norton e Colin Farrell in materia di recitazione e approccio al personaggio. “Sono due attori completamente diversi. Edward è razionale, riflessivo, un intellettuale. Colin è rapido, istintivo. Per entrare in un personaggio, Edward ha bisogno di studiarne e capirne il background, i rapporti che crea con gli altri personaggi. Colin si concentra solo sul personaggio, suoi sui sentimenti, escludendo il contorno”.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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