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Presentato il Torino Film Fest 2008

Come già lo scorso anno, la presentazione dell’edizione 2008 del Torino Film Fest è un piccolo evento. Un evento costruito intorno al cinema che sarà protagonista della manifestazione a partire dal 21 novembre prossimo ma anche (e forse sopratutto) intorno a Nanni Moretti. Magari suo malgrado.

Presentato il Torino Film Fest 2008

Presentato il Torino Film Fest 2008

Come già lo scorso anno, la presentazione dell’edizione 2008 del Torino Film Fest è un piccolo evento. Un evento costruito intorno al cinema che sarà protagonista della manifestazione a partire dal 21 novembre prossimo ma anche (e forse soprattutto) intorno a Nanni Moretti, che è oggi più che mai - magari suo malgrado - conscio del suo status divistico. Un Moretti che arriva con studiato e snobistico ritardo per fare un trionfale ingresso nelle sale del suo Nuovo Sacher, con atteggiamento schivo e sornione al tempo stesso, per attorniarsi subito dei suoi fidati collaboratori, in primis il braccio destro Emanuela Martini.

“Va bene, se non ci sono domande…” Così esordisce Moretti in conferenza stampa, sdrammatizzando subito il clima con una battuta. Ma poi, eccolo partire subito parlando del concorso di Torino 26, un concorso che presenta circa lo stesso numero di film dello scorso anno, 15, che è riservato ad opere prime, seconde e terze e che verrà giudicato da un’interessante ed eclettica giura composta da Jonathan Lethem, Dito Montiel, Jerzy Stuhr, Aleksei German Jr e Alba Rohrwacher.

“Come l’anno scorso in concorso e fuori ci sono diversi film americani, film indipendenti, a basso costo.” ha detto Moretti. “I film americani della scorsa edizione erano comunque indipendenti, ma più strutturati e solidi in termini di cast. Quelli di quest’anno sono produttivamente più piccoli ma ci sono piaciuti molto.” Tra questi film americani del concorso sono sicuramente da citare Momma’s Man di Azazel Jacobs, Prince of Broadway di Sean Baker per quanto riguarda la competizione e Wendy and Lucy di Kelly Reichardt per il fuori concorso.

A chi parlava di un programma dal forte accento politico, Moretti ha risposto di non credere che questo sia vero, nonostante la presenza di un film d’apertura come W. di Oliver Stone. “Tirando le fila con Emanuela Martini e altri collaboratori abbiamo notato che non ci sono forti tematiche comuni. Per il concorso forse la famiglia, in tutte le sue declinazioni; in almeno tre film si parla poi di elaborazione del lutto.” Politica sì, ma in senso non tradizionale, quindi, la politica del privato. A Moretti fa eco Emanuela Martini: “È vero che la sezione Lo stato delle cose ha un programma dedicato alla politica, ma si è trattato di una decisione nata vedendo quel che c’era in giro. Ad esempio non c’è alcuna intenzione di celebrare il quarantennale del ’68. Ed è vero quel che dice Nanni, per concorso e fuori concorso a dominare sono i temi della famiglia, dei giovani, della perdita, del lutto, della volontà di scomparire.”

Per quanto riguarda Oliver Stone, sostiene Moretti chiedendo in maniera (fintamente?) ingenua se il film avesse già una distribuzione italiana o meno, il discorso è stato semplice: “Noi l’abbiamo chiesto, e lui ha accettato. Il film ha un cast pazzesco. Sarebbe un peccato se questo film di Stone non trovasse una distribuzione in Italia. Rispetto ad altre sue opere è molto più trattenuto e meno roboante.”

Dopo alcune scontate e rituali domande pseudo polemiche sull’assenza di cinema italiano nel concorso (“tra quel che abbiamo visto e che ci è stato proposto, non ci sembrava che ci fossero film italiani in grado di convincerci. Ma ricordiamo che Torino ha sezioni tutte italiane dedicate a corti e documentari”), Moretti, Martini ed il resto del team hanno sottolineato l’importanza delle tre retrospettive di quest’anno, dedicate rispettivamente a Roman Polanski, Jean-Pierre Melville e la British Reinassance degli anni Ottanta e Novanta. Nelle parole di Moretti e di Stefano Francia di Celle (curatore della rassegna), Polanski è stato estremamente disponibile per quanto riguarda l’allestimento della retrospettiva a lui dedicata. Ha supervisionato tutto, ha aiutato ad ottenere tutte le migliori copie possibili dei suoi film da regista, ha scelto personalmente i film da attore che verranno presentati e anche i lavori minori: pubblicità, making of e altro. Polanski sarà presente a Torino, e e si esibirà in un ‘duetto’ con Moretti il 22 novembre. “Quella su Melville è una retrospettiva ‘cinefila’ e importante,” ha dichiarato Emanuela Martini, “su un autore che ha seminato moltissimo in giro per il mondo, che ha figliato, un autore che ha condotto il noir nella modernità. Non a caso registi come Tarantino, John Woo e Walter Hill l’hanno spesso citato come loro autore di riferimento.” Mentre per quanto riguarda la rassegna sul cinema inglese della British Reinassance - cinema che, secondo Moretti, i critici definirebbero “sporco” – si è ricordato come abbia rappresentato forse l’ultima grande ondata di un cinema nazionale.

Insomma, sulla carta il Torino Film Fest 2008 promette di bissare i successi e la capacità d’interesse dell’edizione del 2007, la prima targata Moretti/Martini. Non a caso, ha detto il Nanni nazionale, “il nostro slogan è lo stesso dell’anno scorso, quello di un festival assieme serio e allegro. Uno slogan non so quanto rappresentativo di questo paese.” “Immagini male, non preparo nulla,” risponde poi Moretti ad una giornalista che, supponendo stesse preparando il suo nuovo film gli chiede se questo potrebbe influire su una sua riconferma alla direzione di Torino. “Per il futuro si vedrà con Casazza e Barbera se continuerò a seguire il festival o meno. Ora preferisco concentrarmi sul buon svolgimento di questa seconda edizione.”

Edizione che promette molto bene, e che comingsoon.it seguirà quotidianamente dal 21 al 29 novembre prossimo.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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