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Pixar, Pete Docter potrebbe essere il nuovo CEO?

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Dopo l'allontamento di John Lasseter, pare che nell'azienda si faccia il nome del regista di Monsters & Co, Up e Inside Out, mentre Rashida Jones corregge il tiro delle accuse.

Pixar, Pete Docter potrebbe essere il nuovo CEO?

Come vi abbiamo raccontato poche ore fa, il CEO e direttore creativo della Pixar John Lasseter è stato accusato di molestie sessuali da più fonti e si è allontanato dal suo incarico per sei mesi (soltanto?). Su Vanity Fair si descrive un'atmosfera di comprensibile confusione in quel di Emeryville, dove si farebbe il nome di Pete Docter, regista di Monsters & Co., Up e Inside Out, come possibile sostituto (provvisorio o definitivo?) di John Lasseter alla guida della casa. La voce non copre però un'altra problematica: Lasseter, insieme a Ed Catmull, è anche ai vertici dei Walt Disney Animation Studios, quindi il (tristissimo) vuoto che lascerebbe compromette la direzione creativa di due aziende, non una...

Nel frattempo, l'attrice Rashida Jones, che stava lavorando con suo marito sul copione di Toy Story 4 ed è stata indicata da The Hollywood Reporter come oggetto di molestie sessuali da parte di Lasseter, ha smentito la specifica accusa via Twitter, ma purtroppo tramite un comunicato tutt'altro che conciliante.

"La collaborazione si è interrotta per differenze creative e, cosa più importante, filosofiche. C'è tantissimo talento alla Pixar e rimaniamo enormi fan dei loro film. Ad ogni modo, è anche una cultura in cui le donne e la gente di colore non hanno eguale voce in capitolo, com'è dimostrato guardando i loro registi: dei venti film della compagnia, solo uno è stato codiretto da una donna [Brave di Brenda Chapman, ndr] e solo uno diretto da una persona di colore [forse Rashida parla della coregia di Inside Out e di Ronnie del Carmen, ndr]."

Brutto momento. In primis perché le accuse su Lasseter non decadono: anche se le motivazioni di Rashida sono state forse fraintese, la notizia ha aperto un vaso di Pandora di dichiarazioni di donne infastidite da Lasseter nel corso degli anni, quindi la faccenda è tutt'altro che chiusa. Le parole della Jones, in più, riaprono una ferita aperta cinque anni fa proprio dall'autrice Brenda Chapman, che accusò in sostanza lo "story trust" della Pixar (comitato di cui fa parte anche Docter, insieme a Brad Bird, Andrew Stanton, Lee Unkrich e tutti i veterani) di averla momentaneamente estromessa dalla regia di Brave senza valide ragioni, per scarsa fiducia in una donna alla direzione del progetto. L'avrebbero riammessa al fianco del subentrato Mark Andrews solo quando si resero conto che la storia poteva essere raccontata unicamente nel modo che lei aveva impostato. C'è da dire che Lasseter non è nuovo a questo tipo di estromissione drastica, in Pixar e Disney, anche di malcapitati uomini, però in queste ore tutto diventa più difficile da contestualizzare e giustificare.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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