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Pixar, Pete Docter parla del futuro della casa mentre Soul parte bene al boxoffice cinese

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Pete Docter ha discusso della politica Pixar tra film originali e sequel, mentre Soul, da noi in streaming su Disney+, si sta difendendo bene nell'importante mercato cinematografico cinese.

Pixar, Pete Docter parla del futuro della casa mentre Soul parte bene al boxoffice cinese

The Hollywood Reporter ha intervistato Pete Docter, recentemente regista di Soul, in merito al presente e futuro della Pixar, dopo che Docter da un anno e mezzo è diventato ufficialmente il direttore creativo dell'azienda, anche se ufficiosamente - come conferma l'interessante pezzo - lo era sempre stato: anche durante la "reggenza" di John Lasseter, poi allontanatosi per uno scandalo sull'onda del #metoo nel 2017, colleghi e impiegati confermano che Pete era uno dei membri che più facevano sentire la propria voce alla Pixar, pur essendo impegnato sui suoi lungometraggi, classici come Monsters & Co., Up, Inside Out e appunto Soul, che potrebbe rimanere il suo ultimo lavoro per molti anni.

La Pixar tra soggetti originali come Soul e sequel

Non è sfuggito a nessuno come la Pixar negli ultimi anni abbia cavalcato il successo dei brand, con una strategia molto Disney: tra i più grandi incassi al boxoffice ci sono stati Gli incredibili 2, Alla ricerca di Dory e Toy Story 4 (quest'ultimo forse davvero fuori tempo massimo). Docter chiarisce che la sua intenzione è promuovere le idee originali come un tempo, tanto che la line-up futura prevede Luca (2021) di Enrico Casarosa, Turning Red (2022) di Domee Shi, ma anche Lightyear (2022) di Angus MacLane, l'immaginaria origin story alternativa di Buzz Lightyear, proprio come astronauta spaziale ispirazione del giocattolo. I brand allora non sono esclusi? Pete spiega: "In passato abbiamo avuto moltissimi sequel, troppi uno dopo l'altro. Ora abbiamo un sacco di cose originali, che personalmente mi entusiasmano davvero, ma per ragioni di sicurezza finanziaria forse dovremmo sempre fare qui e lì qualche altro sequel. Perché può essere dura, i progetti creativi hanno vita propria, a volte decollano, a volte no." Leggi anche Raya e l'ultimo drago, Encanto e le origini di Buzz Lightyear: l'animazione Disney e Pixar nel prossimo futuro

La Pixar tra cinema e streaming su Disney+

Ha fatto molto discutere la decisione della Disney di spostare Soul dalle sale all'esclusiva streaming sulla piattaforma Disney+: avrebbe di certo funzionato al cinema, come d'altronde stanno dimostrando i 25 milioni di dollari incassati in Cina dopo la recente uscita in quel mercato riaperto dopo il Covid (Soul ha superato persino la prima distribuzione cinematografica cinese del Ponyo di Miyazaki!). Naturalmente accettare questa decisione non è stato indolore per Docter e il suo team: "A essere onesto, all'inizio è stato un colpo sotto la cintura. Ogni fotogramma era stato pensato per il grande schermo. Volevamo che fosse vissuto tutti insieme. Rimane triste. Comunque, così come stiamo, se non avesse deciso così [Bob Iger, ndr, ex-presidente Disney ancora nel consiglio di amministrazione], non so se il pubblico sarebbe proprio riuscito a vedere il film".
La chiamata di Disney+ ha coinvolto la Pixar peraltro in un aumento generale della produzione, tra la serie originale Win or Lose per il 2023 (una sorta di Rashomon ambientato alle medie) e serie spin-off su Cars e Up. "All'inizio di quest'anno ci è stato chiesto di alzare la posta e il ritmo produttivo, per stare al passo in pratica faremo tanto per lo streaming quanto per il cinema". Leggi anche Soul, la nostra recensione del film Pixar

Pete Docter e il difficile compito di gestire la Pixar

Arrivando in un momento di confusione per l'azienda, con la fuga di John Lasseter che era un po' la bussola e il volto della compagnia, Docter non era affatto convinto di poter avere nelle riunioni con gli altri autori e collaboratori lo stesso "peso" emotivo del collega e amico (la cui caduta continua a metterlo in imbarazzo). Ha accettato solo quando gli è stato assicurato di poter continuare a comportarsi col suo stile, meno fumantino e più meditativo rispetto a quello lasseteriano. In cima all'agenda c'è stata una più convinta e rapida inclusività di genere e razziale: Domee Shi con Turning Red sarà la prima donna a dirigere un lungometraggio Pixar dopo la Brenda Chapman di Brave nel 2012 (la quale comunque non seguì il film fino alla fine, licenziata da Lasseter). Soul è una storia costruita sul jazz e doppiata in originale da Jamie Foxx, un abbraccio che per Docter doveva essere "black" fino in fondo per principio, accettato dai collaboratori neri che hanno dato vita al gioiello animato: il coregista Kemp Powers e l'executive producer Kiri Hart.
Unica amarezza, appena suggerita: dirigere creativamente l'azienda significherà che per molti anni Soul rimarrà l'ultimo film diretto da Pete Docter, che però si consola con le soddisfazioni che il nuovo ruolo gli dà, specie quando legge negli occhi dei cineasti più giovani e con meno esperienza l'effetto dei suoi consigli.

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